La steppa montana dell'Anatolia orientale (Eastern Anatolian montane steppe), identificata dal WWF con il codice PA0805, è un'ecoregione terrestre della regione paleartica appartenente al bioma delle praterie, savane e macchie temperate. Occupa circa 168.000 km² dell'altopiano armeno e comprende territori della Turchia orientale, dell'Armenia, dell'Azerbaigian, della Georgia meridionale e dell'Iran nord-occidentale. Nella regionalizzazione di One Earth costituisce, insieme alla steppa forestale dei monti Zagros, la bioregione delle foreste montane dello Zagros e steppe dell'Anatolia orientale.
Il paesaggio è costituito da un vasto mosaico di altopiani ondulati, bacini intermontani, steppe, pascoli d'alta quota, rade boscaglie e grandi laghi. Le forti differenze altitudinali, la natura vulcanica di gran parte del territorio e la posizione di transizione tra Caucaso, Anatolia, altopiano iranico e Mesopotamia determinano una notevole varietà di ambienti.
Geografia L'ecoregione occupa gran parte dell'altopiano armeno, situato prevalentemente tra 1.500 e 2.500 m di quota. Al di sopra dell'altopiano si innalzano numerosi massicci vulcanici, tra cui il monte Ararat (Ağrı Dağı), che con 5.137 m costituisce la cima più elevata della Turchia, e il monte Süphan, alto circa 4.058 m, sulla sponda settentrionale del lago di Van.
L'ecoregione comprende gran parte della Turchia orientale, l'Armenia occidentale e meridionale, la Repubblica Autonoma di Naxçıvan in Azerbaigian, il Javakheti nella Georgia meridionale e settori dell'Azerbaigian iraniano. A nord-est è delimitata dalle catene del Piccolo Caucaso, a nord-ovest dai monti Pontici e a sud dai rilievi che precedono i monti Zagros. Verso est l'altopiano degrada nella depressione dei fiumi Kura e Aras; nella valle dell'Aras alcuni settori dell'ecoregione scendono fino a circa 375 m di quota.
La parte settentrionale appartiene in larga misura al bacino dell'Aras, che confluisce nel Kura prima di raggiungere il mar Caspio. Anche il lago Sevan, in Armenia, appartiene al sistema idrografico dell'Aras attraverso il fiume Hrazdan. Altri due grandi bacini sono invece endoreici: quello del lago di Van, nella Turchia orientale, e quello del lago di Urmia, nell'Iran nord-occidentale. Il lago di Van e il lago di Urmia sono fortemente salini, mentre il Sevan è un grande lago d'acqua dolce d'alta quota. Tutti svolgono un ruolo di primaria importanza per l'avifauna acquatica e migratrice.
Tra i principali centri urbani compresi nell'ecoregione figurano Erzurum, Erevan e Tabriz, mentre numerosi insediamenti minori occupano le vallate e i bacini agricoli più fertili.
Clima Il clima è prevalentemente continentale, caratterizzato da estati relativamente calde e asciutte e da inverni lunghi e molto freddi. Le precipitazioni annue si aggirano generalmente tra 400 e 600 mm, ma nei bacini intermontani posti in ombra pluviometrica possono scendere a circa 200-300 mm. La neve costituisce una componente importante delle precipitazioni invernali alle quote più elevate.
L'altitudine determina forti differenze climatiche locali. Le depressioni interne possono essere relativamente calde e aride durante l'estate, mentre sulle montagne le temperature rimangono più basse e la copertura nevosa persiste a lungo. Sui crinali e sugli altopiani esposti sono frequenti venti forti e freddi, che contribuiscono a limitare la crescita degli alberi e favoriscono lo sviluppo delle formazioni steppiche.
Flora La vegetazione è estremamente varia e comprende steppe semidesertiche, steppe montane, praterie, boscaglie aperte, vegetazione alpina, comunità alofile e zone umide. La distribuzione delle diverse formazioni dipende soprattutto dall'altitudine, dall'umidità del suolo, dalla salinità e dall'intensità del pascolo.
Nelle depressioni più aride si sviluppano comunità semidesertiche caratterizzate da una copertura vegetale rada. Tra le piante tipiche figurano Artemisia fragrans, il cappero (Capparis spinosa), Bassia prostrata e la gramigna bulbosa (Poa bulbosa).
Alle quote intermedie prevalgono le steppe montane, più dense e floristicamente ricche. Tra circa 1.500 e 2.200 m sono diffuse comunità dominate da artemisie e formazioni a pulvini di Astragalus, Acantholimon e Onobrychis, alternate a praterie di Poa bulbosa e specie dei generi Stipa e Festuca. Le steppe ad Artemisia fragrans, graminacee e altre erbacee costituiscono da lungo tempo un elemento caratteristico della vegetazione dell'Anatolia orientale.
Tra circa 2.200 e 2.700 m diventano più comuni grandi ombrellifere dei generi Ferula e Prangos, mentre alle quote ancora superiori la vegetazione assume progressivamente caratteri subalpini e alpini.
In alcuni settori sopravvivono boscaglie steppiche aperte, dominate soprattutto da ginepri (Juniperus spp.) e mandorli selvatici. Lo strato arbustivo comprende specie di Pistacia, Berberis e Rosa, mentre nel sottobosco ricompaiono Astragalus, Artemisia e numerose graminacee. Dove precipitazioni e suoli sono più favorevoli possono persistere lembi di querceto, soprattutto tra circa 800 e 2.000 m.
Un altro elemento caratteristico è costituito dalle steppe saline dei bacini endoreici. Intorno ai laghi di Van e Urmia e nelle depressioni salate crescono comunità di Chenopodiaceae e Plumbaginaceae, con specie altamente adattate alla salinità e all'evaporazione intensa.
Zone umide Lungo laghi, fiumi, sorgenti e depressioni permanentemente o stagionalmente allagate si sviluppano canneti e altre comunità di piante igrofile. Sono frequenti la cannuccia di palude (Phragmites australis), le tife (Typha spp.), Schoenoplectus tabernaemontani e diverse ciperacee, tra cui Carex acuta, Carex diluta e Bolboschoenus maritimus.
Questi ambienti, pur occupando una superficie relativamente piccola rispetto alle steppe, concentrano una parte considerevole della biodiversità regionale e costituiscono siti fondamentali di alimentazione, riproduzione e sosta per gli uccelli acquatici. Il lago Sevan, in particolare, è circondato dalla più estesa area protetta dell'Armenia e costituisce un'importante area per l'avifauna.
Vegetazione alpina Le cime maggiori, tra cui l'Ararat e il Süphan, ospitano comunità vegetali alpine adattate a basse temperature, forte vento, breve stagione vegetativa e prolungata copertura nevosa. Dominano piccole erbacee, geofite e piante a portamento compatto appartenenti, tra gli altri, ai generi Draba, Dracocephalum, Oxyria, Polygonum, Veronica, Trollius, Scilla e Primula; è presente inoltre Gentiana verna.
Fauna La fauna riflette l'incontro tra elementi caucasici, anatolici, iranici e centroasiatici. Fra i grandi mammiferi figurano l'orso bruno (Ursus arctos), il lupo (Canis lupus), la iena striata (Hyaena hyaena) e la capra selvatica o bezoar (Capra aegagrus). Sono inoltre presenti la faina (Martes foina) e numerosi piccoli mammiferi degli ambienti montani e steppici.
Una delle specie più rappresentative è il muflone di Gmelin o muflone armeno (Ovis gmelinii), particolarmente adattato ai pendii rocciosi e alle steppe montane aride. Le sue popolazioni hanno subito una forte diminuzione nel corso del XX secolo a causa della caccia, del bracconaggio e della perdita e frammentazione dell'habitat. One Earth lo considera la specie simbolo dell'ecoregione.
L'ecoregione possiede una notevole diversità di rettili, compresi diversi endemismi o specie dalla distribuzione molto limitata. Tra questi figurano il colubro nano di Hakkari (Eirenis hakkariensis), la vipera armena (Montivipera raddei) e la vipera di Wagner (Montivipera wagneri), quest'ultima confinata soprattutto alle montagne dell'Anatolia orientale e delle regioni iraniane adiacenti.
Anche gli invertebrati mostrano un elevato grado di specializzazione, in particolare le farfalle delle praterie montane, molte delle quali hanno distribuzioni ristrette e dipendono da specifiche piante nutrici.
Avifauna Le montagne ospitano specie caratteristiche degli ambienti rocciosi d'alta quota, tra cui il tetraogallo del Caspio (Tetraogallus caspius) e il sordone di Radde (Prunella ocularis). Nelle steppe e negli ambienti rupestri sono presenti numerosi rapaci, tra cui il falco sacro (Falco cherrug), oltre a pernici, allodole e altri uccelli tipici delle praterie aride.
Particolarmente importanti sono i grandi laghi. Il Sevan e le zone umide armene costituiscono siti di sosta e riproduzione per numerosi uccelli acquatici, mentre i laghi di Van e Urmia formano vaste isole ecologiche all'interno dei paesaggi semiaridi dell'altopiano.
Il lago di Van, nonostante l'elevata alcalinità delle sue acque, ospita il caratteristico darekh o inci kefalı (Alburnus tarichi), pesce endemico del bacino che costituisce anche un'importante risorsa per la pesca locale.
Presenza umana e trasformazione dell'ambiente L'allevamento pastorale costituisce da millenni uno dei principali usi del territorio. Nelle regioni montane è tuttora diffusa la transumanza, con lo spostamento stagionale delle greggi e delle mandrie tra i pascoli invernali delle vallate e quelli estivi degli altopiani. Anche la produzione di fieno riveste un ruolo importante nelle regioni più fredde.
Il pascolo fa parte della dinamica naturale e storica delle steppe, ma pressioni eccessive possono alterarne profondamente la composizione. In particolare, il sovrapascolo rappresenta una delle principali cause di degradazione del territorio in Turchia e Iran, favorendo in alcuni settori specie poco appetibili come Euphorbia e Gundelia a scapito delle comunità erbacee più diversificate.
Altre minacce comprendono la trasformazione delle steppe in terreni agricoli, il bracconaggio, la persecuzione dei grandi carnivori, la frammentazione degli habitat, le infrastrutture e l'alterazione dei sistemi idrologici. Dighe e prelievi eccessivi di acqua hanno modificato diversi corsi d'acqua e bacini lacustri. Il lago di Urmia ha subito negli ultimi decenni una drastica riduzione della superficie e del livello delle acque, dovuta in larga misura alla gestione delle risorse idriche e alla siccità, ed è oggetto di programmi di recupero ecologico.
Conservazione Una valutazione globale pubblicata nel 2017 stimava che circa 8.202 km², pari a circa il 5% dell'ecoregione, ricadessero all'interno di aree protette. La rete di conservazione rimane tuttavia frammentaria rispetto alla vasta estensione delle steppe e degli altopiani.
In Armenia le principali aree protette comprendono il Parco nazionale di Sevan, il Parco nazionale del lago Arpi e la Riserva statale della foresta di Khosrov. I primi due proteggono rispettivamente vaste porzioni del bacino del Sevan e ambienti di prateria, zone umide e laghi d'alta quota; il parco del lago Arpi è inoltre ecologicamente contiguo al Parco nazionale di Javakheti, nella vicina Georgia.
In Iran figurano, tra le altre, le aree protette di Sahand, Charoimagh e Marakan e il rifugio faunistico di Kiamaky. Marakan copre poco più di 1.020 km² nell'Iran nord-occidentale, mentre Kiamaky protegge importanti habitat montani al confine con l'Azerbaigian. Il lago di Urmia gode inoltre di molteplici forme di tutela nazionale e internazionale ed è riconosciuto come riserva della biosfera UNESCO e zona umida Ramsar.
In Turchia rientra nell'ecoregione il Parco nazionale del monte Ararat, insieme ad altre aree protette intorno ai massicci dell'Anatolia orientale e ai laghi montani, mentre in Azerbaigian sono tutelati alcuni settori della valle dell'Aras e delle montagne di Naxçıvan.
La steppa montana dell'Anatolia orientale costituisce dunque uno dei maggiori complessi di paesaggi d'alta quota dell'Asia occidentale. La compresenza di steppe aride, pascoli alpini, boschi radi, montagne vulcaniche e grandi laghi conferisce all'ecoregione una biodiversità insolitamente elevata e ne fa un'importante zona di transizione biogeografica fra il Caucaso, l'Anatolia e l'altopiano iranico.
Note
Voci correlate Lista delle ecoregioni terrestri
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