LIstituto Nazionale di Urbanistica (INU) è un ente italiano fondato a Roma il 25 gennaio 1930 con lo scopo di promuovere gli studi urbanistici e contribuire alla diffusione della cultura della pianificazione. Nel corso della sua storia ha partecipato al dibattito sulla legislazione urbanistica, sulla pianificazione comunale e territoriale e, più in generale, sull'evoluzione degli strumenti di governo del territorio in Italia.

Lo Statuto approvato con D.P.R. 21 novembre 1949, n. 1114 qualifica l'INU come ente di diritto pubblico, con sede a Roma e articolazione territoriale in sezioni regionali, attribuendogli funzioni di promozione e coordinamento degli studi di urbanistica e di edilizia e di collaborazione con le pubbliche amministrazioni.

L'attività dell'Istituto si sviluppa attraverso congressi e assemblee nazionali, sezioni regionali, attività di studio e formazione, iniziative pubbliche e attività editoriale. Dal 2019 il presidente è Michele Talia, confermato nell'incarico nel 2025.

Storia

Origini e fondazione

La costituzione dell'INU si inserì nel processo di progressiva definizione dell'urbanistica come disciplina autonoma avviato in Italia negli anni Venti del Novecento.

Un precedente significativo fu il I Congresso nazionale di urbanistica, tenuto a Torino nel 1926, durante il quale venne discussa anche la possibilità di istituire un organismo permanente dedicato agli studi urbanistici.

Un passaggio decisivo fu il Congresso internazionale dell'abitazione e dei piani regolatori, svoltosi a Roma nel 1929. Il comitato organizzatore, presieduto da Alberto Calza Bini, decise di destinare l'avanzo finanziario della manifestazione alla costituzione di un istituto nazionale dedicato all'urbanistica.

La decisione venne formalizzata dall'assemblea del comitato il 25 gennaio 1930, data assunta come fondazione dell'Istituto Nazionale di Urbanistica. Calza Bini ne divenne il primo presidente.

Fin dai primi anni l'Istituto sviluppò una propria articolazione territoriale. Nel novembre 1930 venne costituita la sezione piemontese e nel gennaio 1932 apparve il primo numero della rivista Urbanistica, destinata a diventare la principale pubblicazione dell'INU.

Gli anni Trenta e il riconoscimento giuridico

Negli anni Trenta l'Istituto organizzò congressi, iniziative formative e attività di studio, partecipando al dibattito sui piani regolatori e sulla costruzione di una legislazione urbanistica nazionale.

Alcuni esponenti dell'INU presero parte ai lavori e alle commissioni che accompagnarono il processo di elaborazione della legge 17 agosto 1942, n. 1150, prima legge urbanistica generale italiana.

Con Regio decreto 28 giugno 1943, n. 716, l'Istituto Nazionale di Urbanistica fu eretto in ente morale e ne venne approvato lo Statuto.

La riorganizzazione del dopoguerra

Dopo la caduta del fascismo l'INU attraversò una fase di riorganizzazione istituzionale. Dal 1944 la guida dell'Istituto fu affidata a Domenico Delli Santi, con la qualifica di commissario delegato dal Consiglio direttivo provvisorio; nel 1948 assunse la presidenza Leone Cattani.

Nel nuovo quadro democratico ripresero progressivamente l'attività congressuale e quella editoriale. Nel 1949 tornarono le pubblicazioni di Urbanistica e Giovanni Astengo entrò nella redazione come caporedattore.

Il nuovo assetto istituzionale venne definito dal D.P.R. 21 novembre 1949, n. 1114, che abrogò lo Statuto approvato nel 1943 e ne approvò uno nuovo. Lo Statuto repubblicano definì l'INU ente di diritto pubblico, ne confermò la sede a Roma e ne organizzò l'attività attraverso organi nazionali e sezioni regionali.

La presidenza di Adriano Olivetti e il dibattito sulla riforma urbanistica

Nel 1950 Adriano Olivetti divenne presidente dell'INU, carica che mantenne fino alla morte nel 1960.

La sua presidenza coincise con una fase di rapida trasformazione economica e urbana dell'Italia. Ricostruzione, industrializzazione, migrazioni interne ed espansione delle città alimentarono il confronto sulla pianificazione comunale e territoriale e sulla necessità di riformare la legislazione urbanistica.

Nel 1952 Giovanni Astengo assunse la direzione di Urbanistica. Attraverso la rivista e le attività dell'Istituto si sviluppò il confronto sui metodi della pianificazione, sui piani regolatori e sul rapporto fra analisi del territorio e intervento pubblico.

Le esperienze condotte da Astengo ad Assisi, dove dal 1955 lavorò al piano regolatore e ai piani particolareggiati, e a Gubbio, dove ricevette l'incarico per il piano regolatore nel 1956, si inserirono nello stesso quadro di rinnovamento della disciplina.

Il 1960: il Convegno di Gubbio e il Codice dell'urbanistica

Dal 17 al 19 settembre 1960 si svolse a Gubbio il Convegno nazionale per la salvaguardia e il risanamento dei centri storici, promosso dai comuni di Ascoli Piceno, Bergamo, Erice, Ferrara, Genova, Gubbio, Perugia e Venezia.

Giovanni Astengo, impegnato nella redazione del piano regolatore di Gubbio, ebbe un ruolo rilevante nella preparazione culturale dell'incontro. La dichiarazione conclusiva, successivamente nota come Carta di Gubbio, fu redatta materialmente da Antonio Cederna e Mario Manieri Elia nell'ambito del lavoro collettivo del convegno. Gli atti furono pubblicati nel numero 32 di Urbanistica del dicembre 1960.

Pochi mesi dopo, dal 16 al 18 dicembre 1960, l'INU tenne a Roma l'VIII Congresso nazionale di urbanistica, dedicato al Codice dell'urbanistica.

Gli studi preparatori erano stati avviati nell'ambito dell'Istituto e confluirono in una proposta organica di riforma della legislazione urbanistica. Il testo presentato al congresso comprendeva una Proposta di legge generale per la pianificazione urbanistica e fu successivamente pubblicato in appendice al numero 33 di Urbanistica nell'aprile 1961.

Gli anni Sessanta

Dopo la morte di Olivetti la presidenza passò a Camillo Ripamonti, in carica dal 1960 al 1969.

Negli anni Sessanta l'INU partecipò al confronto sulla riforma della legislazione urbanistica, sul regime dei suoli, sull'espansione urbana e sul ruolo della pianificazione pubblica. Congressi, commissioni di studio e pubblicazioni accompagnarono il dibattito sviluppatosi intorno alla legge n. 167 del 1962, alle proposte di riforma generale e alle successive iniziative legislative.

Alla fine del decennio le trasformazioni politiche e sociali investirono anche il dibattito urbanistico. Il congresso nazionale previsto a Napoli nel 1968 si svolse in un clima di forte contestazione e venne interrotto poco dopo l'apertura. Le relazioni predisposte per l'incontro furono successivamente pubblicate su Urbanistica.

La riorganizzazione degli anni Settanta

Nel 1969 la presidenza passò a Paolo Barile e nel 1970 a Edoardo Detti, che rimase alla guida dell'Istituto fino al 1977.

L'avvio delle Regioni a statuto ordinario e il progressivo trasferimento di competenze urbanistiche modificarono il quadro istituzionale della pianificazione italiana. Le sezioni regionali dell'INU assunsero una funzione crescente e l'attività dell'Istituto si concentrò anche sulla pianificazione territoriale e regionale, sulla legislazione urbanistica e sul regime dei suoli.

Nel 1972 nacque Urbanistica Informazioni, destinata a seguire con maggiore continuità l'attualità legislativa e amministrativa, le esperienze di pianificazione e le attività territoriali dell'Istituto.

Negli anni successivi i congressi nazionali affrontarono il ruolo delle Regioni, il governo del territorio, le autonomie locali e l'evoluzione degli strumenti urbanistici.

Dalla fine del Novecento

Fra la fine degli anni Settanta e gli ultimi decenni del Novecento l'attività dell'INU accompagnò l'ampliamento del campo della pianificazione dalla tradizionale dimensione comunale alle trasformazioni della città esistente, alle politiche territoriali e alle questioni ambientali.

Alla presidenza dell'Istituto si succedettero Alessandro Tutino, Edoardo Salzano, Gianluigi Nigro, Giuseppe Campos Venuti, Stefano Stanghellini, Paolo Avarello, Federico Oliva, Silvia Viviani e, dal 2019, Michele Talia.

Nel 1995 venne costituita INU Edizioni, destinata alla gestione delle attività editoriali dell'Istituto. Nel 1997 l'INU ottenne il riconoscimento ministeriale come associazione di protezione ambientale. Nel 2000 venne costituita Urb.It, collegata alle attività di studio e ricerca, e nel 2001 l'Istituto promosse Planum, iniziativa editoriale digitale dedicata alla pianificazione urbana e territoriale.

Organizzazione e attività

L'Istituto ha sede nazionale a Roma ed è articolato territorialmente attraverso sezioni regionali.

Le sue attività comprendono congressi e assemblee nazionali, studi e ricerche, iniziative formative, pubblicazioni e occasioni di confronto sui temi della pianificazione urbanistica e territoriale.

L'INU svolge inoltre attività di elaborazione culturale e disciplinare e mantiene rapporti con amministrazioni pubbliche, università, professionisti e altri organismi impegnati nello studio e nel governo del territorio.

Il presidente è Michele Talia, in carica dal 2019 e confermato nel 2025.

Pubblicazioni

L'attività editoriale costituisce una componente continuativa della storia dell'INU.

Tra le principali pubblicazioni dell'Istituto figurano:

Urbanistica, pubblicazione ufficiale dell'INU; Urbanistica Informazioni, fondata nel 1972; Urbanistica Dossier; Urbanistica Quaderni; i volumi e le collane pubblicati da INU Edizioni.

L'Istituto ha inoltre promosso iniziative editoriali e digitali dedicate alla pianificazione urbana e territoriale, fra cui Planum.

Note

Bibliografia

I 90 anni dell'Istituto Nazionale di Urbanistica (1930-2020), numero monografico di Urbanistica, nn. 165-166, gennaio-dicembre 2020, Roma, INU Edizioni, pubblicato nel novembre 2022, ISSN 0042-1022.

Voci correlate

Urbanistica Urbanistica (rivista) Carta di Gubbio Giovanni Astengo Adriano Olivetti Pianificazione territoriale

Collegamenti esterni

Sito ufficiale Per una storia dell'INU, documentazione storica sul sito dell'Istituto Nazionale di Urbanistica.

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