La battaglia di Haguenau.. (18 novembre – 22 dicembre 1793) vide contrapporsi l'armata repubblicana francese guidata dal generale Jean-Charles Pichegru contro una coalizione alleata guidata dal generale austriaco Dagobert Sigmund von Wurmser. Sul finire di novembre del 1793, Wurmser si portò dalle sue difese presso il fiume Zorn ed assunse una nuova posizione lungo il fiume Moder presso Haguenau. Dopo continui combattimenti Wurmser finalmente si ritirò verso il fiume Lauter e combatté nella battaglia di Froeschwiller del 22 dicembre. Haguenau è una città nel Basso Reno, in Francia, a 29 km a nord di Strasburgo.

Gli alleati, composti da truppe austriache, assiane e bavaresi oltre al sostegno dato dai realisti francesi, combatterono nella prima battaglia di Wissembourg del 13 ottobre 1793 e si aprirono la strada verso l'Alsazia nell'area del fiume Zorn. Il governo francese rispose a questa emergenza ordinando al generale Pichegru di guidare l'Armata del Reno in un attacco d'urgenza. Dal 18 novembre, Pichegru ordinò a sua volta continui attacchi alle linee della coalizione che lentamente respinsero Wurmser sui suoi passi. La battaglia di Berstheim risultò un'azione importante nell'ambito dell'offensiva francese. Sfortunatamente per Wurmser, i prussiani non riuscirono come avevano promesso a piombare sull'Armata della Mosella comandata dal generale Lazare Hoche ad ovest e questo costrinse l'armata della coalizione a ritirarsi trovandosi di fronte a preponderanti forze nemiche. Il combattimento successivo fu la seconda battaglia di Wissembourg del 25–26 dicembre.

Antefatti

Nella prima battaglia di Wissembourg del 13 ottobre 1793, l'armata della coalizione sotto il generale Dagobert Sigmund von Wurmser aveva assaltato e sconfitto l'Armata del Reno francese guidata dal generale Jean Pascal Carlenc. Le forze della coalizione erano composte da fanti e da cavalieri, mentre i francesi potevano contare su fanti e su cavalieri. Gran parte dei soldati della coalizione erano austriaci, col supporto degli assiani, degli svevi, degli émigré francesi e persero sul campo uomini, infliggendone però tra morti e feriti nelle file dei francesi. La coalizione catturò inoltre prigionieri, 31 cannoni e 12 bandiere.. Secondo altre fonti i coalizzati erano mentre i francesi erano . Il comandante dell'ala destra francese, il generale Paul-Alexis Dubois si ritirò, mentre Carlenc si rifiutò di ordinare un contrattacco senza l'autorizzazione del rappresentante del governo francese. I francesi si spostarono a sud verso Strasburgo..

Il 23 ottobre 1793, il generale Louis Antoine de Saint-Just ed il suo collega Philippe-François-Joseph Le Bas giunsero come rappresentanti governativi con poteri straordinari. Immediatamente inviarono il generale Jean-Charles Pichegru, il quale comandava le truppe dell'alto Reno, a guidare l'esercito. Si fermarono a Strasburgo ed insistettero sulla necessità di una disciplina più stretta. Ordinarono ad un gruppo di soldati di spostare di villaggio in villaggio una ghigliottina per punire ribelli e nemici. Ad un certo punto quest'attività di persecuzione si fece tale che lo stesso Saint-Just giunse a bloccarla.. Il 29 ottobre 1793, Pichegru giunse a Strasburgo per assumere il comando dell'armata del Reno.. Carlenc venne licenziato e arrestato, per quanto evitò di finire sulla ghigliottina..Saint-Just disse che "per il bene dell'esercito" serviva giustiziare un generale che fosse d'esempio. Per essersi ritirato davanti al nemico, venne scelto Isambert, il quale aveva già sessant'anni.. Isambert fu uno dei 17 generali giustiziati in quel 1793; negli anni successivi il numero quasi quadruplicò.. Dubois venne rimpiazzato al comando dell'ala destra. Louis Desaix venne nominato alla guida dell'avanguardia e all'estrema destra, mentre Pierre Marie Barthélemy Ferinoprese l'ala sinistra da Ferey che riprese il comando della sua brigata.

Dopo Wissembourg, l'ala sinistra si ritirò verso il fiume Zorn presso Hochfelden. Il 14 ottobre, una coalizione di uomini guidati dal generale austriaco Franz von Lauer mosse assedio a Fort-Louis. La guarnigione composta da uomini e guidata dal generale Michel Durand gestiva anche i 111 pezzi d'artiglieria della fortificazione. I difensori comprendevano 3 battaglioni regolari e uno della Guardia nazionale. Le forze attaccanti comprendevano tre battaglioni bavaresi, due assiani, un battaglione di fanteria e due di ussari austriaci e 55 cannoni d'assedio. Il forte si arrese il 14 novembre ed i francesi divennero prigionieri di guerra.. Il 22 ottobre 1793 le truppe austriache del generale Friedrich von Hotze attaccarono le posizioni di Ferino presso Saverne. Con l'aiuto di sei battaglioni di rinforzo provenienti dall'Armata della Mosella Ferino riuscì a battere le forze della coalizione antifrancese. È probabile che Nicolas Oudinot ottenne la promozione a colonnello in quest'occasione.. Il 27, gli austriaci attaccarono la divisione di Desaix ma il capace generale e la sua divisione tennero la posizione.

Forze in campo

Il 30 ottobre l'armata francese includeva l'avanguardia guidata dal generale Jean Baptiste Meynier, l'ala destra diretta dal generale Dubois, quella sinistra sotto Claude Ferey ed il centro sotto il comando di Louis Dominique Munnier. Jean François Ravel de Puycontal guidava l'artiglieria e i pionieri. Nel successivo ordine di battaglia, il numero totale di soldati disponibili giunse a , dei quali erano quelli atti a combattere..

Il comando di Ravel comprendeva il 5° reggimento di artiglieria, il 1° battaglione del basso Reno, un battaglione di pionieri e 22 guide. L'avanguardia era composta del 6°, del 12°, del 48° e del 105° reggimento di fanteria di linea, del 1° e del 2° granatieri. Loubat de Bohan venne posto al comando di una brigata di cavalleria che comprendeva l'8°, l'11° ed il 17° reggimento dragoni, il 7° ussari e l'8° ed il 10° cacciatori a cavallo. L'ala destra comprendeva il 37°, 40° e l'11° di fanteria leggera, il 1° battaglione Pyrenées-Orientales, il 3° battaglione Charente-Inférieur, Haute-Saône e Rhône-et-Loire, il 5° battaglione Ain, il 7° battaglione Haute-Saône e una compagnia libera.

L'ala sinistra contava il 13° ed il 27° di linea e il 7° di fanteria leggera, il 1° reggimento con battaglioni Haute-Rhin, Haute-Saône, Indre e Vosges, il 2° con Rhône-et-Loire, il 3° con Indre-et-Loire e Haut-Rhin, il 4° battaglione Jura e Seine-et-Loire ed il 10° battaglione Vosges, il 7° cacciatori a cavallo e uno squadrone ciascuno di gendarmi, oltre al 2° reggimento di cavalleria. Al centro, una brigata del generale Jean Nicolas Mequillet era composta dal 3° e 30° fanteria di linea, dal 1° battaglione Ain, dal 3° Ain e Doubs e dal 12° Jura. La brigata di Augustin-Joseph Isambert era composta dal 46° fanteria di linea, dal 2° battaglione Eure-et-Loire e Puy-de-Dôme, dal 3rd battaglione Bas-Rhin e dall'11° battaglione Doubs. La brigata di Paul Louis Darigot de la Ferrière disponeva di due battaglioni del 93° di fanteria di linea, del 1° del Lot-et-Garonne, del 2° granatieri Rhône-et-Loire e del 5° Seine-et-Oise.

La battaglia

A partire dal 18 novembre, Pichegru iniziò una serie di attacchi alle linee della coalizione. Wurmser era di origini alsaziane e resistette ancor più fieramente nella sua patria. I comandanti delle divisioni francesi all'epoca erano Desaix a destra, Claude Ignace François Michaud a centro-destra, Ferino a centro-sinistra e Pierre Augustin François de Burcy a sinistra. Michaud assaltò i boschi presso Brumath ma la sua e la divisione di Desaix vennero respinte. A sinistra, le divisioni di Burcy e Ferino vennero respinte e minacciarono Bouxwiller. Sapendo che l'esercito alleato prussiano comandato dal duca Carlo Guglielmo Ferdinando di Brunswick-Wolfenbüttel si stava ritirando verso i propri quartieri invernali sul fianco destro, Wurmser ordinò una ritirata verso il fiume Moder e il villaggio di Haguenau.

Burcy seguì la ritirata della coalizione verso Gundershoffen, dove, il 26 novembre, gli venne ordinato di attaccare il ridotto avversario. Quando Burcy, i commissari politici lo fecero arrestare. Attaccò con una brigata, venne respinto, attaccò nuovamente e rimase ucciso alla testa delle proprie truppe. I soldati si ritirarono a Uttenhoffen, lasciando una seconda brigata isolata presso la foresta di Mietesheim. Dimenticata per due giorni nel bel mezzo dello scontro, questa brigata venne attaccata il 28 novembre e fu in grado di tenere la propria posizione in gran parte grazie alla leadership di Oudinot. Burcy venne rimpiazzato dal suo capo dello staff, Jacques Maurice Hatry, il quale ordinò il ritiro della brigata nel pomeriggio. Hatry attaccò il ridotto di Gundershoffen nuovamente il 1° dicembre e venne respinto..

La divisione di Ferino combatté sulla via per il fiume Zorn al villaggio di Mommenheim. Qui i francesi si contrapposero agli austriaci guidati da Siegfried von Kospoth alla loro destra e i realisti francesi dell'Armata di Condé alla loro sinistra. Dopo che la brigata di Ferino venne respinta dai realisti ed ebbe perso diversi cannoni, Jean Ignace Pierre venne nominato a capo dell'unità. Ferino ordinò a Pierre di ripulire il villaggio di Berstheim che gli émigré avevano fortificati. Il 27 e 28 novembre Pierre non riuscì a portare a compimento il compito assegnatogli e pertanto Laurent de Gouvion Saint-Cyr si offrì di agire al suo posto. Il 2 dicembre Saint-Cyr rapidamente prese il controllo del villaggio con due battaglioni sotto il naso dei realisti. Ad ogni modo, Pierre esitava nell'avanzata ed i realisti aprirono il fuoco dei loro cannoni sui repubblicani, contribuendo a portare confusione nell'operazione. Parte della cavalleria dei realisti vinse la brigata di Pierre, catturando la sua artiglieria, mentre un'altra parte caricò la cavalleria di Ferino.. La cavalleria francese riprese il controllo di alcuni cannoni perduti, ma Saint-Cyr venne comunque costretto a ritirarsi da Berstheim. Il combattimento terminò quando le truppe austriache giunsero in aiuto dei loro alleati realisti. Il duca Luigi Enrico di Borbone-Condé rimase ferito ad una mano.. Un realista francese così descrisse l'azione:

Pichegru ordinò a Saint-Cyr, all'epoca solo tenente colonnello, di prendere il comando della brigata di Pierre il 6 dicembre successivo. Dopo aver rinforzato la sua brigata, Saint-Cyr si mosse su Berstheim il giorno 8 dicembre. I realisti provocavano i repubblicani chiedendo loro se avessero portato con sé ulteriore artiglieria da catturare. Saint-Cyr fece avanzare le sue truppe leggere per poi ritrarle verso il villaggio. La fanteria degli émigré guidata dal generale Gelb e la cavalleria guidata dal Luigi Antonio di Borbone-Enghien si diedero ad inseguirla. I realisti vennero quindi trucidati e Gelb finì ucciso mentre la redingotte di Enghien si diceva fosse piena di fori di proiettile. Il duca di Borbone scampò per poco alla morte: mentre fuggiva un ufficiale repubblicano lo riconobbe e lo salutò con la sua spada anziché ucciderlo.. Il 9 dicembre, Saint-Cyr avanzò su Berstheim nuovamente e rimase sorpreso di notare come i realisti si erano ritirati dal posto, seguendo Wurmser verso il fiume Moder..

Una volta stabilite le proprie difese presso il Moder, Wurmser respinse gli assalti di Pichegru. Il comandante francese Desaix alla destra cercò di prendere il controllo di Bischwiller. Michaud colpì i forti della coalizione a nord presso Brumath mentre Ferino attaccò Haguenau a sudovest. Ad ovest, la divisione di Hatry ripetutamente tentò di attraversare il fiume Zinsel presso Mertzwiller ma venne respinta. Pur resistendo, Wurmser iniziò a preoccuparsi del suo fianco destro..