La somministrazione intratecale è una modalità di somministrazione dei farmaci tramite un'iniezione nel canale spinale o nello spazio subaracnoideo (sinonimo di spazio intratecale) cosicché raggiunge il liquido cerebrospinale (CSF). È utile in numerose applicazioni, ad esempio per l'anestesia spinale, la chemioterapia o la gestione del dolore. Questa via viene utilizzata anche per introdurre farmaci che combattono determinate infezioni, in particolare post-neurochirurgiche. In genere, il farmaco viene somministrato in questo modo per evitare di essere bloccato dalla barriera ematoencefalica, poiché potrebbe non essere in grado di passare nel cervello se somministrato per via orale. I farmaci somministrati per via intratecale spesso devono essere preparati appositamente da un farmacista o da un tecnico perché non possono contenere conservanti o altri ingredienti inattivi potenzialmente dannosi che a volte si trovano nelle preparazioni standard di farmaci iniettabili.

La Intrathecal pseudodelivery (lett. "pseudoconsegna intratecale") è un metodo particolare di somministrazione intratecale in cui il farmaco viene inserito in una capsula porosa posta in comunicazione con il liquido cerebrospinale. Il farmaco non viene rilasciato nel liquido cerebrospinale, ma farmaco interagisce con il suo bersaglio dall'interno della capsula stessa. Ciò consente un trattamento localizzato evitando la distribuzione sistemica del farmaco, riducendo potenzialmente gli effetti collaterali e migliorando l’efficacia terapeutica per le condizioni che colpiscono il sistema nervoso centrale.

La modalità di somministrazione è talvolta definita semplicemente "intratecale"; tuttavia, il termine è anche un aggettivo che si riferisce a qualcosa che si verifica o viene introdotto nello spazio anatomico o, più comunemente, nella membrana aracnoidea del cervello o del midollo spinale (sotto la quale si trova lo spazio subaracnoideo). Ad esempio, la produzione di immunoglobuline intratecali è la produzione di anticorpi nel midollo spinale.

Applicazioni Terapia del dolore Anestetici/analgesici La somministrazione intratecale di farmaci per anestesia o analgesia può essere utilizzata sotto forma di dose singola o continua tramite catetere con pompa esterna o interna, a seconda dell'indicazione e della durata necessaria. Solitamente si utilizza una combinazione di un anestetico locale e di uno o più farmaci adiuvanti.

Agonisti alfa-adrenergici La clonidina intratecale o la dexmedetomidina possono essere utilizzate per prolungare la durata dell'anestesia e dell'analgesia, ma comportano un aumento del rischio di ipotensione.

Oppiodi Gli oppioidi lipofili come il fentanil e il sufentanil possono essere somministrati per via intratecale per brevi periodi di anestesia e analgesia.

Gli oppioidi idrofili come morfina, diamorfina e idromorfone possono essere somministrati per via intratecale per una durata di analgesia più lunga, fino a 24 ore.

La petidina presenta l'insolita proprietà di essere sia un anestetico locale che un analgesico oppioide, il che occasionalmente ne consente l'uso come unico agente anestetico intratecale.

È necessario prestare cautela con gli oppioidi intratecali a causa del rischio di ipoventilazione. Gli oppioidi idrofili comportano un rischio dose-dipendente di ipoventilazione tardiva; tuttavia, gli oppioidi idrofili intratecali a basso dosaggio presentano un rischio di ipoventilazione simile a quello degli oppioidi sistemici. Altri effetti avversi degli oppioidi intratecali includono nausea e vomito, prurito e ritenzione urinaria.

Agenti analgesici atipici Ziconotide.

Antifungine L'amfotericina B viene somministrata per via intratecale per trattare le infezioni fungine che coinvolgono il sistema nervoso centrale.

Chemioterapia antineoplastica Al 2026, solo quattro agenti sono autorizzati per la chemioterapia intratecale contro il cancro: metotrexato, citarabina, idrocortisone e tiotepa.

La somministrazione di qualsiasi alcaloide della vinca, in particolare della vincristina, per via intratecale è quasi sempre fatale.

Baclofene Spesso riservato alla paralisi cerebrale spastica, il baclofene può essere somministrato attraverso una pompa intratecale impiantata appena sotto la pelle dell'addome o dietro la parete toracica, con un catetere collegato direttamente alla base della colonna vertebrale. Le pompe intratecali di baclofene a volte comportano gravi rischi clinici, come infezioni o un malfunzionamento improvviso possibilmente fatale.

Terapia antisenso Consiste nella somministrazione intratecale di oligonucleotidi antisenso. Le malattie neurodegenerative causate da una singola proteina mutante rappresentano buoni bersagli per le terapie con oligonucleotidi antisenso, grazie alla loro capacità di colpire e modificare sequenze molto specifiche di RNA con elevata selettività. Un esempio è il trattamento dell'atrofia muscolare spinale con Nusinersen.

Terapia con cellule staminali mesenchimali Il trattamento delle lesioni spinali croniche mediante la somministrazione di cellule staminali mesenchimali, provenienti dal tessuto adiposo o dal midollo osseo, è sperimentale, con risultati migliori rispetto al primo metodo. L'introduzione di cellule staminali mesenchimali promuove il microambiente necessario per la ricrescita assonale e la riduzione dell'infiammazione causata dalla proliferazione degli astrociti e dal tessuto cicatriziale gliale.

I modelli animali hanno mostrato un migliore controllo motorio nel sito della lesione. Uno studio clinico ha inoltre evidenziato un miglioramento statisticamente significativo della sensibilità nel sito della lesione nei pazienti.

Note

Voci correlate Pompa intratecale Rachicentesi Teca

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