Larte balinese è una forma di espressione artistica di origine indo-giavanese, sviluppatasi a partire dall'attività degli artigiani del Regno di Majapahit in seguito all'espansione di quest'ultimo a Bali alla fine del XIV secolo.

Tra il XVI e il XX secolo, il villaggio di Kamasan, nel territorio di Klungkung, nella parte orientale di Bali, costituì il principale centro dell'arte balinese classica. Nel corso della prima metà del XX secolo si svilupparono nuove forme e correnti artistiche. Dalla seconda metà del XX secolo, Ubud e i villaggi circostanti acquisirono progressivamente una posizione centrale nella produzione e nella diffusione dell'arte balinese.

La produzione artistica tradizionale è fortemente associata a specifiche località dell'isola. Ubud e Batuan sono note soprattutto per la pittura, Mas per l'intaglio e la scultura lignea, Celuk per la lavorazione dell'oro e dell'argento e Batubulan per la lavorazione della pietra.

Lo studioso Miguel Covarrubias descrisse l'arte balinese come una forma di arte popolare barocca altamente sviluppata, caratterizzata dalla combinazione tra la vivacità dell'arte contadina e la raffinatezza del classicismo dell'arte induista di Giava. Secondo questa interpretazione, l'arte balinese si distingue inoltre per una maggiore libertà rispetto agli orientamenti conservatori della tradizione giavanese e per una particolare vitalità associata all'esuberanza delle culture tropicali.

Come osservato da Fred B. Eiseman (studioso della cultura balinese), l'arte balinese comprende prevalentemente oggetti intagliati, dipinti, tessuti o realizzati attraverso diverse tecniche artigianali, spesso destinati all'uso quotidiano o rituale piuttosto che concepiti esclusivamente come opere d'arte autonomeEiseman, Fred and Margaret (1988). Woodcarving of Bali. Periplus..

La pittura balinese è caratterizzata da uno stile particolarmente elaborato e dinamico, nel quale la complessità dei dettagli si combina con una notevole raffinatezza formale. Le sue caratteristiche sono state associate alla tradizione dell'arte popolare barocca, reinterpretata attraverso temi, motivi e soggetti legati alla cultura e all'ambiente tropicale di Bali.

Storia recente

Prima degli anni 1920, la pittura tradizionale balinese era rappresentata prevalentemente dallo stile Kamasan, noto anche come stile Wayang. Si trattava principalmente di rappresentazioni visive di racconti e narrazioni, in particolare degli epos induisti-giavanesi Ramayana e Mahabharata, oltre a diverse tradizioni narrative locali, tra cui il Malat, incentrato sulle vicende di Panji, e la storia di Brayut.

Le rappresentazioni, realizzate generalmente su supporti bidimensionali, venivano dipinte tradizionalmente su tela o carta ricavata dalla corteccia, come la carta ulataga o daluwang, e talvolta direttamente sul legno. I pigmenti erano ottenuti prevalentemente da materiali naturali disponibili localmente: il rosso da rocce vulcaniche, l'ocra da terre minerali, il blu dall'indaco e il nero dalla fuliggine. La rappresentazione delle figure e degli elementi ornamentali era soggetta a regole codificate, poiché molte di queste opere erano destinate a funzioni religiose e rituali, tra cui la decorazione dei templi. La produzione era spesso collettiva e le opere risultavano pertanto generalmente prive di attribuzione individuale.

A partire dalla fine del XIX secolo, gli artisti balinesi iniziarono a sperimentare nuove forme e tecniche artistiche. Questo processo fu favorito dalla disponibilità di nuovi materiali, tra cui la carta di produzione occidentale e gli inchiostri e colori importati. A partire dagli anni 1930, inoltre, lo sviluppo del turismo contribuì alla nascita di nuovi mercati artistici e incoraggiò un numero crescente di giovani artisti balinesi a sperimentare forme espressive differenti da quelle della tradizione.

Negli anni 1920, l'arrivo di numerosi artisti occidentali contribuì a trasformare Bali in un importante centro di attrazione per artisti d'avanguardia e intellettuali stranieri. Tra questi figuravano il tedesco Walter Spies, l'olandese Rudolf Bonnet, il belga Adrien-Jean Le Mayeur, l'olandese Arie Smit, lo svizzero Theo Meier e, in epoca successiva, l'australiano Donald Friend. L'influenza diretta di questi artisti sulla produzione balinese rimase tuttavia relativamente limitata fino al periodo successivo alla seconda guerra mondiale. La loro presenza contribuì soprattutto a favorire l'introduzione di nuovi approcci tecnici e a incoraggiare la sperimentazione.

Durante la sua prima visita a Bali, nel 1930, l'artista messicano Miguel Covarrubias osservò che la pittura locale svolgeva principalmente funzioni religiose e cerimoniali. Le opere venivano utilizzate come tessuti decorativi destinati ai templi e alle abitazioni delle famiglie di maggiore prestigio, oppure come calendari impiegati per determinare l'oroscopo dei bambini. Nel corso degli anni successivi, tuttavia, Covarrubias osservò una progressiva trasformazione della produzione artistica balinese. Le restrizioni relative ai soggetti e agli stili, precedentemente legati soprattutto alla mitologia induista, si attenuarono e gli artisti iniziarono a rappresentare anche scene della vita quotidiana e rurale, sviluppando una maggiore individualità espressiva.

Questo periodo di intensa sperimentazione raggiunse il suo apice alla fine degli anni 1930. La presenza di visitatori stranieri, tra cui l'attore Charlie Chaplin e gli antropologi Gregory Bateson e Margaret Mead, contribuì ad accrescere l'interesse nei confronti della produzione artistica locale. Durante il loro soggiorno a Bali nella metà degli anni 1930, Bateson e Mead raccolsero più di 2.000 dipinti, provenienti principalmente dal villaggio di Batuan e, in misura minore, dal villaggio costiero di SanurGeertz, Hildred (1994). Images of Power: Balinese Paintings Made for Gregory Bateson and Margaret Mead. University of Hawaii Press. ISBN 978-0-8248-1679-7..

Tra gli artisti occidentali, Walter Spies e Rudolf Bonnet sono frequentemente associati al processo di modernizzazione della pittura balinese tradizionale. A partire dagli anni 1950, numerosi artisti balinesi incorporarono nelle proprie opere alcuni elementi della pittura occidentale, tra cui l'utilizzo della prospettiva e una rappresentazione più naturalistica dell'anatomia. Il loro ruolo fu tuttavia significativo soprattutto nell'incoraggiare la sperimentazione e l'allontanamento dalle convenzioni tradizionali, contribuendo così alla crescita dell'espressione individualeCouteau, Jean (1999). Catalogue of the Museum Puri Lukisan. Ratna Wartha Foundation (i.e. the Museum Puri Lukisan). ISBN 979-95713-0-8..

Gli stili sviluppatisi negli anni 1930 si consolidarono negli anni 1950 e furono successivamente indicati con la denominazione di «pittura balinese tradizionale moderna». Tra i principali esponenti della nuova tendenza vi furono gli artisti di Ubud, che, pur costituendo una minoranza rispetto al complesso degli artisti attivi negli anni 1930, divennero progressivamente i principali rappresentanti del nuovo stile. A favorire questo processo contribuirono la presenza a Ubud dell'artista Gusti Nyoman Lempad e il sostegno fornito dai tradizionali governanti locali.

Lo stile di Ubud si caratterizzò per una maggiore attenzione alla rappresentazione della vita quotidiana e degli eventi drammatici della società balinese. Parallelamente, cambiò il sistema di committenza: gli artisti passarono progressivamente dal lavorare principalmente per templi e famiglie regnanti al rivolgersi anche a turisti e collezionisti occidentali. Anche la composizione delle opere subì una trasformazione, passando dalla presenza di molteplici centri narrativi a una struttura maggiormente concentrata su un unico punto focale.

Nonostante l'adozione di elementi della pittura occidentale moderna da parte di numerosi artisti balinesi e indonesiani, la pittura balinese tradizionale moderna continua a essere praticata. La tradizione è stata mantenuta dagli allievi e dai discendenti degli artisti appartenenti alla generazione modernista del periodo precedente alla seconda guerra mondiale, attiva principalmente tra il 1928 e il 1942.

Tra le principali scuole e correnti della pittura balinese tradizionale moderna vengono generalmente indicate le scuole di Ubud, Batuan, Sanur, Young Artist e Keliki.

Pittura tradizionale moderna

La modernizzazione della pittura balinese precedente alla seconda guerra mondiale ebbe origine principalmente in tre villaggi: Ubud, dove si stabilì Walter Spies, Sanur, sulla costa meridionale dell'isola, e Batuan, tradizionalmente noto per la presenza di musicisti, danzatori, intagliatori e pittori.

Gli artisti utilizzavano prevalentemente la carta, sebbene fossero impiegati anche tela e tavole di legno. Le opere erano spesso caratterizzate dalla ripetizione di gruppi di elementi vegetali stilizzati o di onde, utilizzati per creare effetti di texture e, in alcuni casi, di profondità prospettica. Ciascuno dei tre centri sviluppò caratteristiche stilistiche proprie. Gli artisti di Ubud facevano maggiore uso degli spazi vuoti e attribuivano particolare importanza alle figure umane. La pittura di Sanur era caratterizzata dalla presenza frequente di scene erotiche e animali, mentre quella di Batuan tendeva a essere meno colorata e più densamente compostaAgus Dermawan, Bali Bravo — a Lexicon of 200 years Balinese Traditional Painters, Bali Bangkit, 2006..

Pittura di Ubud Ubud divenne uno dei principali centri artistici di Bali negli anni 1930, grazie anche al sostegno della famiglia aristocratica locale, affermatasi politicamente alla fine del XIX secolo. Prima degli anni 1930, a Ubud erano già presenti dipinti tradizionali ispirati allo stile wayang provenienti da altri villaggi, sebbene tale tradizione avesse avuto una maggiore influenza nel vicino villaggio di Peliatan, oggi considerato parte dell'area di Ubud.

Alla fine degli anni 1920 alcuni artisti di Ubud iniziarono ad adattare lo stile wayang tradizionale. Tra questi vi era Ida Bagus Kembeng, originario di Tebesaya, che potrebbe aver ricevuto una formazione artistica da alcuni parenti nel vicino villaggio di Tampaksiring. I Gusti Nyoman Lempad, trasferitosi a Ubud sotto il patrocinio del sovrano locale, abbandonò progressivamente l'attività di architetto e scultore per dedicarsi al disegno, realizzando alcune delle sue opere più importanti intorno al 1931. Nello stesso periodo iniziò a dipingere anche Anak Agung Gde Sobrat.

Questi artisti, insieme ad altri esponenti della scena artistica locale, ricevettero materiali e opportunità di vendita dagli artisti europei residenti a Bali, in particolare Walter Spies e Rudolf Bonnet. Il contatto con questi ultimi favorì la sperimentazione di nuovi linguaggi pittorici, che gli osservatori europei identificarono come una nuova forma di arte balinese moderna, distinta dalla produzione tradizionale regolata da rigide convenzioni iconografiche di carattere religioso.

Nel 1936, sotto il patrocinio della famiglia reale di Ubud, in particolare di Tjokorda Gde Agung Sukawati, e con la collaborazione di Rudolf Bonnet, venne fondata la Pitamaha Art Guild. L'organizzazione aveva lo scopo di professionalizzare la produzione artistica balinese e preservarne la qualità in un periodo caratterizzato dalla rapida crescita del turismo a Bali.

I membri della Pitamaha si riunivano periodicamente per selezionare le opere presentate dagli artisti associati e organizzare esposizioni in Indonesia e all'estero. Tra il 1936 e il 1939, Bonnet organizzò importanti mostre di arte balinese moderna nei Paesi Bassi, oltre a una mostra di dimensioni più ridotte a Londra. L'attività della Pitamaha proseguì fino all'arrivo della seconda guerra mondiale a Bali nel 1942.