La Torre bollitore per la cellulosa è stata un'architettura industriale situata a Lanzo Torinese, progettata dagli architetti Gino Levi-Montalcini e Paolo Ceresa per le Cartiere Giacomo Bosso tra il 1942 e il 1943 e demolita nel 2014.

Storia L'edificio, progettato tra il 1942 e il 1943 su committenza della Società Cartiere Giacomo Bosso di Lanzo Torinese, rappresentò per Gino Levi-Montalcini il ritorno a una committenza di rilievo dopo il periodo di attività forzatamente ridotta compreso tra il 1938 e il 1942, durante il quale l'architetto si era limitato a lavorare nel merito di arredi di locali pubblici, negozi e alloggi signorili, con quest'opera che rappresenta anche l'avvicinamento dell'architetto verso l'architettura industriale che avrebbe avuto ampio sviluppo nel dopoguerra.

La torre bollitore si inserì infatti in una serie di importanti opere industriali realizzate da Levi-Montalcini tra gli anni Quaranta e i primi Cinquanta, tra le quali si possono citare la Centrale idroelettrica Gran Prà a Ceres, anch'essa progettata con Paolo Ceresa tra il 1947 e il 1948, e la Centrale SIP di Chivasso, realizzata tra il 1950 e il 1954 con Ceresa e Mario Passanti.

La torre risulta essere stata demolita nel 2014.

Descrizione Lo stabilimento, destinato alla produzione della cellulosa, si sviluppava in due volumi adiacenti, con il primo che era una torre di bollitura alta circa 36 metri, affiancata da un corpo basso destinato alle vasche di scarico e di sgocciolamento.

Costruito in cemento, l'edificio si caratterizzava per il contrasto presente tra la torre, dallo spiccato sviluppo verticale, e le linee orizzontali del corpo basso, a loro volta sottolineate dalla finestratura a nastro e dalle ombre dei piani leggermente aggettanti, con l'obiettivo di ricercare un equilibrio formale senza ricorso a forme di retorica; inoltre, per via della sua imponenza, la torre si imponeva sul territorio come segnale visivo e pubblicitario per l'impresa.

Dal punto di vista critico, l'opera si esprimeva come un'interpretazione dell'architettura industriale che si discostava dal razionalismo classico, presentando invece alcune suggestioni della memoria del futurismo con il tema delle potenzialità del mondo produttivo, con le forme che rappresentavano il dominio e l'imbrigliamento di questa forza, traducendosi in una composizione monumentale, vagamente astratta e separata dalle normali misure umane.

Note

Bibliografia

Categoria:Architetture di Lanzo Torinese Categoria:Architetture di Gino Levi-Montalcini Categoria:Architetture di Paolo Ceresa