Attivo prevalentemente a Palermo, fu anche conoscitore d'arte e progettista di arredi. Dagli anni ottanta dell'Ottocento si dedicò alla produzione di mobili neomedievali rivestiti in osso, ispirati in particolare all'arte siciliana di età normanna, sveva e aragonese..
Biografia Andrea Onufrio nacque a Palermo il 23 luglio 1828, sesto di otto figli di Stefano D'Onofrio, indicato anche come Onufrio, e Caterina Berlingeri. Lavorò presso l'Intendenza di Finanza di Palermo e nel 1850 sposò Cristina Lionti, dalla quale ebbe sette figli, tra cui lo scrittore e giornalista Enrico Onufrio. Fu nonno del caricaturista Giuseppe Onufrio. Fu inoltre amministratore generale di Biagio Licata di Baucina, prima barone e poi principe di Baucina..
Nel proprio appartamento nel palazzo Castrone-Santa Ninfa, D'Onufrio raccolse opere d'arte e ricevette esponenti della società e dell'ambiente culturale palermitano. I suoi interessi antiquari e collezionistici sono documentati anche dalla partecipazione all'Esposizione Nazionale di Belle Arti di Napoli del 1877, dove ottenne un diploma di benemerenza per una raccolta di ceramiche arabo-sicule.
Gli interessi storico-artistici emergono anche nello scritto Su d'un basso-rilievo in marmo parole di Andrea Onufrio, pubblicato nel 1879 e dedicato a Francesco Paolo Perez. Onufrio vi discuteva un rilievo della Madonna col Bambino da lui attribuito ad Antonello Gagini o al suo ambito e affrontava più in generale temi legati allo studio e alla tutela dell'arte siciliana..
Alla pittura si dedicò come dilettante. È documentato un ritratto del figlio Enrico, databile intorno al 1885; nel 1898 partecipò inoltre alla IV Esposizione Internazionale di Belle Arti e Industrie Artistiche di Barcellona con l'olio En la Pradera..
Dopo il pensionamento dall'Intendenza di Finanza, nel 1888, poté dedicare più tempo agli arredi, che aveva già cominciato a progettare negli anni precedenti. Considerava questa attività più una ricerca artistica che una professione vera e propria. Nel 1891 fu nominato vicepresidente della Commissione ordinatrice di Arte contemporanea dell'Esposizione Nazionale di Palermo..
Morì nel 1908..
Attività artistica Onufrio aveva iniziato a occuparsi di arredi prima del pensionamento. Dai primi anni ottanta lavorò per Biagio Licata di Baucina, producendo mobili destinati anche agli ambienti neomedievali del palazzo del principe, ma realizzò opere anche per il mercato. Palazzotto ha collegato questa fase al rinnovato interesse per l'architettura normanno-sveva suscitato a Palermo dalle celebrazioni del sesto centenario del Vespro siciliano del 1882..
Il riferimento al Medioevo non si traduceva nella copia di un singolo modello. Onufrio utilizzava elementi ricavati da monumenti di epoche diverse, tra cui la Cappella Palatina, la Cattedrale di Palermo e altri edifici medievali di Palermo e Monreale, adattandoli liberamente ai propri arredi.. Disegni, fotografie, incisioni e cromolitografie costituivano parte del materiale utilizzato nella progettazione.
Uno degli elementi più riconoscibili dei mobili era il rivestimento in osso delle strutture lignee. Le placche venivano intagliate, incise e applicate al mobile; Onufrio preparava disegni, sagome e modelli destinati agli esecutori, seguendo anche le successive fasi di lavorazione e intervenendo nelle rifiniture..
Alla realizzazione collaborarono diverse maestranze specializzate. In una prima fase lavorarono con lui Antonino e Francesco Allegra; successivamente intervenne lo scultore Rosario Bagnasco e, dopo la morte di quest'ultimo nel gennaio 1891, l'ebanista Gaspare Noto con il figlio Rosario..
Secondo il repertorio dell'OADI, Bagnasco fu uno dei principali esecutori degli arredi di Onufrio: gli sono attribuiti in particolare gli stalli della sala del trono di Baucina, due cofanetti venduti a Joshua Whitaker e gran parte della credenza poi esposta nelle mostre internazionali. Gaspare e Rosario Noto ebbero invece un ruolo indicato come esclusivamente esecutivo e completarono, tra l'altro, la stessa credenza.
Biagio Licata di Baucina fu uno dei principali committenti. Prima del 1883 sono documentati un cofano-cassaforte, un tavolo e un seggiolone a cattedra, realizzati con Antonino e Francesco Allegra. Il cofano-cassaforte era già presente nella Galleria della Zisa del palazzo Forcella-Baucina durante le celebrazioni del Vespro del 31 marzo 1882..
Il tavolo da parata, interamente rivestito in osso dipinto, presentava sul piano stemmi delle dinastie Aragona e Aragona-Sicilia e una successione di sovrani legati alla storia del Regno di Sicilia. Nel saggio del 2021 Palazzotto lo interpreta, insieme al cofano-cassaforte, nel contesto della rievocazione del Vespro e della memoria della monarchia normanno-svevo-aragonese..
Negli anni successivi Onufrio e Rosario Bagnasco lavorarono agli arredi della sala del trono del principe di Baucina, completati entro il 1891. L'insieme comprendeva stalli e un seggio con baldacchino rivestiti in osso e realizzati in stile gotico..
Dalla stessa collaborazione nacquero due cofanetti venduti a Joshua Whitaker. Uno, databile al 1889-1890 e destinato a Joshua ed Euphrosyne «Effie» Whitaker, è stato identificato mettendo a confronto il manufatto con fotografie e disegni del Fondo Onufrio e grazie allo stemma della famiglia presente sul verso del coperchio..
Fra il 1889 e il 1891 prese forma anche una grande credenza, iniziata con Bagnasco e completata con Gaspare e Rosario Noto. Onufrio la presentò all'Esposizione Nazionale di Palermo del 1891-1892, insieme ad altri mobili rivestiti in osso.. In occasione della mostra pubblicò Sui mobili artistici esposti da Andrea Onufrio. Divisione VIII, classe 38. Relazione ed Illustrazione, nel quale descriveva criteri, tecniche e modalità di esecuzione degli arredi.
La partecipazione gli valse un diploma d'onore. Il corrispondente del Times di Londra segnalò i suoi mobili fra le produzioni notevoli della sezione dedicata agli arredi e alle arti decorative.. Un successivo studio ha inserito anche questo gruppo di mobili «alla normanna» nel più ampio clima di rievocazione storica del Vespro e del regno aragonese in Sicilia..
Nel 1892 Onufrio partecipò a un'esposizione a Barcellona, nel cui catalogo fu registrata una riproduzione di mobilio in stile normanno-siculo..
Nel 1894 realizzò il Cofano della Bandiera della corazzata Sicilia, firmato sul coperchio «Andrea Onufrio F. Palermo 1894». Il manufatto, conservato presso il Palazzo della Marina a Roma, doveva contenere la bandiera di combattimento offerta alla nave da un comitato siciliano presieduto da Giulia Florio, principessa di Trabia e Butera. Vi compaiono episodi e figure legati alla storia della Sicilia e gli stemmi delle province siciliane. La bandiera con il cofano fu consegnata alla corazzata a Palermo il 12 luglio 1896..
Tornò a Barcellona nel 1898 per la IV Esposizione di Belle Arti e Industrie Artistiche, alla quale partecipò anche con il dipinto En la Pradera.. Il catalogo ufficiale della mostra registra inoltre al n. 1429 un Aparador de hueso y marfil esculpido, de estilo siciliano medioeval, presentato a nome di Andrea Onufrio. Il mobile è stato identificato con la credenza già presentata a Palermo nel 1891..
All'Esposizione Universale di Parigi del 1900 il catalogo generale ufficiale registrò a nome di Onufrio una credenza, un grande tavolo e una grande sedia. Il rapporto ufficiale del jury lo comprese fra le altre medaglie d'oro assegnate agli espositori italiani della classe 69.
Nei primi anni del Novecento ricevette ancora una medaglia d'argento a un'Esposizione di Belle Arti di Palermo e, nel 1902, un diploma d'onore in un'altra esposizione palermitana. Dopo quell'anno la produzione di mobili si interruppe sostanzialmente..
Fondo Andrea Onufrio Intorno agli anni cinquanta del Novecento la famiglia Onufrio donò alla Biblioteca Comunale di Palermo una consistente documentazione relativa ad Andrea ed Enrico Onufrio. Il Fondo Andrea Onufrio comprende cinque buste e un ulteriore fascicolo. Vi sono conservati scritti autografi, schizzi, bozzetti e disegni progettuali, ventuno fotografie ottocentesche delle opere e un album autografo di circa centotrenta pagine..
I disegni e le fotografie del fondo hanno permesso di ricostruire il metodo di lavoro di Onufrio e di riconoscere alcuni manufatti precedentemente dispersi.
Scritti Su d'un basso-rilievo in marmo parole di Andrea Onufrio, Palermo, 1879.. Esposizione Nazionale 1891 in Palermo. Sui mobili artistici esposti da Andrea Onufrio. Divisione VIII, classe 38. Relazione ed Illustrazione, Palermo, 1891.. Sur les meubles artistiques exposés par A. Onufrio de Palerme, memoria per l'Esposizione Universale di Parigi del 1900, manoscritto, Biblioteca Comunale di Palermo, segnatura 2Qq H273 n. 1, XII, classe 69.
Note
Bibliografia