Villa Adorno Carbone, indicata anche come Villa Gianello Carbone, è una villa storica situata nel quartiere genovese di Cornigliano, in via Cervetto 14. Sorge a mezza costa sulle prime pendici della collina di Coronata ed è collegata all'antica strada principale del borgo da un lungo viale in salita.
La proprietà confinava a valle con Villa Pallavicini De Franchi, a oriente con Villa Spinola De Ferrari, a occidente con Villa Spinola Doria Dufour e, nella parte superiore, con i terreni del monastero di San Pietro della Costa di Coronata.
L'origine dell'insediamento risale almeno al XV secolo, mentre l'edificio attuale, sviluppatosi probabilmente fra il XVI e il XVII secolo, conserva alcuni caratteri delle ville genovesi precedenti alla diffusione dei modelli di Galeazzo Alessi.
Storia Nel 1297 Pietro Lercari di Ugone istituì un monastero dedicato a san Pietro all'interno di una sua proprietà. Nel 1325 un atto notarile documenta nell'area compresa fra il monastero e la sottostante strada pubblica una villa intestata ad Andrea Lercari, ma non è certo che essa corrispondesse all'edificio attuale.
I registri della Gabella Possessionum del 1414 e del 1425 indicano la proprietà come appartenente a Leonardo Gentile. Nel 1457 Stefano Gentile ottenne da Domenico Spinola un accesso alla proprietà attraverso una strada che passava nella villa di quest'ultimo.
Fra il 1494 e il 1495 gli eredi di Agostino Gentile vendettero a Raffaele Pallavicino le proprie quote della villa, che passò poi ai suoi successori.
Nel 1587 Raffaele Pallavicino nominò eredi universali i nipoti Stefano e Agostino Salineri. Nel 1635 Agostino Salineri lasciò i propri beni alle due figlie.
Nel 1674 Maddalena Salineri Senarega vendette la villa a Giovanni Battista Adorno di Giovanni Battista. La proprietà appartenne a vari membri di questa famiglia almeno fino agli anni Trenta del Settecento, per passare poi a metà del secolo a Giovanni Battista Spinola fu Carlo, che aveva sposato Anna, figlia unica di Luca Adorno.
Nel catasto del 1798 risultava intestata allo stesso proprietario. Il documento descriveva l'edificio come «un palazzo di tre piani, e fondo con cantina, una piccola torretta annessa al detto palazzo».
Nel 1809 la villa risultava appartenere a Giovanna Spinola Pinelli di Giovanni Battista. Nel corso dell'Ottocento passò dapprima ai marchesi Raggi, poi alla famiglia Gianello e infine alla famiglia Carbone, dalla quale deriva la denominazione attuale.
Durante la seconda guerra mondiale l'edificio subì gravi danni provocati da un incendio. Seguì un periodo di abbandono e di progressivo degrado, documentato ancora nella seconda metà del Novecento.
La villa fu successivamente trasformata in condominio. Gli interventi conservarono tuttavia l'aspetto esterno dell'edificio e il rapporto visivo con il paesaggio circostante. L'immobile è attualmente suddiviso in abitazioni.
Architettura La villa ha un volume parallelepipedo allungato nella direzione delle curve di livello e il prospetto principale rivolto verso sud-est. La facciata è articolata su sette assi di finestre e conserva, sebbene attenuate, tracce dell'antica decorazione dipinta.
Al piano nobile si apre una triplice loggia angolare, elemento caratteristico delle ville genovesi cinque-seicentesche. Sopra il piano nobile si trova un livello ammezzato sottotetto, dotato di una successione di piccole finestre corrispondenti ai sette assi del prospetto.
La torre laterale, attestata documentalmente dal 1564, conferiva all'edificio il carattere del tradizionale palazzo suburbano genovese con torre di fianco. Tali strutture avevano una funzione principalmente difensiva.
Il piano nobile era collegato direttamente al giardino retrostante, situato alla stessa quota. Nei pressi della villa si conservavano inoltre i resti di un ninfeo decorato a mosaico con ciottoli bianchi e neri.
Terreni e percorso d'accesso Il lungo viale di accesso risale il pendio con andamento tortuoso. Era pavimentato in acciottolato con camminamento centrale in mattoni e delimitato da muretti, scanditi da pilastri che sostenevano un pergolato coperto di viti. La proprietà era organizzata nelle caratteristiche fasce coltivate, sorrette da muri di contenimento, e comprendeva orti e vigneti.
Poco distante dalla villa sorge un lungo edificio rustico a due piani, un tempo destinato alle attività agricole. La villa, il corpo rustico, il percorso d'accesso e le fasce coltivate costituivano un complesso unitario inserito nel paesaggio collinare alle spalle del borgo.
Note
Bibliografia
Voci correlate
Ville di Genova Cornigliano Coronata (Genova) Adorno (famiglia) Spinola
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Ville di Genova Categoria:Cornigliano