La Personificazione dell'Astrologia è un dipinto a olio su tela (81 × 65,5 cm) di Giovanni Francesco Barbieri, detto Guercino, databile tra il 1650 e il 1655 circa e conservato nel Blanton Museum of Art di Austin. Storia L'opera non è ricordata da Carlo Cesare Malvasia nella Felsina pittrice, ma compare nel Libro dei contiIl Libro dei conti è il registro amministrativo compilato dal fratello minore Paolo Antonio Barbieri dal 1629 al 1649, anno della sua morte, e proseguito dai familiari fino al 1666. alla data del 12 settembre 1658. In quel giorno venne registrato il pagamento da parte del conte Girolamo Ranuzzi: «Dall'illustrissimo signor conte Girolamo Ranuzzi si è ricevuto Ducatoni 30, che sono Scudi 37 e L 2, per la Strologia che fu fatto negli anni passati». La stessa formulazione della registrazione, che ricorda l'opera come eseguita «negli anni passati», conferma che il dipinto era stato realizzato qualche tempo prima del pagamento.
L'opera rimase nella collezione Ranuzzi fino alla successiva dispersione della raccolta. Passò quindi a Cesare Bianchetti, che l'aveva acquistata dagli eredi Ranuzzi. Il 29 maggio 1824 il dipinto comparve a Londra in una vendita Christie's, al lotto 19, con il titolo Astronomy: a female.
In epoca moderna il dipinto ricomparve a Londra nella Tenth Summer Exhibition della Heim Gallery, dove fu presentato con il numero 5 e con provenienza dalla collezione Ranuzzi. Fu quindi incluso da Luigi Salerno nel catalogo dei dipinti del Guercino. Nel 1991 venne infine esposto a Bologna nella grande mostra dedicata all'artista, con il numero 138. Descrizione e stile Nella raffigurazione dell’Astrologia Guercino si discosta in parte dal modello iconografico codificato da Cesare Ripa. La figura conserva infatti alcuni degli attributi tradizionali, come la veste azzurra e il copricapo stellato, mentre vengono omessi altri elementi presenti nella descrizione di Ripa, tra cui le ali, il globo celeste, il compasso e lo scettro. L’attenzione si concentra così sulla giovane donna e sullo strumento astronomico che osserva.
Davanti a lei è collocata una sfera armillare di tipo geocentrico, con la Terra al centro e una serie di anelli metallici che rappresentano l’equatore, i tropici e i circoli polari. La scelta di questo strumento assume un particolare interesse se rapportata al contesto culturale del tempo, poiché il dipinto fu eseguito circa vent’anni dopo la pubblicazione del Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo di Galileo Galilei, opera che aveva dato ulteriore diffusione alla concezione copernicana dell’universo.
Secondo Sir Denis Mahon, il dipinto costituisce un esempio particolarmente rappresentativo della produzione del Guercino nella prima metà degli anni Cinquanta del Seicento. La raffinatezza dell’esecuzione e il carattere pienamente maturo della pittura risultano coerenti con la cronologia suggerita dal Libro dei conti, nel quale l’opera compare nel 1658 come già realizzata negli anni precedenti. Note
Bibliografia
Categoria:Dipinti del Guercino Categoria:Dipinti a soggetto simbolico