La biblioteca Benedetto Croce è la biblioteca civica di Pollone (BI), situata in via Caduti per la Patria 71 e realizzata a partire dal 1958 su progetto dell'architetto Leonardo Mosso, con il contributo dell'ingegnere Gustavo Colonnetti, committente dell'opera insieme alla moglie Laura Badini Confalonieri.

Storia

La biblioteca venne istituita per volontà dei coniugi Gustavo Colonnetti e Laura Badini Confalonieri, che avevano intenzione di dare vita a un'iniziativa culturale in memoria del loro figlio quartogenito Alberto, morto nel 1933 prima di compiere un anno di età. Questo progetto prese forma in origine all'interno di Villa Ricci a Pollone, villa che i coniugi avevano acquistato nel 1930 come residenza estiva e nella quale, a partire dal 1956, dopo il rientro della famiglia dalla Svizzera, dove aveva dovuto riparare in esilio durante la seconda guerra mondiale, venne allestita in sei camere del pian terreno una prima raccolta di circa 6.000 volumi come primo nucleo bibliotecario. La biblioteca venne intitolata al filosofo Benedetto Croce, amico della famiglia Colonnetti e anche lui frequentatore del paese di Pollone, dove soggiornò nelle estati dal 1938 al 1941 e partecipò agli incontri degli antifascisti pollonesi e di Sordevolo.

La prima sede della biblioteca venne inaugurata il 14 agosto 1956 alla presenza dell'allora ministro della pubblica istruzione Paolo Rossi, oltre che di vari rappresentanti diplomatici ed esponenti del mondo scientifico e culturale dell'epoca. La direzione fu affidata all'insegnante Augusta Rozzi, alla quale si affiancò in maniera diretta Laura Badini Confalonieri. La biblioteca era rivolta in particolare ai bambini e ai ragazzi del paese, che Laura coinvolgeva anche nelle attività quotidiane, dalla preparazione delle vetrine e delle ricerche alla sistemazione dei libri restituiti. Presto però la soluzione della biblioteca in villa si rivelò inadeguata per via della frammentazione degli ambienti e per il veloce incremento del patrimonio librario, cosa che rese evidente la necessità della progettazione di un edificio dedicato.

Nel 1958 Gustavo Colonnetti, che a partire dalla conclusione del suo mandato come presidente del CNR nel 1956 aveva dedicato molte energie allo sviluppo della biblioteca, affidò l'incarico di costruire il nuovo edificio al giovane architetto Leonardo Mosso, reduce da tre anni di lavoro a Helsinki presso lo studio di Alvar Aalto. Nel 1959 i coniugi decisero di procedere alla costruzione della nuova sede, con Gustavo che seguì direttamente l'andamento dei lavori e Laura che si dedicò agli aspetti burocratici e amministrativi per ottenere riconoscimenti nazionali e internazionali per la biblioteca. I lavori vennero avviati nel 1959 all'interno del cortile di Villa Colonnetti. Per la conclusione dei lavori le fonti portano diverse cronologie: Mario Alberto Chiorino colloca la realizzazione della biblioteca tra il 1958 e il 1960, mentre il Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi indica il progetto tra il 1958 e il 1959 e l'esecuzione tra il 1959 e il 1969.

Parallelamente all'attività bibliotecaria, diverse iniziative vennero organizzate a favore dei giovani del paese: ogni anno era dedicato a una nazione, sulla quale i ragazzi svolgevano ricerche riguardanti popolazione, tradizioni, usi, costumi, clima e lingua, successivamente raccolte in mostre inaugurate alla presenza di rappresentanti del paese prescelto. Alla fine la biblioteca riuscì a ottenere il riconoscimento del Ministero della Pubblica Istruzione come "Biblioteca Pilota" per l'Italia. Nel 1965 venne poi fondata la Fondazione Alberto Colonnetti per la promozione della letteratura giovanile; infine, nel 1982, la struttura venne donata al Comune di Pollone.

Nel 2019 l'edificio manteneva la sua destinazione d'uso a biblioteca e, nonostante negli anni diversi lavori di adeguamento abbiano apportato modifiche al progetto originale, l'edificio, nel suo complesso, ha preservato le proprie caratteristiche architettoniche.

Dal punto di vista librario, dagli iniziali 6.000 volumi al momento dell'apertura la biblioteca ha visto crescere il suo patrimonio fino a 23.000 testi, mantenendo comunque una particolare attenzione verso la letteratura per l'infanzia e la gioventù, con anche alcuni libri di valore storico.

Descrizione L'edificio è collocato all'interno del cortile di casa Colonnetti, in posizione arretrata rispetto al filo stradale della via principale del paese, segnando anche il confine tra gli spazi privati della villa e il paese di Pollone, verso il quale l'edificio è proiettato. Dal punto di vista volumetrico, la biblioteca è una sorta di "scrigno di vetro" ad aula unica, concepito per porsi in contrasto formale con l'edilizia urbana circostante, ma mantenendosi come discreta e misurata.

La struttura si distingue per la spiccata modularità sia dimensionale che strutturale, con l'intelaiatura portante costituita da pilastrini metallici scatolari e travi in ferro a scatola di lamiera sottile, realizzate mediante profilati prefabbricati di tipo "Biclamp" di dimensione 15×5 cm. I prospetti sono definiti da vetri industriali con profilo a "U" - di tipo "Profilit" o U-glass - accoppiati, che creano una camera d'aria isolante e garantiscono all'interno della sala di lettura un'illuminazione naturale diffusa. Le dimensioni del modulo vetrato fungono da elemento regolatore per la scansione metrica dell'intero edificio. Il fronte rivolto verso la strada risulta rivestito in pietra di Luserna per conferire maggiore solidità alla facciata ed è sagomato seguendo lo sviluppo discendente della copertura.

La copertura è risolta attraverso un paraboloide iperbolico rigato, nato dalla collaborazione tra l'architetto Mosso e l'ingegnere Colonnetti, ottenuto tramite l'intreccio di due famiglie di elementi reticolari identici a sezione ridotta. La scelta di questa geometria fu suggerita da Colonnetti a Mosso ed era ispirata agli studi dell'ingegnere sull'impiego delle superfici a doppia curvatura nelle volte sottili in cemento armato; nel caso della biblioteca la copertura venne invece realizzata mediante una doppia famiglia di travi in acciaio intersecantesi. Lo sbalzo della copertura va a formare una pensilina a protezione dell'ingresso, mentre sul fronte che guarda la strada termina al filo della parete muraria. Inoltre, un elemento metallico di scossalina avvolge il perimetro esterno marcando lo spessore del tetto.

Dal punto di vista degli interni, l'edificio è concepito come un unico spazio in comunicazione fluida, suddiviso in una zona a tutta altezza e una provvista di soppalco, con la parte superiore del ballatoio destinata a punto lettura, con pavimentazione e parapetto in legno integrati tra i pilastrini metallici e con la zona sottostante che ospita gli uffici, con le due zone collegate tra loro da un'esile scala a chiocciola metallica.

Note

Bibliografia

Altri progetti

Categoria:Architetture di Pollone Categoria:Biblioteche del Piemonte Categoria:Benedetto Croce Categoria:Architetture di Leonardo Mosso