Barsa-Kelmes (russo: Барсакельмес; kazako: Барсакелмес, Barsakelmes) è un'ex isola del lago d'Aral, situata nell'attuale regione di Qyzylorda, in Kazakistan. Costituiva una delle principali isole del bacino e negli anni '80 aveva una superficie di circa 133 km². Con il progressivo abbassamento del livello dell'Aral, le acque circostanti si ritirarono e la superficie emersa aumentò fino a congiungersi con la costa orientale alla fine degli anni '90; studi basati sul telerilevamento collocano infatti il ricongiungimento di Barsa-Kelmes alla terraferma proprio in questo periodo. Nel 2002 l'amministrazione della riserva registrava ormai la possibilità di raggiungere l'ex isola via terra. Il suo punto più elevato raggiunge circa 113 m sul livello del mare.

Il nome Barsakelmes viene generalmente interpretato in kazako nel senso di «vai e non tornerai» o «chi va non ritorna». Sull'origine del toponimo esistono diverse tradizioni. Secondo una leggenda riportata dall'amministrazione della riserva, durante alcuni inverni particolarmente freddi il mare gelava tra l'isola e la terraferma e alcune famiglie kazake avrebbero attraversato il ghiaccio con il proprio bestiame per stabilirsi sull'isola. Non fecero più ritorno e, molti anni dopo, nelle abitazioni abbandonate sarebbero stati rinvenuti resti umani; secondo la stessa tradizione, da questo episodio sarebbe derivato il nome Barsa-Kelmes.

In epoca più recente al significato suggestivo del nome si sovrapposero racconti secondo i quali persone o intere spedizioni sarebbero ritornate dall'isola dopo anni o decenni, convinte di esservi rimaste soltanto pochi giorni. Tali storie appartengono però soprattutto alla leggenda urbana sviluppatasi in epoca sovietica e non costituiscono una spiegazione attendibile dell'origine del nome.

L'ex isola costituisce oggi una parte della riserva naturale statale di Barsa-Kelmes, istituita il 10 dicembre 1939. Originariamente la riserva coincideva sostanzialmente con l'isola; nel 2005, in seguito al prosciugamento dell'Aral e alle profonde trasformazioni dell'ecosistema, fu ampliata da 16.795 a 160.826 ha e nel 2020 vi fu aggiunto il settore del delta del Syr Darya. La sua superficie complessiva è oggi di 163.126 ha, ripartiti fra i settori di Barsa-Kelmes (50.884 ha), Kaskakulan (109.942 ha) e Delta (2.300 ha).

Il prosciugamento dell'Aral ha inoltre trasformato gran parte dell'antico fondale nel nuovo deserto dell'Aralkum. Le superfici saline e sabbiose esposte costituiscono una delle principali fonti di polveri e aerosol salini dell'Asia centrale, che durante le tempeste possono essere trasportati dal vento per centinaia di chilometri.

Storia Barsa-Kelmes fu rappresentata su una carta geografica per la prima volta nel 1831 dal geografo e storico russo Aleksej Levšin. I suoi contorni erano però assai approssimativi e, secondo la ricostruzione dell'amministrazione della riserva, è probabile che l'autore non avesse visitato personalmente l'isola.

La prima ricognizione scientifica approfondita risale invece alla spedizione sul lago d'Aral del 1848-49, diretta dall'ufficiale di marina Aleksej Butakov. Tra il 7 e il 13 agosto 1848 una squadra comprendente il geografo Aleksej Makšeev e il topografo Akishev sbarcò a Barsa-Kelmes per effettuarne il rilevamento. Makšeev ricordò in seguito di aver compiuto insieme ad Akishev e a otto marinai un rilevamento semistrumentale dell'isola; la spedizione ne descrisse inoltre le dimensioni, la morfologia, i suoli, la vegetazione e la fauna.

Alla spedizione partecipava anche il poeta e pittore ucraino Taras Ševčenko, che ne documentò i paesaggi. Durante la permanenza a Barsa-Kelmes realizzò almeno due opere dedicate direttamente all'isola: il disegno a matita Barsa-Kelmes e l'acquerello La tenda della spedizione sull'isola di Barsa-Kelmes, entrambi datati al periodo compreso tra il 7 e il 13 agosto 1848.

Nel 1998 gli aracnologi Dmitri Logunov e Sergej Rakov descrissero una specie di ragno saltatore dell'Asia centrale con il nome Sitticus barsakelmes, così denominata in riferimento a Barsa-Kelmes. In seguito a revisioni tassonomiche la specie è stata trasferita al genere Attulus e il nome attualmente accettato dal World Spider Catalog è Attulus barsakelmes (Logunov & Rakov, 1998); la sua distribuzione conosciuta comprende il Kazakistan e la Russia europea.

Leggende urbane Nella seconda metà del XX secolo Barsa-Kelmes divenne protagonista di una serie di leggende riguardanti presunti fenomeni paranormali. Particolare notorietà acquisirono i racconti relativi ad anomalie nello scorrere del tempo, scomparse inspiegabili, UFO e altri fenomeni insoliti. Il tema raggiunse una notevole diffusione nei primi anni '90 grazie alla rivista sovietica Tekhnika Molodëži («Tecnica per i giovani»), che nel numero 3 del 1991 pubblicò, alle pp. 48-50, l'articolo di Grigorij Neverov Ostrov «Pojdëš' — ne vernëš'sja» («L'isola “Vai e non tornerai”»).

L'articolo presentava Barsa-Kelmes come una sorta di «zona anomala» e raccoglieva racconti, testimonianze e presunti documenti riguardanti fenomeni inspiegabili sull'isola. Tra coloro che contribuirono al materiale utilizzato da Neverov vi era Sergej Luk'janenko, allora giovane studente di medicina ad Alma-Ata e attivo negli ambienti sovietici degli appassionati di fantascienza.

Anni dopo, divenuto uno dei più noti scrittori russi di fantascienza, Luk'janenko raccontò l'origine della vicenda nel saggio Koblandy-batyr i Barsa-Kel'mes, scritto nel 2002 e successivamente incluso nella raccolta Atomnyj son. Luk'janenko definì esplicitamente l'episodio una propria mistificazione e spiegò che la vicenda era nata nell'ambiente dei club sovietici di appassionati di fantascienza, in seguito ai contatti con Grigorij Neverov.

Secondo il racconto di Luk'janenko, Neverov aveva chiesto ai membri dei club di fantascienza di diverse città sovietiche di raccogliere informazioni su eventuali fenomeni misteriosi delle rispettive regioni. Luk'janenko, ricordando alcune storie già circolanti su Barsa-Kelmes, decise insieme ad alcuni conoscenti di arricchirle deliberatamente. Alla tradizione preesistente furono così aggiunti nuovi elementi fantastici, testimonianze e documenti inventati, fino a comprendere persino una presunta versione locale dell'epopea kazaka di Koblandy Batyr. Il materiale fu preso sul serio e contribuì alla pubblicazione dell'articolo di Tekhnika Molodëži.

Quando Luk'janenko rivelò la natura dello scherzo, la storia aveva ormai iniziato a circolare autonomamente e le successive rielaborazioni contribuirono a trasformare Barsa-Kelmes in uno dei luoghi «misteriosi» più noti dell'Asia centrale postsovietica. Lo stesso Luk'janenko ricordò in seguito la vicenda come una delle sue mistificazioni meglio riuscite.

È pertanto opportuno distinguere le tradizioni più antiche relative al significato del nome Barsa-Kelmes dalla moderna leggenda urbana sulle anomalie temporali. L'affermazione secondo cui il nome dell'isola deriverebbe da persone che vi avrebbero trascorso «due o tre giorni» per poi scoprire che erano trascorsi anni o decenni appare essere una contaminazione successiva fra l'antico toponimo e le leggende paranormali del XX secolo. L'amministrazione della riserva fornisce infatti una tradizione completamente diversa sull'origine del nome, mentre i racconti sulle distorsioni temporali appartengono alla successiva letteratura sulle presunte anomalie dell'isola.

Note

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