Biografia

Léon Herbo nacque a Templeuve-en-Pévèle il 7 o l'8 ottobre del 1850. Si formò in Belgio, studiando dapprima alla École supérieure des arts di Tournai e poi all'Accademia reale di belle arti di Bruxelles dove fu allievo di Léonce Legendre and Joseph Stallaert. Nel 1873 dopo aver vinto il Prix de Rome belga si mise in viaggio per l'Europa, soggiornando in Francia, Germania e Italia, ma alla fine ritornò a Bruxelles. Nel 1875 fece il suo debutto espositivo al Salon parigino del 1875 con Pifferaro (non rilevato), un soggetto Italiano. L'anno seguente fondò insieme ad altri il Circolo degli allievi ed ex allievi delle Accademie di Belle Arti di Bruxelles.

Fin da questi primi anni l'artista si dedicò soprattutto al ritratto di figure maschili, femminili, adulti e bambini, oltre che qualche scena di genere. Tra le diverse persone rappresentate è identificabile lo scultore Julien Dillens (1877, collezione privata), ritratto a figura intera, colto mentre rivolge lo sguardo alla sua destra, che tiene sotto il braccio il Prix de Rome belga per la scultura, vinto lo stesso anno del ritratto. Sullo sfondo una bandiera, e un busto anticheggiante, forse l'interno di un atelier.

Nel 1879 insieme a Julien Dillens e Emile Namur fonda L'Essor, gruppo della scuola realista belga ː oltre i membri fondatori erano presenti anche (ma non solo) Fernand Khnopff, Théo Van Rysselberghe, James Ensor e Léon Frédéric.

Probabilmente lo stesso anno l'artista dipinge una grande telaDell'opera esiste un probabile schizzo preparatorio ad olio non datato, intitolato Le repas de noces. raffigurante una Festa di matrimonio (1879 circa, collezione privata), probabilmente creata per celebrare le nozze tra il famoso architetto Achille Marchand e Laurence Minne. Dopo il matrimonio, gli sposi e gli invitati si sono raggruppati intorno a una tavola imbandita. Invece di fare un brindisi in onore degli sposini ognuno è intento a fare le sue cose, rivolgendo il suo sguardo altrove.

Se quest'opera venne probabilmente esposta a Sydney (1879), a Melbourne (1880), al Salon parigino (1882) e sicuramente a Monaco (1888). Come è plausibile dalle diverse esposizioni l'opera restò a lungo invenduta. Questo forse spinse l'artista, a rimanere nel genere ritrattistico, salvo per qualche eccezione.

Intorno al 1881 si sposò con Anna Léontine Snel, già modella per i suoi dipinti. Dall'unione nacquero due figli.

Con gli anni '80 del XIX secolo l'artista sceglie di seguire prevalentemente stilisticamente la scuola di Jean-François Portaels, ossia ritratti e scene di modelle in costumi orientalizzanti riscuotendo un certo successo.

Un esempio di queste opere è La Charmeuse (La donna seducente, 1890, collezione privata) raffigurante una donna in abiti orientaleggianti distesa su una poltrona intenta a osservare lo spettatore in modo languido. Sulla mano destra si è appoggiato un uccello che forse le comunica un messaggio d'amore, mentre poggia con l'altra mano su un libro aperto. Vicino alla giovane troviamo in basso a sinistra un vaso orientaleggiante.

Oltre alle scene in costume si dedica anche per anni alla ritrattistica ufficiale di impianto tradizionale, esposta in diverse edizioni dei Salons parigini.

Nel 1889 partecipa con delle sue opere alla Esposizione Universale di Parigi, dove riceve una menzione d'onore. Lo stesso anno diventa cavaliere dell'ordine di Leopoldo.

Sempre in questo periodo probabilmente iniziò ad insegnare all'accademia di Belle Arti di BruxellesAl contrario di quanto dice Rhes non ne divenne mai il direttore della Accademia reale di belle arti di Bruxelles e così Portaels. Per maggiori informazioni è consigliata la consultazione della voce francese dedicata all'Académie royale des beaux-arts de Bruxelles..

Con il finire degli anni '90 e il cambio delle mode, espose soprattutto temi sociali. Dopo il 1902 non espose più ai Salons parigini. Nonostante questo continuò a dipingere fino alla morte. Léon Herbo morì prematuramente a Ixelles il 19 giugno 1907 a 56 anni. Si pensa che nel corso della sua carriera creò oltre 1200 dipinti. In onore dell'artista, una via a Templeuve-en-Pévèle venne dedicata a lui.

Opere (selezione) (Dove non indicato diversamente, la fonte è: Base salons)

Pifferaro (1875) L’espiègle (1876) Eveillée (1876) La liseuse (1877) Une marguerite (1877) L’invitation (1878) La dormeuse (1878) Un vieux beau (1879) Une élection communale (1879) Le premier soupçon (1880) Portrait de M. D... (1881) La petite coquette (1881) Le dîner de noces (1882) Portrait de la petite Bertha (1882) Portrait de Mme M... (1882) Psyché (1883) Portrait du colonel Sterckx (1884) Portrait de Gustave Lajye (1884) Yedda (1884) Portrait de M. Jules Clère (1885) En Louis XV ; portrait de Mme B... (1885) Les cerises (1886) Portrait de Georges Ville (1887) Portrait de Mme L. H... (1887) Portrait de Perkéo (1888) Portrait du colonel O’Sullivan (1889) Portrait de Mme Landouzy (1889) Salomé (1890) Au saut du lit ; portrait (1890) Les cerises (1891) Portrait de Mlle H... (1893) Père et mère ; portraits (1894) Le tailleur du village (1894/95) Tentation (1896) Vieille chambre (1897) L’aveugle (1898) Le musicien du village (1898) En 1600 et des... (1899) Profil (1899) La cigarette (1900) Minette et Minon (1902)

Note

Voci correlate

Jean-François Portaels

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