Palazzo San Martino di San Germano è un palazzo storico di Torino costruito nel 1615 in stile Barocco piemontese dall'architetto Ascanio Vittozzi su commessa della famiglia San Martino di San Germano, ramo dei San Martino d'Agliè, in Piazza Castello nel quartiere Centro.
È vincolato dalla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggiohttps://www.comune.torino.it/media/2427.
Storia Il palazzo fu edificato nel 1615 dalla famiglia dei marchesi di San Martino d'Agliè e di San Germano, una delle più antiche famiglie della nobiltà piemontese i cui più importanti esponenti in quel periodo erano Giulio Cesare San Martino d'Agliè, primo marchese di San Germano e suo fratello LodovicoArgius, Famiglie nobili della monarchia dei Savoia, vol I, parte I,F., Isnardi editore, Torino, 1841. Il compito di edificarlo fu assegnato all'architetto umbro Ascanio Vittozzi.
Il figlio di Giulio Cesare, Filippo San Martino di Agliè, politico, letterato, musicista e coreografo, fu amante di Maria Cristina di Borbone-Francia, moglie di Vittorio Amedeo I di Savoia; alla morte del re divenne il favorito e il più intimo consigliere della sovrana reggente, in un periodo difficile per il Ducato Sabaudo assediato dai francesi guidati da Luigi XIII e dai cognati filospagnoli, il cardinale Maurizio di Savoia e il principe di Carignano, Tommaso Francesco di Savoia.
Agli inizi del Settecento il marchese Carlo Ludovico San Martino di San Germano, primo scudiere di Madama Reale, colonnello di fanteriahttps://commercialistatorino.net/_gianluigi_alzona/Alzona%20estratti/Alzona%20SISA%202016%20breve.pdf ed abitante nel palazzo, ottenne da Vittorio Amedeo II che sotto il porticato della sua casa avessero luogo due grandiose fiere, l'una nel carnevale, l'altra nei primi di maggio, di cui è conservato il ricordo in una lapide murata ancora attualmente sotto i portici. Di qui il nome di Portici della Fierahttps://www.museotorino.it/resources/pdf/books/90/files/assets/common/downloads/page0043.pdf che verrà usato per molto tempo come sede legale dalla casa editrice Fratelli Reycend, editori di Sua Maestà, che qui aveva il negozio e la tipografia, e cui il conte Brizzi della Veglia dedicò il versetto omonimo nel 1780Alberto Viriglio, Vecchia Torino, S. Lattes & C, Torino 1903 pag. 32, https://www.museotorino.it/resources/pdf/books/340/files/assets/common/downloads/publication.pdf.
Nel principio dell'Ottocento vennero costruite le due ali di fabbricati che, in direzione nord-sud, si protendevano dal Palazzo Reale verso i palazzi circostanti, e così la piazza acquistò la configurazione attuale.
Il palazzo divenne sede dello storico Hotel Trombetta, che ospitò Giuseppe Garibaldi nel 1860, le delegazioni regionali per l'Unità d'Italia nel 1861, Eleonora Dusehttp://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,43/articleid,0260_01_2002_0048_0045_2036762/ e fu il prescelto da Giuseppe Verdi ogni volta che il musicista venne a Torino. L'hotel fu poi rinominato Europe, o Albergo Europa, ma oggi non esiste piùRoberto Dinucci et alias, Guida di Torino, Torino, Edizioni D'Aponte, p. 36.
Per molti anni l'immobile è stato proprietà della Società assicurativa La FondiariaCamillo Boggio, Lo sviluppo edilizio di Torino dall'Assedio del 1706 alla Rivoluzione Francese, Atti della Società degli Ingegneri e degli Architetti in Torino, ANNO XLII 1908. FASC. 5, https://digit.biblio.polito.it/372/1/1908_005.pdf. È attualmente sede di una Università privata.
Descrizione
Note
Bibliografia Nino Carboneri, Ascanio Vitozzi: un architetto tra Manierismo e Barocco, Officina, Roma 1966
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