La Riserva della biosfera del Basso Amu Darya (in uzbeko Quyi Amudaryo davlat biosfera rezervati, in inglese Lower Amudarya State Biosphere Reserve) è un'area naturale protetta situata nella Repubblica del Karakalpakstan, nell'Uzbekistan occidentale, lungo il basso corso dell'Amu Darya.

La riserva si trova nella parte settentrionale del basso corso del fiume, a sud-est dell'antica linea di costa del lago d'Aral, e tutela una delle maggiori estensioni superstiti di tugai naturale dell'Asia centrale. Istituita come riserva della biosfera nazionale nel 2011, nel 2021 è stata inserita nella Rete mondiale delle riserve della biosfera del programma Man and the Biosphere (MAB) dell'UNESCO. Si estende su 68.717,8 ha e comprende foreste ripariali, boscaglie, canneti, zone umide, ambienti alluvionali e aree desertiche. Secondo l'UNESCO, il territorio presenta una biodiversità particolarmente elevata rispetto agli altri ambienti desertici dell'Asia centrale.

Storia La protezione degli ecosistemi del basso Amu Darya ha precedenti risalenti all'epoca sovietica. Una prima area protetta, denominata Primorskiy, fu istituita nel 1939, ma venne soppressa nel 1941. Nel 1971 l'area fu nuovamente sottoposta a tutela con la creazione della Riserva naturale di Badai-Tugai (Baday-Tugay), destinata principalmente alla conservazione delle foreste ripariali e della fauna ad esse associata. La necessità di proteggere questi ambienti divenne particolarmente evidente nel corso della seconda metà del XX secolo. L'espansione dell'agricoltura irrigua, la regolazione dell'Amu Darya mediante dighe e serbatoi e l'aumento dei prelievi idrici alterarono profondamente il regime naturale delle piene. Le foreste di tugai, dipendenti dalle inondazioni periodiche e dalla falda freatica, subirono di conseguenza una forte contrazione e frammentazione. Secondo una valutazione dell'UNDP, all'inizio degli anni 2010 sopravviveva in forma fortemente frammentata soltanto circa il 10% dell'estensione originaria del tugai del delta dell'Amu Darya; tra le principali cause del declino figuravano la riduzione delle disponibilità idriche, l'aumento della salinità, il pascolo e il taglio del legname. Tra il 2005 e il 2010 un progetto sostenuto dall'UNDP e dal Global Environment Facility lavorò alla conservazione delle foreste di tugai e alla creazione di un sistema di tutela che conciliasse la protezione degli ecosistemi con le esigenze delle comunità locali. Nel 2010 il Consiglio dei ministri del Karakalpakstan approvò l'assegnazione di circa 68.718 ha alla futura riserva e nel 2011 il governo dell'Uzbekistan ne approvò formalmente l'istituzione. La nuova Riserva della biosfera del Basso Amu Darya incorporò la precedente riserva di Badai-Tugai, ampliando notevolmente il territorio interessato dalla conservazione e introducendo una gestione articolata in differenti zone. Nel 2021 l'area ottenne infine il riconoscimento internazionale dell'UNESCO come riserva della biosfera.

Territorio

La riserva si trova sulla riva destra dell'Amu Darya, circa 90 km da Nukus e 44 km dal centro di Beruniy. Occupa una vasta pianura alluvionale del basso corso del fiume, in una regione di transizione fra gli ambienti fluviali dell'Amu Darya e i deserti dell'Asia centrale. Il paesaggio è costituito da un mosaico di foreste e boscaglie ripariali, canneti, prati, vecchi alvei fluviali, depressioni temporaneamente inondate e superfici desertiche. La disponibilità di acqua proveniente dal fiume consente la presenza di una vegetazione nettamente più ricca rispetto alle regioni aride circostanti e rende il tugai una sorta di corridoio biologico che attraversa il paesaggio desertico.

Zonazione La riserva è suddivisa in tre zone funzionali. La zona centrale sottoposta a protezione rigorosa occupa 11.568,3 ha; la zona cuscinetto si estende per 6.731,4 ha e la zona di transizione per 50.418,1 ha. Nella zona centrale le attività economiche sono fortemente limitate e la gestione è orientata alla conservazione degli ecosistemi, alla ricerca e al monitoraggio. Le aree circostanti permettono invece differenti forme di utilizzazione sostenibile delle risorse naturali. La struttura a più zone fu concepita proprio per superare il modello di una piccola riserva integralmente protetta e integrare la conservazione con le attività delle comunità residenti. L'UNESCO riporta una popolazione complessiva di circa 107.400 abitanti nell'area associata alla riserva. Le comunità locali dipendono soprattutto dall'agricoltura e dall'allevamento: vengono coltivati principalmente cotone, riso, frumento, frutta e ortaggi. Anche la pesca nell'Amu Darya e la raccolta di piante medicinali e altri prodotti spontanei contribuiscono all'economia locale.

Il tugai

L'elemento naturalistico più caratteristico della riserva è il tugai, termine utilizzato in Asia centrale per indicare i complessi di vegetazione ripariale sviluppati lungo i fiumi delle regioni aride. Il tugai comprende foreste a galleria, boscaglie, canneti, prati e comunità vegetali xerofile e alofile associate alle pianure alluvionali. A differenza della vegetazione desertica circostante, la sopravvivenza di queste comunità dipende soprattutto dalle acque fluviali, dalle inondazioni e dalla disponibilità di acqua sotterranea. Per questo motivo le modificazioni del regime dell'Amu Darya hanno conseguenze particolarmente profonde sull'ecosistema. La diminuzione delle piene naturali ostacola la formazione di nuovi ambienti alluvionali, mentre l'abbassamento della falda e l'aumento della salinità favoriscono il progressivo degrado delle foreste. La componente arborea comprende soprattutto pioppi adattati alle pianure alluvionali centroasiatiche, tra cui Populus euphratica e Populus pruinosa, ai quali si associano salici, tamerici e altre piante capaci di tollerare siccità e salinità. Il tugai comprende inoltre estesi canneti e comunità erbacee che forniscono riparo e alimento a numerose specie animali.

Clima Il clima è fortemente continentale e arido, caratterizzato da estati molto calde, inverni freddi e marcate escursioni termiche. La scheda ufficiale dell'autorità ambientale uzbeka indica una temperatura minima assoluta di circa −26 °C e massime estive che possono raggiungere +42 °C. Le precipitazioni sono estremamente scarse, nell'ordine di circa 80 mm, concentrate soprattutto nelle stagioni primaverile e autunnale. In un simile contesto climatico, l'Amu Darya costituisce il principale fattore responsabile dell'esistenza delle foreste ripariali: anche piccole modificazioni della portata, della frequenza delle piene o del livello della falda possono produrre considerevoli cambiamenti nella struttura della vegetazione.

Flora

Secondo i dati pubblicati nel 2025 dal Comitato nazionale uzbeko competente in materia ambientale, nella riserva sono state registrate circa 419 specie di piante. Le formazioni più caratteristiche sono i boschi ripariali dominati dai pioppi del gruppo tradizionalmente indicato in Asia centrale come turanga. Populus euphratica è particolarmente resistente alla siccità e alla salinità, mentre P. pruinosa è maggiormente legato ai settori dove la disponibilità idrica rimane più elevata. Alla vegetazione arborea si associano tamerici, salici, canneti a Phragmites australis e differenti comunità di arbusti ed erbe alofile. La distribuzione delle diverse comunità vegetali riflette soprattutto la profondità della falda, la frequenza delle inondazioni e la salinità dei suoli. La regolazione del corso dell'Amu Darya e la riduzione delle piene possono compromettere in particolare la rigenerazione dei pioppi, rendendo il mantenimento del regime idrologico uno degli aspetti fondamentali della conservazione del tugai.

Fauna I censimenti della fauna hanno prodotto valori differenti a seconda dell'estensione considerata e dell'epoca e delle metodologie dell'indagine. La più recente scheda ufficiale dell'autorità ambientale dell'Uzbekistan riporta 348 specie di vertebrati, comprendenti 41 specie di pesci, 2 di anfibi, 24 di rettili, 243 di uccelli e 38 di mammiferi. Di queste, 10 specie di pesci, 2 di rettili, 14 di uccelli e 4 di mammiferi sono comprese nel Libro Rosso dell'Uzbekistan; complessivamente 18 specie presenti nell'area figurano nella Lista Rossa IUCN. Queste cifre differiscono da inventari precedenti, che riportavano ad esempio 356 specie di vertebrati nell'antica riserva di Badai-Tugai oppure numeri più bassi per alcune classi nella più vasta riserva della biosfera. Le differenze non devono necessariamente essere interpretate come aumenti o diminuzioni reali della biodiversità, poiché gli inventari riguardavano superfici, periodi e metodologie differenti. Tra i mammiferi caratteristici figurano il cinghiale (Sus scrofa), lo sciacallo dorato (Canis aureus), il gatto della giungla (Felis chaus), la lepre tolai (Lepus tolai), il riccio dalle orecchie lunghe (Hemiechinus auritus) e diverse specie di roditori e pipistrelli. La specie maggiormente associata alla storia della riserva è tuttavia il cervo di Bukhara (Cervus hanglu bactrianus).

Cervo di Bukhara

Il cervo di Bukhara, chiamato anche cervo bactriano, è una forma di cervo strettamente associata alle foreste ripariali dell'Asia centrale. La nomenclatura del gruppo è stata oggetto di numerose revisioni: in gran parte della letteratura più antica compare come Cervus elaphus bactrianus, mentre nella classificazione moderna è frequentemente indicato come Cervus hanglu bactrianus. La stessa documentazione della Convention on Migratory Species conserva in alcuni strumenti giuridici la denominazione storica Cervus elaphus yarkandensis, riflesso di una tassonomia precedente. Il suo areale storico comprendeva gran parte delle foreste ripariali dei bacini dell'Amu Darya e del Syr Darya e di altri fiumi dell'Asia centrale. Nel XX secolo la distruzione e frammentazione dei tugai, il bracconaggio e la trasformazione delle pianure alluvionali provocarono un fortissimo declino e la scomparsa della specie da ampie porzioni dell'areale. La popolazione della zona di Badai-Tugai deriva in larga misura da programmi di reintroduzione. Negli anni Settanta furono rilasciati 3 cervi provenienti da Romit, in Tagikistan, e 16 provenienti da Aral-Paygambar, nell'alto Amu Darya. Negli anni Ottanta la popolazione oscillava ancora intorno ai 25-30 animali, ma nei decenni successivi aumentò rapidamente e alcuni individui colonizzarono spontaneamente anche i complessi forestali di Tallyk e Jumurtau. La ripresa è stata particolarmente notevole. Un'indagine scientifica condotta nell'ottobre 2019 su circa 88 km² della riserva, utilizzando transetti e tecniche di distance sampling, stimò una densità media di circa 24 cervi per km² e una popolazione di 2.112 individui, con un intervallo di confidenza al 95% compreso fra 1.320 e 3.344 animali. Nello stesso anno il conteggio amministrativo della riserva indicava invece 1.233 esemplari, evidenziando quanto la stima della popolazione possa variare in funzione della metodologia utilizzata. Nel 2023 il dato ufficiale per la Riserva della biosfera del Basso Amu Darya era di 1.566 cervi. Gli esperti della CMS hanno tuttavia rilevato che il numero reale potrebbe essere superiore, forse nell'ordine di 2.300 individui, sebbene quest'ultima cifra costituisca una stima e non un censimento ufficiale. Su scala più ampia, la situazione del cervo di Bukhara è migliorata considerevolmente. Il rapporto CMS del 2024 stimava la popolazione complessiva in 4.320-4.600 individui allo stato selvatico, ai quali si aggiungevano circa 160 animali mantenuti in cattività. Di questi, circa 2.500-2.700 vivevano in Uzbekistan. La CMS avverte tuttavia che le popolazioni transfrontaliere non sono sempre censite in maniera coordinata e che alcuni animali potrebbero essere conteggiati da più di uno Stato.

Sovrappopolazione e impatto sulla vegetazione