Larte indonesiana è caratterizzata dalla successione di differenti tradizioni culturali e periodi storici. Tra le principali testimonianze rientrano le pitture rupestri preistoriche e le statue megalitiche raffiguranti gli antenati del Sulawesi Centrale; le tradizioni di intaglio del legno dei popoli Toraja e Asmat; l'arte hindu-buddhista della civiltà giavanese classica, rappresentata da monumenti quali Borobudur e Prambanan; la pittura e le arti performative balinesi; le tradizioni artistiche islamiche di Aceh; e, infine, le espressioni dell'arte contemporanea sviluppate dagli artisti indonesiani moderni. La combinazione di questa marcata diversità culturale e della stratificazione storica del Paese rende complessa l'individuazione di caratteristiche univoche per la definizione dell'arte indonesiana.
Arti visive
Pittura
Pitture rupestri preistoriche sono state rinvenute in numerosi siti dell'Indonesia. Tra i principali figurano le grotte della reggenza di Maros, nel Sulawesi Meridionale, e quelle della formazione carsica di Sangkulirang-Mangkalihat, nelle reggenze di Kutai Orientale e Berau, nel Kalimantan Orientale. Le pitture rupestri di questi siti sono state datate a circa 40.000 anni fa.
La pittura si è sviluppata particolarmente a Bali, dove si è affermata una tradizione artistica caratterizzata da un elevato livello di elaborazione formale. Le origini della pittura balinese vengono generalmente ricondotte alla tradizione classica Kamasan, o Wayang, basata sulla rappresentazione narrativa di soggetti derivati dalla tradizione hindu e dalla letteratura epica. Tale tradizione presenta affinità con l'arte figurativa della Giava Orientale, documentata anche nei bassorilievi dei candi giavanesi.
La pittura balinese è caratterizzata da composizioni elaborate, ricche di dettagli e da una vivace resa cromatica, con una particolare attenzione ai temi religiosi, mitologici e alla rappresentazione della vita quotidiana. Ubud e Butuan sono storicamente considerati importanti centri della produzione pittorica balinese. Nel corso del XX secolo, numerosi artisti si stabilirono a Bali, contribuendo allo sviluppo dell'isola come importante centro artistico internazionale. La pittura balinese costituisce inoltre una delle principali forme di artigianato artistico destinate al mercato turistico dell'isola.
La pittura indonesiana moderna si sviluppò in particolare nel XIX secolo con l'opera di Raden Saleh, pittore di origine arabo-giavanese considerato uno dei principali esponenti della pittura indonesiana del periodo delle Indie orientali olandesi. La sua produzione, caratterizzata da elementi romantici e naturalistici, contribuì alla formazione della pittura moderna nel territorio indonesiano.
Durante il periodo coloniale si affermò inoltre il genere noto come Mooi Indië (in olandese, "Belle Indie"), caratterizzato dalla rappresentazione idealizzata e romantica dei paesaggi e della società delle Indie orientali olandesiBrakel, Koos van (2009). "Beautiful Indies Paintings: A Colonial Medium?". In Knol, Meta; Raben, Remco; Zijlmans, Kitty (eds.). Beyond the Dutch: Indonesia, the Netherlands, and the Visual Arts, from 1900 until Now. Leiden: KIT Publishers. pp. 50–59. ISBN 978-94-6022-059-3.Piyadasa, Redza (4 May 1996). "Role of 'Mooi Indie' Artists". Business Times. Kuala Lumpur. p. 20.
Tra i principali pittori indonesiani del XX secolo figurano Basuki Abdullah, Lee Man Fong, Willem Jan Pieter van der Does, Ida Bagus Made, Dullah, Affandi, Misbach Tamrin e Amrus.
Scultura
Sculture megalitiche sono state rinvenute in diversi siti dell'Indonesia. Successivamente, le tradizioni scultoree indigene si svilupparono nell'ambito delle culture di numerosi gruppi etnici, tra cui Nias, Batak, Asmat, Dayak e Toraja. Il legno e la pietra costituiscono i principali materiali utilizzati per la realizzazione di queste opere.
Tra l'VIII e il XV secolo, la civiltà giavanese sviluppò una raffinata tradizione di scultura e architettura in pietra, profondamente influenzata dalle tradizioni religiose hindu e buddhiste. Tra gli esempi più importanti figurano i complessi monumentali di Borobudur e Prambanan.
Il periodo della dinastia Shailendra, nel regno di Mataram, fu caratterizzato dalla costruzione di numerosi templi decorati con sculture di divinità hindu e buddhiste. Tra le testimonianze più significative figurano le immagini del Buddha di Borobudur, caratterizzate da un'espressione serena, e le raffigurazioni di Vairocana affiancato da Padmapani e Vajrapani nel tempio di Mendut. Nel complesso di Prambanan sono invece rappresentate numerose divinità del pantheon hindu, tra cui Shiva Mahadeva, Brahma, Vishnu, Ganesha, Durga, Agastya e Nandi.
La Prajnaparamita di Giava costituisce uno dei principali capolavori della scultura hindu-buddhista giavanese classica. La statua, realizzata nel XIII secolo durante il regno di Singhasari nella Giava Orientale, rappresenta la divinità buddhista Prajnaparamita.
Anche l'intaglio del legno costituisce una tradizione artistica ampiamente sviluppata in Indonesia. Oltre alle produzioni dei gruppi indigeni Asmat, Dayak, Nias e Toraja, particolarmente note sono le tradizioni di Jepara, nella Giava Centrale, e di Bali. Il villaggio di Mas, nei pressi di Ubud, è uno dei principali centri balinesi specializzati nell'intaglio del legno. La produzione di sculture lignee balinesi mantiene tuttora una significativa presenza nel mercato turistico dell'isola.
Cinema
Il primo film prodotto in Indonesia fu Loetoeng Kasaroeng, realizzato nel 1926 durante il periodo delle Indie orientali olandesi. Si trattava di un film muto basato sull'omonima leggenda sundaneseBiran, Misbach Yusa (2009). Sejarah Film 1900–1950: Bikin Film di Jawa [History of Film 1900–1950: Making Films in Java] (in Indonesian). Jakarta: Komunitas Bamboo working with the Jakarta Art Council. ISBN 978-979-3731-58-2..
L'industria cinematografica indonesiana raggiunse il suo periodo di maggiore sviluppo negli anni Ottanta, prima di attraversare un significativo declino durante gli anni Novanta, sia in termini di quantità sia di qualità delle produzioni. A partire dagli anni Duemila, il cinema indonesiano attraversò una fase di rinnovamento e, durante gli anni Dieci del XXI secolo, conobbe una nuova espansione. Nel 2005 furono prodotti 33 film indonesiani, mentre nel 2014 la produzione aveva raggiunto 99 film all'anno.
Arte funzionale Con il termine arte funzionale si indica l'insieme degli oggetti che, oltre a possedere caratteristiche estetiche e decorative, svolgono principalmente una funzione pratica. In Indonesia questa categoria comprende manufatti legati alle esigenze fondamentali della vita quotidiana, tra cui abbigliamento, abitazioni, utensili, contenitori e altri oggetti d'uso comune. Tali manufatti sono spesso decorati con motivi e ornamenti che non risultano necessariamente indispensabili alla loro funzione originaria.
Tra le principali forme di arte funzionale sviluppatesi in Indonesia figurano i tessuti e i manufatti intrecciati, gli oggetti realizzati con fibre vegetali e diversi utensili e contenitori prodotti con materiali quali bambù e rattan. Un esempio particolarmente elaborato di arte funzionale è rappresentato dalle abitazioni tradizionali dell'architettura vernacolare indonesiana.
Intreccio
La necessità di produrre utensili e oggetti destinati all'uso quotidiano ha favorito lo sviluppo di numerose forme di artigianato a intreccio, tra cui contenitori, borse, cappelli e utensili per la preparazione e il consumo degli alimenti. Il legno, la noce di cocco e diverse fibre vegetali, tra cui canne, bambù e rattan, sono stati utilizzati per secoli dalle comunità tradizionali indonesiane nella realizzazione di utensili e contenitori.
Tra gli esempi figurano le borse noken, realizzate dalle popolazioni indigene della Papua; i contenitori e gli utensili da cucina in bambù intrecciato della tradizione sundanese; e i cappelli intrecciati delle popolazioni Dayak e Toraja.
L'Indonesia è uno dei principali produttori mondiali di rattan e dispone di una sviluppata industria dei manufatti intrecciati. Le tradizioni artigianali locali hanno favorito in particolare la produzione di mobili in rattan, destinati sia al mercato nazionale sia all'esportazione. L'Indonesia è infatti tra i principali esportatori mondiali di mobili realizzati con questo materiale.
Tessili
Le tradizioni tessili dell'Indonesia presentano una notevole varietà regionale, comprendendo manufatti realizzati con corteccia nell'Indonesia orientale e tessuti tenun caratterizzati da elaborate tecniche di intreccio. Tra le principali produzioni tessili figurano il batik di Giava e i tessuti songket e ikat, diffusi in numerose aree dell'arcipelago.
Il batik è una tecnica di tintura a riserva basata sull'utilizzo della cera per creare motivi e decorazioni complesse. Nel corso del tempo, il batik è stato riconosciuto come una delle principali forme artistiche e identitarie dell'Indonesia, assumendo anche il ruolo di abbigliamento tradizionale nazionale e superando le distinzioni tra i diversi gruppi etnici del Paese.
In particolare a Giava si è sviluppata un'ampia varietà di motivi e disegni batik, molti dei quali possiedono significati simbolici e culturali specifici. I tessuti e gli indumenti batik vengono utilizzati anche come abbigliamento formale e come uniforme in diverse istituzioni e occasioni ufficiali.
Nel 2009 l'UNESCO ha inserito il batik indonesiano nella lista dei patrimoni orali e immateriali dell'umanità..
Armi
Il kriss è un pugnale asimmetrico tradizionale dell'Indonesia, caratterizzato da una lama la cui particolare struttura e decorazione derivano dall'alternanza di strati di ferro e ferro nichelato, nota come pamor. Il kris è particolarmente noto per la caratteristica lama ondulata, sebbene esistano anche esemplari con lama rettilinea.
Storicamente il kris era utilizzato come simbolo di status sociale e come arma da combattimento, in particolare dai guerrieri che potevano ricorrervi dopo aver perso l'arma principale durante una battaglia. Nella cultura contemporanea indonesiana il kris mantiene un ruolo importante nelle arti marziali tradizionali e costituisce un simbolo di potere e identità culturale per numerose comunità dell'arcipelago.
Oltre alla sua funzione di arma, il kris possiede significati rituali e spirituali. In alcune tradizioni è considerato un oggetto dotato di una propria essenza o presenza e gli vengono attribuiti poteri soprannaturali. Alcune lame sono associate alla buona sorte, mentre altre sono considerate portatrici di sventura.
I kris possono essere utilizzati come oggetti da esposizione, talismani, armi, eredità consacrate (pusaka), accessori cerimoniali, elementi dell'abbigliamento tradizionale e indicatori dello status sociale.
Tra le altre armi tradizionali indonesiane figurano il parang, il golok, il kerambit, il mandau, il rencong, il celurit, il klewang, il kujang e il badik.
Ceramica
La produzione ceramica nell'arcipelago indonesiano risale almeno al 400 a.C., come documentato dalla cultura Buni nella Giava Occidentale costiera. Questa tradizione è caratterizzata da ceramiche decorate con incisioni geometriche ed è considerata una delle prime produzioni ceramiche dell'Asia sud-orientale associate alla presenza di ceramiche indiane lavorate al tornio a rotella.
Successivamente, la produzione di recipienti in argilla si diffuse in altre aree. Testimonianze sono state rinvenute, tra gli altri luoghi, nell'area compresa tra Anyer e Cirebon. Sono stati scoperti contenitori destinati alla conservazione e al consumo di alimenti e bevande, databili tra il 400 a.C. e il 100 d.C., molti dei quali furono deposti come corredi funerariSantoso Soegondho, Earthenware Traditions in Indonesia: From Prehistory Until the Present, Ceramic Society of Indonesia, 1995..