Il padiglione pediatrico dell'Ospedale Infantile Cesare Arrigo è un edificio ospedaliero situato ad Alessandria in spalto Marengo 46, realizzato tra il 1954 e il 1957 su progetto di Ignazio Gardella.
Storia L'edificio venne progettato a metà degli anni cinquanta come primo reparto di degenza e nucleo iniziale di un più ampio piano di rinnovamento dell'Ospedale Infantile Cesare Arrigo, andando a inserirsi nel contesto di una lunga attività alessandrina della famiglia Gardella: vi erano già stati interventi da parte dei Gardella nel merito dell'ospedale infantile, con il padre di Ignazio, Arnaldo Gardella, che aveva progettato il padiglione di ingresso alla struttura, e Ignazio stesso, progettista nel 1934 del padiglione per le malattie infettive, successivamente demolito per fare spazio a una centrale termica, e nel 1939 del mai realizzato padiglione sanatoriale.
L'edificio al 2019 si presentava in buono stato di conservazione, mantenendo la propria destinazione d'uso originaria. Negli anni il prospetto ha subito diverse modifiche, tra le quali l'aggiunta di una scala antincendio in metallo a nord e la sostituzione dei serramenti del primo piano con infissi moderni di proporzioni differenti rispetto a quelli del progetto originale.
Descrizione Volumetricamente e dal punto di vista compositivo, l'edificio è articolato in due piani fuori terra e uno seminterrato; l'edificio si sviluppa lungo un corridoio longitudinale illuminato in testata. Sul lato più corto il volume si biforca presentando un tracciato spezzato con un arretramento asimmetrico sul corpo più largo, arretramento che smussa l'angolo per poter così accogliere le terrazze che si aprono su più lati. La struttura è coronata da una copertura piana, costituita originariamente da lastre in eternit e caratterizzata da un evidente aggetto della gronda, che riprende il tema del "comporre per parti" che Gardella aveva già sperimentato nelle case per impiegati della Borsalino.
Dal punto di vista strutturale, la struttura portante è realizzata con intelaiatura a maglia regolare di travi e pilastri in calcestruzzo armato; le murature di tamponamento sono realizzate a doppio tavolato con mattoni pieni verso l'esterno e forati all'interno, separati da una camera d'aria. I prospetti dell'edificio presentano delle fasce marcapiano in intonaco di graniglia di colore bianco che si allargano davanti alle aperture formando dei piani d'appoggio; le finestre sono disposte in maniera sfalsata, riflettendo le diverse funzioni dei piani e creando una scansione ritmica sulla tessitura del laterizio, soluzione compositiva che è stata accostata al disegno "a canne d'organo" delle aperture della coeva Casa alle Zattere.
Dal punto di vista dell'organizzazione degli interni, all'epoca della costruzione l'edificio rispondeva alle esigenze di distinzione funzionale degli ambienti, con una particolare attenzione da parte del progettista verso il benessere psicofisico dei degenti; all'interno del piano seminterrato vi erano i locali delle caldaie, magazzini, lavanderia, dimensionata per il trattamento di oltre 300 kg di biancheria giornaliera, il guardaroba e una zona dedicata alla disinfezione, provvista di autoclave con accesso diretto per il materiale infetto. Al piano terreno rialzato si trovava il reparto di degenza ordinario, che constava di sette camere a tre letti esposte a sud-est, la sala medicazioni, i servizi igienici posti a nord-ovest e una sala di soggiorno ad angolo con terrazzo a sud. Le finestre di questa area si estendono fino alla quota del pavimento, con l'obiettivo di permettere la visione del giardino circostante anche ai bambini costretti a letto. Il primo piano era invece destinato al reparto pensionanti, con sette camere a un letto con posto per l'accompagnatore e i relativi servizi; il vano scale è invece disimpegnato dai corridoi tramite l'utilizzo di vetrate.
Dal punto di vista dei serramenti, quelli originali erano realizzati in ferro-finestra bianco, con l'apertura superiore ad anta e quella inferiore a vasistas, con le profilature e le guide laterali di colore grigio scuro e parapetti e canali di gronda dello stesso colore, con infine gli avvolgibili in legno verniciati di verde. Note
Bibliografia
Altri progetti
Categoria:Architetture di Alessandria Categoria:Architetture di Ignazio Gardella Categoria:Ospedali del Piemonte