L'oratorio di San Rocco è un edificio religioso di Piacenza, situato in via Roma angolo via di Legnano.

Storia L'edificio risale alla fine del XVI secolo: la sua costruzione fu realizzata sul sito di una più antica chiesa dedicata alla santa Croce, all'epoca già in rovina, che era stata sede di una parrocchia fino al 1440, quando questa era stata soppressa e accorpata all'arcipretura della cattedrale.

L'edificazione fu avviata per volontà della Confraternita di San Rocco, istituzione religiosa istituita nell'agosto 1524 su impulso del comune di Piacenza. Il 31 ottobre dello stesso anno fu posta la prima pietra di un nuovo edificio religioso sul sito, cerimonia che vide la presenza del vescovo ausiliare Pietro Ricorda, tuttavia, il 12 marzo 1535 la costruzione, non ancora completata, venne rasa al suolo.

Successivamente, la Confraternita decise per una nuova ricostruzione, con tutta probabilità su progetto dell'architetto Alessandro Bolzoni, la cui prima pietra fu posata nel 1577. Secondo la storica Carla Longeri, è provato che il Bolzoni si recò sul posto per l'effettuazione di alcuni approfondimenti sul terreno, non è però sicuro che il progetto dell'edificio porti la sua firma, fattore comunque avvalorato dalle somiglianze stilistiche con altri edifici religiosi coevi e a lui attribuiti. Nel giugno 1579 è testimoniato, in occasione della visita del vescovo di Rimini Giovanni Battista Castelli, che i lavori di costruzione dell'edificio fossero ancora in corso.

La chiesa subì un importante restauro nel 1950.

Descrizione L'esterno, caratterizzato da una muratura in mattoni a vista, presenta una facciata a capanna monocuspidata scandita da nicchie centinate poste nelle paraste d'angolo le quali reggono un cornicione che si estende alle facciate laterali. In posizione centrale rispetto alla facciata si apre il portale di accesso di forma rettangolare e posto al di sotto di due finestre delle quali, la più bassa delle quali è in realtà cieca.

Il campanile a pianta quadrata si trova sul lato sinistro e apparteneva probabilmente alla chiesa preesistente, così come la cripta. Esso è articolato su due ordini e dotato di una cella campanaria con doppie monofore su ciascun lato, è concluso da un cupolino ottagonale. La facciata che dà su via Legnano, anch'essa realizzata in mattoni a vista, è caratterizzata da varie apertura, sia rettangolari che a lunetta, nonché da un portale di forma rettangolare e da un affresco raffigurante san Rocco.

Il presbiterio è separato dall'aula da un arco trasversale che s'imposta su due pilastri rettangolari aggettanti che sorreggono una cornice spezzata con metope e triglifi. Il presbiterio, rialzato di tre gradini è a due campate, separate da un arco trasversale e voltate a botte, forata dalle unghie dei finestroni rettangolari superiori.

L'interno è sviluppato in un'unica navata con volta a botte e presenta ai lati delle piccole cappelle di forma rettangolare, anch'esse voltate a botte, che danno sulla navata per mezzo di archi a tutto sesto dotati di paraste con capitelli tuscanici; gli archi sono sovrastati da un cornicione continuo in aggetto. Tra una cappella e l'altra si trovano rientranze di forma rettangolare scandite da paraste. La controfacciata è divisa in tre segmenti da paraste che delimitano due ulteriori rientranze di forma rettangolare sui lati e, al centro, il portale di accesso, posto al di sotto di un arco a sesto ribassato con un catino a forma di conchiglia che va a coprire l'entrata. Il presbiterio, isolato dal resto dell'edificio per mezzo di un arco trasversale basato su pilastri rettangolari sorreggenti una cornice con metope e triglifi, è rialzato per mezzo di tre gradino e presenta due campate con volta a botte forata dalle unghie di finestre di forma tettangolare.

Tra le opere custodite all'interno dell'edificio vi è la statua lignea del santo titolare, collocata nella nicchia del coro e realizzata nel 1595.

Particolarmente significativo è l'apparato decorativo a stucco: la zona presbiteriale, successivamente modificata, fu ornata nel 1678 da Antonio Zanoni, mentre le cappelle contrapposte di Sant'Agata e Santa Croce furono decorate nel 1683 dallo stesso Zanoni insieme a Provino Dalmazio della Porta. Sull'altare della cappella di Sant'Agata è conservata la pala di Bartolomeo Baderna, raffigurante Sant’Agata in carcere curata da san Pietro e risalente anch'essa al 1683. La cappella di Santa Croce ospitava invece un dipinto di Robert De Longe, con l’Esaltazione della vera croce, venduto nel 1747 e successivamente andato perduto. Già nel 1699, tuttavia, la tela era stata sostituita con il pregevole Crocifisso attribuito a Giovanni Sceti e visibile sull'altare.

Accanto alla cappella di Santa Croce si trova quella della Madonna del Soccorso, nella quale è esposta la pala raffigurante la Vergine e il Bambino tra i santi Rocco e Sebastiano. Il dipinto è stato accostato dalla critica a un'opera del pittore milanese Giovanni Ambrogio Besozzi conservata nell'oratorio di San Cristoforo.

Le pareti laterali del coro ospitano i dipinti con la Nascita di san Rocco e la Morte del santo, eseguiti da Giuseppe Gorla nel 1722. Altri momenti fondamentali della vita del santo sono illustrati nel ciclo di sei affreschi realizzato sulle pareti della navata e della controfacciata da Giuseppe Fornaroli.

Nel presbiterio trova infine posto il dipinto San Rocco in gloria, realizzato nel 1867 dal pittore piacentino Paolo Bozzini.

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