Biografia Ji Pengfei nacque nella provincia dello Shanxi, nell'estremo nord della Cina, vicino a un'ansa remota del Fiume Giallo. Nel 1926, all'età di 16 anni, si iscrisse a un'accademia militare per studiare medicina. In seguito a una rivolta della sua unità, si unì alla lunga marcia dell'Armata Rossa Cinese. Durante la seconda guerra mondiale operò come commissario politico nella 3ª armata da campo guidata dal maresciallo Chen Yi. Combatté prima contro i giapponesi e poi contro i nazionalisti cinesi, poi, subito dopo la liberazione, lasciò il paese per la prima volta e divenne ambasciatore cinese nella Germania dell'Est.
Fu viceministro degli Esteri dal 1955 al 1972, poi venne nominato ministro del medesimo dicastero. Il suo nome figura nel comunicato di Shanghai del 1972 firmato dal presidente statunitense Richard Nixon e dal premier cinese Zhou Enlai. In qualità di capo dell'ufficio cinese per Hong Kong e Macao, Ji Pengfei svolse un ruolo chiave nei negoziati sul futuro della colonia britannica, e supervisionò la stesura della Legge fondamentale di Hong Kong che disciplina il principio "un Paese, due sistemi" tra Hong Kong e la Cina continentale.
Durante il processo di transizione di Hong Kong dal Regno Unito alla Cina, Ji Pengfei si dimostrò avverso alle rapide riforme politiche nel territorio e propose una dottrina di convergenza, secondo la quale i cambiamenti politici sotto il dominio britannico non avrebbero dovuto superare il modello post-1997 stabilito dalla Legge fondamentale. Tuttavia, precisò che ai tribunali di Hong Kong spettava il "diritto di ultima istanza" poiché i sistemi sociali e giuridici dell'ex colonia sono diversi da quelli della Cina continentale.
Si ritirò a vita privata negli anni novanta. Suo figlio, il generale Ji Shengde, divenne capo dell'intelligence militare cinese.
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