San Giovanni Battista alla fonte è un dipinto a olio su tela (227 × 180 cm) di Giovanni Francesco Barbieri, detto Guercino, datato 1652 e conservato nella Galleria Doria Pamphilj di Roma.
Storia L'opera non è ricordata da Carlo Cesare Malvasia nella Felsina pittrice, ma la sua commissione è documentata con precisione dal Libro dei contiIl Libro dei conti è il registro amministrativo compilato dal fratello minore Paolo Antonio Barbieri dal 1629 al 1649, anno della sua morte, e proseguito dai familiari fino al 1666.. Il 22 novembre 1652 il marchese Achille Albergati versò infatti 125 ducatoni, equivalenti a 156 scudi, per un «San Giovanni nel deserto» destinato al cardinale Paolo Savelli.
La vicenda del dipinto prese tuttavia una direzione diversa da quella inizialmente prevista. L'opera fu acquistata dal cardinale Niccolò Albergati-Ludovisi e da questi offerta a Innocenzo X, Giovanni Battista Pamphilj. Entrata così nelle raccolte della famiglia pontificia, la tela rimase legata alla collezione Pamphilj ed è oggi conservata nella Galleria Doria Pamphilj di Roma. L'anno seguente lo stesso marchese Albergati commissionò una Sant'Agnese gettata sul rogo di identiche dimensioni, anch'essa destinata in dono a Innocenzo X. I due dipinti, concepiti quindi come opere strettamente accostabili per formato e destinazione, sono tuttora esposti uno accanto all'altro nella Galleria Doria Pamphilj.Nel 1956 il dipinto rimase danneggiato in seguito al crollo della volta del Salone Aldobrandini della Galleria Doria Pamphilj, causato da un'eccezionale nevicata; la sala fu successivamente ricostruita nel soffitto e nel pavimento. Il dipinto fu citato da Hermann Voss nel 1922 e successivamente catalogato da Ettore Sestieri nel 1942. Descrizione In accordo con il racconto evangelico e con la tradizione iconografica affermatasi dopo il Concilio di Trento, Guercino raffigura san Giovanni Battista come un giovane dalla figura esile e dalla lunga chioma, ritiratosi a condurre una vita ascetica nel deserto della valle del Giordano. Il santo indossa soltanto una povera veste di pelle e reca con sé il tradizionale attributo della lunga croce formata da due sottili canne, mentre è assente l'agnello che frequentemente ne accompagna l'iconografia.
La figura è colta nell'atto di protendersi verso una sorgente che sgorga dalla roccia: Giovanni raccoglie l'acqua entro una ciotola, allusiva allo strumento impiegato per amministrare il battesimo. Il gesto richiama così direttamente l'attività di predicazione e di purificazione svolta dal Battista presso le popolazioni che vivevano lungo il Giordano e, in particolare, il battesimo dello stesso Cristo narrato nei Vangeli ().
La gamba destra del santo, piegata, poggia su uno spesso gradino di pietra accuratamente squadrato. Bortolotti vi riconosce una possibile evocazione della pesante lastra posta a chiusura del sepolcro di Cristo: un richiamo che assumerebbe valore simbolico in rapporto al ruolo assegnato a Giovanni dalle Scritture e dalla tradizione cristiana, quello di ultimo dei profeti e precursore di Gesù. Anche l'acqua della fonte acquista quindi un significato che oltrepassa l'episodio rappresentato, divenendo simbolo di penitenza, purificazione e rinnovamento spirituale. Stile Sul piano stilistico, il dipinto appartiene pienamente alla fase tarda del Guercino, ormai stabilmente insediato a Bologna e approdato da tempo a un linguaggio di impronta classicista. In questi anni l'artista tende a semplificare e controllare sempre più la costruzione della scena, affidando al tempo stesso un ruolo crescente all'equilibrio dei rapporti cromatici. Nel San Giovanni Battista alla fonte ciò emerge soprattutto nella posizione misurata e perfettamente centrata del santo e nel rapporto armonico tra la figura e l'ampio paesaggio che la circonda.
Bortolotti accosta questa soluzione ad altri esiti della tarda produzione del pittore, tra cui il San Giovanni Battista nel deserto della Pinacoteca civica di Cento, il San Paolo eremita e la Maddalena nel deserto della Pinacoteca nazionale di Bologna. Pur conservando una residua attenzione naturalistica, evidente nella resa asciutta ma vigorosa dell'anatomia del Battista e nell'uso calibrato del chiaroscuro sul volto, sulla schiena, sulle braccia e sulle gambe, la pittura si distingue ormai per la maggiore leggerezza della pennellata, per il progressivo schiarimento della tavolozza e per una personale assimilazione del linguaggio maturo di Guido Reni.
Note
Bibliografia
Categoria:Dipinti del Guercino Categoria:Dipinti su san Giovanni Battista Categoria:Dipinti nella Galleria Doria Pamphilj