San Giovanni Battista nel deserto è un dipinto a olio su tela (176 × 231 cm) di Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino, databile al 1652-1655, la cui ubicazione attuale non è nota. Storia Il dipinto non è registrato in modo specifico nel Libro dei conti.Il Libro dei conti è il registro amministrativo compilato dal fratello minore Paolo Antonio Barbieri dal 1629 al 1649, anno della sua morte, e proseguito dai familiari fino al 1666. Un possibile riferimento alla sua origine si trova tuttavia nella Felsina pittrice di Carlo Cesare Malvasia, che, ricordando le opere rimaste nella casa del pittore dopo la sua morte, scrive: «Fece ancora altre pitture per casa propria, e molte teste e mezze figure per altri. Come si vedrà à suo luogo». [online] [online]

Più avanti, nell'elenco delle opere conservate nella casa del Guercino, Malvasia menziona infatti «Quattro quadri grandi di Santi penitenti Maddalena, Paolo Eremita, Gio. Battista, e Girolamo, d'estrema bellezza», [online] [online] riconducibili a una serie di quattro grandi tele raffiguranti santi penitenti, della quale faceva parte anche il San Giovanni Battista nel deserto.

La serie dovette tuttavia iniziare a disperdersi già prima della fine del secolo. In una lettera del 17 febbraio 1694, indirizzata da Marcantonio Franceschini al principe Giovanni Adamo I del Liechtenstein, fra i dipinti proposti per l'acquisto figurano soltanto la Santa Maria Maddalena e il San Paolo eremita, mentre non sono menzionati il San Giovanni Battista e il San Girolamo.

L'assenza del San Giovanni Battista dall'elenco trasmesso da Marcantonio Franceschini al principe Giovanni Adamo I del Liechtenstein nel 1694 non sembra tuttavia indicarne l'avvenuta alienazione, poiché il dipinto ricompare nell'inventario di casa Gennari del 31 ottobre 1719: «Un san Giovanni figura intiera grande al Naturale, inginocchioni con la canna in mano, Sasso, e Paese originale del Sig.r Cavag.le Gio. Fran.co Barbieri detto il Guerzin con Cornice Intagliata Bianca», valutato seicento lire. Mahon ritenne pertanto possibile che Benedetto Gennari avesse attribuito particolare valore al dipinto e avesse preferito conservarlo nella stanza grande della propria casa fino alla morte, spiegandone così l'assenza dall'elenco del 1694.

Nel 1968 il dipinto apparteneva alla collezione di Barry Maxwell, XII barone Farnham, a Cavan, in Irlanda. Era già stato esposto a Belfast nel 1961, mentre negli archivi di casa Farnham risulta menzionato, come opera del Guercino, in un elenco risalente ai primi anni dell'Ottocento. Non sono note ulteriori notizie sulla sua provenienza precedente.

Dopo una lunga permanenza in collezioni private, il dipinto riapparve sul mercato londinese il 26 novembre 1971, quando fu venduto da Christie's. Passato quindi in una raccolta privata inglese, fu per alcuni anni depositato presso la National Gallery of Ireland di Dublino e, entro il 1980, entrò nella collezione di David B. ed Edward C. Goodstein a Los Angeles. Nel 1987 tornò sul mercato da Sotheby's a Londra e passò successivamente nella collezione newyorkese di Richard L. Feigen, alla quale appartenne per diversi decenni; tra il 2006 e il 2010 circa fu inoltre depositato presso la Yale University Art Gallery.

Dopo una lunga permanenza in collezioni private, il dipinto riapparve sul mercato londinese il 26 novembre 1971, quando fu venduto da Christie's. Passato quindi in una raccolta privata inglese, fu per alcuni anni depositato presso la National Gallery of Ireland di Dublino e, entro il 1980, entrò nella collezione di David B. ed Edward C. Goodstein a Los Angeles. Nel 1987 tornò sul mercato da Sotheby's a Londra e passò successivamente nella collezione newyorkese di Richard L. Feigen, alla quale appartenne per diversi decenni; tra il 2006 e il 2010 circa fu inoltre depositato presso la Yale University Art Gallery.

Ancora nel 2023 Mirella Cavalli indicava il dipinto come appartenente alla collezione Richard L. Feigen. Descrizione San Giovanni Battista è raffigurato a figura intera, inginocchiato in un paesaggio roccioso. Il corpo, quasi interamente scoperto, è avvolto da un ampio drappo rosso-aranciato che ricade dalla spalla sinistra e si raccoglie attorno ai fianchi e alle gambe. Con la mano destra, sollevata verso l'alto, regge una piccola ciotola, mentre con la sinistra trattiene una lunga croce di canna, disposta obliquamente attraverso la composizione.

Il santo volge il capo e lo sguardo verso la mano alzata. La gamba sinistra è piegata sotto il corpo, mentre la destra si protende lateralmente, con il piede nudo in primo piano. Alle sue spalle si apre un paesaggio montuoso attraversato da uno specchio d'acqua; sulla destra si innalzano alberi e vegetazione scura, mentre a sinistra una parete rocciosa delimita la scena. Sullo sfondo, al di sopra dei rilievi, si apre un'ampia porzione di cielo.

Stile Secondo Denis Mahon, il San Giovanni Battista nel deserto costituisce una testimonianza particolarmente significativa del gusto più intimo e personale raggiunto dal Guercino negli anni 1652-1655. La pittura è condotta con notevole scioltezza e libertà, evidente soprattutto nella resa del torso del santo e nella semplificazione delle forme.

Mahon accosta tali caratteristiche a quelle della produzione grafica del pittore, osservando come nel dipinto convivano monumentalità e leggerezza, idealizzazione e naturalezza, insieme a una sensibilità più raccolta e quasi romantica. La delicatezza del tocco e la raffinata sensibilità cromatica contribuiscono così a conferire alla composizione un carattere insieme solenne e intimo.

Note

Bibliografia

Categoria:Dipinti del Guercino Categoria:Dipinti su san Giovanni Battista