Il commissario generale delle Bande era l'ufficiale posto al vertice delle Bande medicee, le milizie territoriali del Ducato di Firenze e, successivamente, del Granducato di Toscana. Aveva autorità sui capitani, sugli ufficiali e sui ministri delle Bande, ne disponeva le riunioni e le esercitazioni ed esercitava funzioni giurisdizionali sui militari per i reati commessi durante il servizio.
Storia L'organizzazione delle Bande come milizia territoriale dello Stato fiorentino risale al 1528, quando furono costituite quattro Bande a Firenze. Nel 1535, durante il governo di Alessandro de' Medici, fu riformato il Magistrato delle Bande, mentre sotto Cosimo I de' Medici il sistema fu ulteriormente riorganizzato e consolidato.
Le milizie erano organizzate territorialmente in compagnie e i loro appartenenti, iscritti negli appositi ruoli, erano detti descritti, da cui la denominazione di Bande dei descritti.
Con la riforma del 26 marzo 1548 furono definite le attribuzioni del commissario generale, al quale spettavano funzioni di organizzazione e controllo delle Bande e competenze giurisdizionali nei confronti dei militari. Con la successiva riforma del 1º ottobre 1556 il commissario generale assunse espressamente il comando delle Bande.
Nel XVI secolo la carica fu ricoperta da diversi esponenti del patriziato fiorentino. Tra i primi commissari generali è documentato Antonio Ricasoli, che esercitò l'incarico durante il governo di Cosimo I e morì nel 1542. Allo scoppio della Guerra di Siena, Girolamo degli Albizi fu inviato sul campo con il grado di commissario generale e provveditore del duca. Durante lo stesso conflitto ricoprì la carica anche Giulio Ricasoli, attestato come commissario generale nel 1555.
Nel 1586 Averardo de' Medici fu nominato commissario generale delle Bande. Nel 1598 Raffaello de' Medici ottenne come soprannumerario la carica di commissario delle Bande dei descritti, divenendo successivamente commissario generale; alla sua morte, nel 1629, la carica passò al figlio Lorenzo.
Nel corso del XVII secolo nelle fonti compare anche la denominazione di commissario generale delle milizie granducali. Giovanni Boni, senatore e funzionario al servizio dei granduchi di Toscana, ricoprì tale incarico per oltre quindici anni e in questa veste fu impegnato nelle vicende militari che interessarono il Granducato tra il 1628 e il 1643.
Funzioni Il commissario generale esercitava funzioni militari, amministrative e giurisdizionali nell'ambito delle Bande. Aveva autorità sui capitani, sugli ufficiali e sugli altri ministri dell'organizzazione militare e poteva disporre le riunioni e le esercitazioni dei reparti.
Sul piano giudiziario era competente per i reati commessi dai soldati durante il servizio e decideva le cause con l'assistenza dell'auditore. Le riforme della metà del XVI secolo consolidarono progressivamente la posizione del commissario generale fino ad attribuirgli formalmente, nel 1556, il comando delle Bande.
Commissari generali Tra coloro che ricoprirono la carica sono documentati:
Antonio Ricasoli, attestato nella carica prima del 1542; Girolamo degli Albizi, commissario generale e provveditore del duca durante la Guerra di Siena; Giulio Ricasoli, attestato come commissario generale nel 1555; Averardo de' Medici, nominato commissario generale delle Bande nel 1586; Raffaello de' Medici, commissario delle Bande dei descritti dal 1598 e successivamente commissario generale; Lorenzo de' Medici, succeduto al padre Raffaello nel 1629; Giovanni Boni, commissario generale delle milizie granducali per oltre quindici anni nella prima metà del XVII secolo.
Note
Bibliografia
Voci correlate Bande medicee Magistrato delle Bande Cosimo I de' Medici Ducato di Firenze Granducato di Toscana Guerra di Siena
Categoria:Istituzioni del Ducato di Firenze Categoria:Istituzioni del Granducato di Toscana