Biografia Carlo Pagnini nasce il 14 luglio 1928 nel borgo di Pantano, alla periferia di Pesaro, ultimo di una famiglia numerosa. Rimasto orfano di padre a cinque anni, cresce con la madre vedova in condizioni modeste; ha raccontato di aver cominciato a inventare storie e battute proprio per rallegrarla, scoprendo così una vocazione che non avrebbe più abbandonato: «quando sono riuscito a farla ridere non ho più smesso». Nel corso della vita svolge numerosi mestieri – tra cui sarto, tipografo, idraulico, ispettore agrario e impiegato di banca – senza mai abbandonare la passione per la scrittura, il canto e la recitazione in dialetto.
Parallelamente al lavoro prosegue gli studi da privatista, frequentando ragioneria fino al quarto anno a Fano, dove si reca in bicicletta da Pesaro due volte alla settimana. Ha ricordato che in quegli anni lavorava fino a dieci-dodici ore al giorno e destinava parte dei propri guadagni al sostegno della madre e parte alle lezioni e all'acquisto dei libri.
Sposato, ha avuto cinque figli, due dei quali, gemelli, morti poco dopo la nascita.
Inizia a cantare in coro e a recitare nel 1933, a cinque anni, nel teatrino della parrocchia del suo quartiere. Dopo il passaggio del fronte, alla fine di settembre del 1944, dà vita con alcuni amici della borgata a un gruppo teatrale, avviando una lunga attività di attore dedicata prevalentemente a ruoli comici.
Nel 1948 calca per la prima volta il palcoscenico del Teatro Rossini di Pesaro con il Gruppo dell'Arte Drammatica Città di Pesaro, diretto da Annibale Ninchi, nella commedia Il cardinale Lambertini di Alfredo Testoni. A partire dagli anni cinquanta fa parte di diverse compagnie teatrali cittadine ed è tra i soci fondatori della "Compagnia del Teatro Comico Dialettale Pesarese" e, nel 1979, della "Compagnia Teatro Incontro", nata come attività del Dopolavoro Aziendale della Cassa di Risparmio di Pesaro, di cui è direttore artistico insieme al collega e amico Stefano Magi.
Parallelamente all'attività artistica è stato per molti anni impiegato presso la Cassa di Risparmio di Pesaro, fino al pensionamento.
Attività teatrale Pagnini ha interpretato e scritto numerosi spettacoli sia in lingua italiana sia in dialetto pesarese. Tra i titoli in vernacolo figurano:
I caciachiod - I falegnami di Ario Righetti La font dla salut - La fonte della salute di Ario Righetti Pruvém - Proviamo da lui scritto, diretto e interpretato La storia di Taco Baldoria I batibecch de Ciccio, Belo e la Carolla - I battibecchi di Ciccio, Belo e la Carolla
Ha recitato nei principali teatri di Pesaro, tra cui il Teatro Rossini e il Teatro Sperimentale, e più recentemente all'Auditorium Scavolini, oltre che in numerosi teatri della provincia di Pesaro e Urbino. La sua attività è legata soprattutto alla diffusione della tradizione poetica e teatrale del vernacolo pesarese, in particolare alle opere di Odoardo Giansanti, di cui ha ripreso e portato in scena il repertorio.
Ha raccontato di aver conosciuto di persona Giansanti, che si recava dal padre di Pagnini, infermiere in ospedale, per farsi curare.
Nel 2016 la sua raccolta Sa un fil de luc è stata musicata dal maestro Fabio Masini e trasposta in uno spettacolo per orchestra e coro da cinquanta elementi, rappresentato al Teatro Rossini di Pesaro. Nello stesso anno il Conservatorio statale di musica "Rossini" rese omaggio a Pagnini nell'ambito della Festa del Lavoro, proponendo all'Auditorium Pedrotti uno spettacolo tratto dalla medesima raccolta, con un ensemble strumentale diretto da Daniele Rossi e il coro del Conservatorio.
Nel 2018 ha portato al Teatro Rossini il monologo VivaCittà, dedicato alla città di Pesaro.
Il 7 novembre 2025, a 97 anni, è salito per la prima volta sul palco dell'Auditorium Scavolini di Pesaro con Canzone – per l'Etiopia, spettacolo in sette quadri sulla propria vicenda personale e artistica; il ricavato è stato devoluto a un'organizzazione non lucrativa che sostiene bambini di strada in Etiopia.
Cinema e televisione Nel 1978 ha avuto una parte secondaria, quella di un contadino, nello sceneggiato televisivo La gatta, diretto da Leandro Castellani e trasmesso dalla Rai, girato in parte nel Pesarese.
Ha avuto parti minori in altre produzioni televisive della Rai, tra cui Il sottoscritto Giuseppe Donati all'Alta Corte di Giustizia, per la regia di Leandro Castellani. Nel 1990 è stato ospite, come esperto del dialetto pesarese, della trasmissione Piacere Raiuno.
Nel 1991 ha collaborato al film Rossini! Rossini! di Mario Monicelli come consulente per il dialetto pesarese.
Nella stagione televisiva 2020-2021 l'emittente regionale Rossini TV gli ha dedicato il programma a puntate Carlo Pagnini racconta. La stessa emittente ha ripreso e trasmesso alcuni suoi spettacoli teatrali.
Ha inoltre recitato in film a passo ridotto per il cinema non professionale.
Attività letteraria È autore di numerose raccolte di poesia, prosa e testi teatrali in dialetto pesarese, che egli stesso precisa essere «nella variante pantanese», quella del borgo in cui è cresciuto. Tra le principali opere:
Basta poch (1976) - Basta poco Qualca goccia tel mèr (1979) - Qualche goccia nel mare Un salon pen d'confusion (1980), disco in vinile con componimenti letti dall'autore - Una sala piena di confusione Arciapland… qua e là (1983) - Raccogliendo... qua e là La storia di Taco Baldoria (1987) Una vita sa… le mi' stranezz (1989) - Una vita con le mie stranezze El calor dla burnigia (1994) - Il calore della brace Chel Pantèn nostre tant chèr… (1996) - Quella nostra Pantano tanto cara El Pasqualonèri del XXI secol (2006) - Il Pasqualon del XXI secolo Sa un fil de luc (2007) - Con un filo di luce
Alla perdita dei due figli gemelli ha dedicato la lirica Dó perle peschèd e pers (Due perle pescate e perse), costruita sull'immagine di un pescatore che riporta a galla due perle e le vede riprendere da un'onda; il testo è stato pubblicato, con traduzione italiana, da Avvenire.
Le sue opere sono dedicate alla cultura popolare e alla tradizione linguistica della città di Pesaro. Al dialetto pesarese ha dedicato l'intera attività, contribuendo a darne «dignità di lingua» e a riportarne alla luce le radici e i protagonisti. Giorgio Girelli, presidente emerito del Conservatorio Rossini, ha sottolineato in particolare la capacità della poesia di Pagnini di utilizzare l'espressività del dialetto per rappresentare stati d'animo e sentimenti.
Riconoscimenti
Nel corso della carriera ha ricevuto numerosi premi artistici e culturali.
Il 2 giugno 1993 è stato insignito dell'onorificenza di Cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana, conferita su proposta della Presidenza del Consiglio dei ministri.
Nel 2000 ha ricevuto il premio del Circolo della Stampa di Pesaro, allora presieduto da Elio Giuliani, per aver mantenuto viva la tradizione popolare del dialetto pesarese.
Il 21 dicembre 2011 il Comune di Pesaro lo ha nominato simbolicamente «sindaco per un giorno», iniziativa nel corso della quale ha illustrato alla giunta comunale alcune proposte per la valorizzazione del dialetto locale.
Nel dicembre 2020 gli è stato conferito a Pesaro il Premio Raffaello.
Nel 2021 è risultato primo classificato nell'iniziativa «Cittadino dell'anno» promossa dall'edizione pesarese de Il Resto del Carlino.
Il 23 marzo 2023 l'Università degli Studi di Urbino Carlo Bo gli ha conferito il Sigillo d'Ateneo per il contributo alla valorizzazione della lingua e della cultura dialettale pesarese, in una cerimonia presieduta dal rettore Giorgio Calcagnini nel Salone Metaurense del Palazzo Ducale di Pesaro. Per l'occasione ha tenuto la lectio magistralis «Trovare le parole: segni e suoni per raccontare le emozioni»; nella motivazione il rettore ha osservato che nella sua opera «l'uso del dialetto risuona come una musica familiare e quotidiana, una lingua materna».
Altre attività I versi della sua poesia più nota, Va’, conosciuta anche come La lumaghéna, sono incisi su una piastra in acciaio realizzata dallo scultore Terenzio Pedini e collocata accanto al monumento a Odoardo Giansanti, opera dello stesso Pedini.
Il 18 marzo 2019, al Teatro Sperimentale di Pesaro – intitolato a Odoardo Giansanti –, l'Unilit (Università libera itinerante) conferì a Odoardo Giansanti, alla memoria, una laurea onoraria simbolica, con il patrocinio del Comune. Nella rievocazione della seduta di laurea fu Pagnini a declamare, per interposto interprete, i brani del poeta e a tenerne la lectio magistralis.
Ha fatto parte di giurie di premi letterari e ha promosso iniziative dedicate alla poesia dialettale. Nel 1998 ha partecipato alla costituzione del comitato cittadino per il monumento a Odoardo Giansanti. È tuttora attivo, con partecipazioni a manifestazioni, spettacoli e trasmissioni televisive. Nel 2024, in occasione di Pesaro capitale italiana della cultura, è salito sul palco cittadino insieme all'autrice dialettale Franca Mercantini.
Note
Collegamenti esterni
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Categoria:Cavalieri OMRI