Biografia Figlio dell'ingegnere Francesco Lanfranchi e di Paola Margherita Simeone di Chieri, in una patente ducale risalente al 1669-1670 viene ricordato come il piccolo Carlo Emanuele fosse stato tenuto alla fonte battesimale dal duca Carlo Emanuele II di Savoia e dalla madre di questi, Maria Cristina di Francia, ricevendo così il nome Carlo Emanuele. Carlo Emanuele fin dalla giovane età seguì le orme del padre, avviandosi allo studio del disegno e dell'architettura.
Sempre secondo la stessa patente, Carlo Emanuele II dispose che il giovane ingegnere succedesse al padre negli incarichi da questo ricoperti presso la corte sabauda; dal testamento di Lanfranchi, redatto nel 1701, si può evincere che all'epoca ricoprisse le cariche di governatore di Mirafiori, aiutante di camera della duchessa, governatore della vigna reale e ingegnere di "Madama la Duchessa".
Lanfranchi operò anche come ingegnere per conto di Emanuele Filiberto di Savoia-Carignano, per il quale tra il 1672 e il 1682 elaborò diversi progetti rimasti solo allo stato grafico per un grandioso ampliamento del castello di Racconigi, progetto che prevedeva la realizzazione di una vasta corte porticata contenente due chiese. Negli anni successivi sono pervenuti ulteriori pagamenti a suo favore per lavori a Racconigi, svolti con la collaborazione di Guarino Guarini nell'ambito degli interventi condotti da quest'ultimo.
Nel 1682 un biglietto di Vittorio Amedeo II di Savoia affidò a Lanfranchi, in sostituzione dell'anziano Morello, la direzione dei lavori nel nuovo Palazzo Reale e nel castello di Moncalieri. Nel 1687 Lanfranchi progettò la realizzazione della cappella di San Gerolamo nella chiesa di San Giuseppe a Carignano; inoltre, in alcuni scritti non datati sempre relativi alla chiesa, compare una pianta dell'edificio che si ritiene disegnata dallo stesso Lanfranchi insieme a un preventivo per le inferriate.
Intorno al 1691 proseguì nel progetto paterno della ricostruzione della chiesa di San Rocco a Torino, occupandosi nel 1692 della definizione delle spese necessarie al completamento della chiesa; Lanfranchi doveva essere particolarmente legato a questo luogo, al punto che nel proprio testamento del 1701 espresse la volontà di essere sepolto nella chiesa di San Rocco.
A Lanfranchi sono state attribuite anche altre opere, come la ricostruzione della chiesa di San Giuseppe a Torino, il gabinetto vicino alla galleria del Daniel nel Palazzo Reale, risalente al 1713, e la grande sala dell'insinuazione nel palazzo comunale, realizzata nel 1714.
Sposato con Anna Maddalena Argenta, da lei ebbe un figlio, Francesco Antonio, che svolse l'incarico di segretario ordinario di Vittorio Amedeo II e, dal 1711, segretario di Stato di Guerra.
Lanfranchi morì a Torino, nell'appartamento che occupava a Palazzo Reale in quanto primo aiutante di camera della regina Anna Maria d'Orléans, in una data compresa tra il 2 maggio 1715, quando risulta l'ultimo atto da lui rogato, e il 15 maggio 1716, quando venne indicato da Francesco Antonio nel proprio testamento come già defunto; di sicuro, il 3 agosto 1716 venne redatto l'inventario dei suoi beni, nel quale erano compresi diversi quadri e alcuni disegni.
Opere A seguire un elenco non esaustivo delle opere e dei progetti di Carlo Emanuele Lanfranchi: Progetti di ampliamento del castello di Racconigi (1672-1682, non realizzati) Direzione dei lavori del Palazzo Reale, Torino (dal 1682) Direzione dei lavori del castello di Moncalieri (dal 1682) Cappella di San Gerolamo nella chiesa di San Giuseppe, Carignano (1687) Prosecuzione della ricostruzione della chiesa di San Rocco, Torino (circa 1691) Ricostruzione della chiesa di San Giuseppe, Torino (attribuita) Gabinetto vicino alla galleria del Daniel, Palazzo Reale, Torino (1713, attribuito) Sala dell'insinuazione nel palazzo comunale, Torino (1714, attribuita)
Note
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