Le rampe di Sant'Antonio a Posillipo, chiamate in napoletano 'e tridice scese (le tredici discese), sono un percorso a gradoni del quartiere Posillipo di Napoli che collega piazza Sannazaro, presso Mergellina, alla Chiesa di Sant'Antonio a Posillipo e a via Pacuvio.

Storia Il percorso ricalca un'antica strada di origine greco-romana che metteva in comunicazione il quartiere di Chiaia e Mergellina con i casali collinari di Posillipo, in primo luogo quello di Porta Posillipo; il tracciato, noto in età moderna come salita di Santa Maria delle Grazie, compare con il nome di "strada e discese di Posillipo" nella mappa del Duca di Noja ed è documentato anche nelle mappe di Bulifon del 1685 e di Petrini del 1698. Nel 1603 iniziò un ampliamento della strada che conduceva al convento, nel corso del quale furono conservati tratti dell'antica pavimentazione romana; da allora il percorso cominciò a essere indicato come rampe di Sant'Antonio a Posillipo.

I lavori si inserirono in un periodo di grandi difficoltà per Napoli, segnato dall'eruzione del Vesuvio del 1631 e da ricorrenti epidemie. Nel 1642 i frati conventuali del terz'ordine francescano fondarono, nella zona allora occupata da poche case coloniche, una piccola chiesa con annesso convento dedicata a sant'Antonio, che in origine svolgeva anche funzione di sanatorio. Nel 1643 il viceré Ramiro Felipe Núñez de Guzmán, duca di Medina de las Torres, fece ulteriormente sistemare il percorso per agevolare l'accesso dei pellegrini diretti al santuario; una lapide con iscrizione latina, posta sulla prima rampa, ricorda ancora oggi l'intervento.

Nei decenni successivi il convento fu ampliato e la chiesa, assunta la forma a navata unica con tre cappelle per lato, ottenne il titolo di santuario antoniano; la sacrestia fu avviata nel 1750, il campanile a pianta rettangolare con cuspide barocca fu completato quattro anni dopo e il chiostro, realizzato per volontà del francescano Paolo Anzalone, fu ultimato nel 1775. Oltre alla funzione religiosa, le rampe servivano da collegamento fra i casali della collina, dediti perlopiù ad attività agricole, e la costa, dove i pescatori di Mergellina scambiavano il pescato con i prodotti della terra.

Nel corso del Novecento l'ultimo tratto del percorso originario, che proseguiva verso il borgo di Porta Posillipo, fu cancellato dall'apertura di via Pacuvio e via Stazio e dalla progressiva urbanizzazione della zona; il tratto rettilineo finale di via Stazio ricalca comunque l'antico tracciato e sbocca, all'incrocio con via Manzoni, su via Porta Posillipo. Il piazzale panoramico antistante la chiesa fu sistemato fra gli anni sessanta e settanta del Novecento.

Descrizione Le rampe si sviluppano con strade strette e ripide curve a gomito che ne rendono impegnativa la percorrenza anche in auto; nonostante il nome, un conteggio dei tornanti ne indica in realtà quattordici anziché tredici. Alla sommità del percorso si apre la terrazza di Sant'Antonio, uno dei punti panoramici più noti della città, raggiungibile anche da via Minucio Felice, da cui la vista abbraccia l'intero golfo di Napoli, il Vesuvio, la penisola sorrentina e l'isola di Capri, con Mergellina visibile ai piedi della collina.

Per la qualità del panorama il luogo è stato più volte utilizzato come ambientazione per film, spot pubblicitari e produzioni televisive, diventando un'immagine ricorrente della città pur restando, a differenza di altri belvedere napoletani, poco frequentato dai turisti e conosciuto soprattutto dagli abitanti della zona.

Note

Voci correlate Posillipo Chiesa di Sant'Antonio a Posillipo Chiostro di Sant'Antonio a Posillipo Strade di Napoli

Bibliografia Napoli e dintorni, Touring Club Italiano, Touring Editore, Roma 2008. Vittorio Gleijeses, La storia di Napoli, Società Editrice Napoletana, Napoli 1978.

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