I relitti di Mazara del Vallo sono costituiti dal relitto di una nave di epoca romana e dal suo carico di anfore; sono stati scoperti da Giacomo De Mola e da Igor Bisulli nel giugno del 2026. I relitti si trovano a 46 metri di profondità, a cinque chilometri al largo di Mazara del Vallo, nella parte occidentale della Sicilia. Al momento della scoperta, i relitti sono stati definiti, dal ministro italiano della Cultura Alessandro Giuli, come «una delle più importanti scoperte recenti nel campo dell'archeologia subacquea».
Storia
Nei primi giorni di agosto del 2026, il pescatore subacqueo italiano Giacomo De Mola (medaglia d'oro ai Campionati Mondiali di Pesca in Apnea del 2021 e medaglia d'argento ai Campionati Mondiali del 2025) ha dichiarato di aver «avuto il fiato sospeso» quando, insieme al suo assistente Igor Bisulli, si è imbattuto casualmente nei relitti giacenti alla profondità di 46 metri.
L'identificazione ufficiale del relitto è avvenuta l'8 agosto 2026 ad opera di una squadra congiunta composta dal Nucleo TPC (Tutela del Patrimonio Culturale) di Palermo, dalla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana e dal Nucleo Carabinieri Subacquei di Messina, che ha condotto le esplorazioni. La squadra ha beneficiato del supporto di un'imbarcazione di pattugliamento dei Carabinieri di Trapani.
Ritrovamenti Il relitto dell'imbarcazione è lungo 21 metri e largo 6 metri.. I Carabinieri hanno stimato che risalga a un periodo compreso tra il II e il I secolo a.C.. Oltre a centinaia di anfore del carico trasportato dalla nave, sono state individuate due maniglie di ancoraggio e una struttura in piombo. Il relitto conteneva principalmente anfore del tipo Dressel 1A, di grandi dimensioni e di forma cilindrica. Si tratta di una tipologia di anfore generalmente utilizzate per il trasporto di vino. Ne sono state contate diverse centinaia.
Note
Voci correlate Anfora Nave romana di Marausa
Categoria:Mazara del Vallo Categoria:Archeologia Categoria:Scoperte archeologiche nel 2026