Il Palazzo della Provincia è un edificio pubblico progettato da Mario Passanti, adibito a sede della provincia di Asti e della Prefettura, situato ad Asti in piazza Vittorio Alfieri 33.
Storia L'edificio venne realizzato nel contesto della sistemazione urbanistica di piazza Vittorio Alfieri, spazio che si caratterizza per la sua forma a triangolo isoscele, delimitato nei suoi lati da palazzi residenziali e porticati ottocenteschi. In quest'area, negli anni Trenta del Novecento, alle spalle del terzo lato della piazza venne costruita la casa del Fascio, progettata da Ottorino Aloisio, che però non compì una vera e propria chiusura architettonica verso la piazza.
Nel 1948, dopo il tentativo della Banca d'Italia di ottenere l'area per costruirci una propria sede, il comune di Asti decise di edificarci una sede per il municipio e la provincia, abbinata a una sala cinematografica. Un primo progetto venne redatto dall'ufficio tecnico e dall'ingegner Schivinato in quel periodo, ma i lavori videro una battuta d'arresto a causa dell'alluvione del Piemonte del 1948.
Nel 1955 il progetto riprese il via e il Comune affidò il compito di riprogettare l'edificio a Mario Passanti. Una prima versione del progetto escludeva la presenza di un porticato, ma questo causò un dibattito interno al consiglio comunale, che alla fine si risolse nel prorogare di altri quattro mesi la presentazione del progetto, in modo da potere integrare questo elemento nell'edificio, circostanza che portò all'inclusione della galleria porticata che segue l'intero fronte della piazza. La costruzione dell'edificio avvenne tra il 1958 e il 1961 e il palazzo venne alla luce senza mostrare sostanziali differenze rispetto ai disegni definitivi di Passanti.
Descrizione L'edificio presenta una pianta lineare, con una manica principale profonda 14 metri che definisce il lato di chiusura di piazza Alfieri, adattandosi alla simmetria, ai volumi e alle altezze degli edifici ottocenteschi circostanti. Dal corpo principale si diramano sul retro due ali perpendicolari che si protraggono all'indietro fino a quasi lambire l'edificio di Ottorino Aloisio e terminano con testate arricchite da logge che segnano lo sbocco esterno dei corridoi.
La facciata principale si presenta come una struttura a scheletro in cemento armato a vista, con tamponamenti in mattoni paramano. Le testate laterali sono a loro volta risolte con una tessitura in laterizio, mentre la copertura dell'attico è coronata da una balaustrata in mattoni disposti a taglio, con l'obiettivo di lasciare intravedere il cielo e così alleggerire il volume dell'edificio.
Il porticato del piano terreno presenta una spessa architrave in cemento armato a vista e una serie di pilastri rivestiti in pietra; la scelta dell'intradosso in cemento a vista ha l'obiettivo di richiamare il linguaggio strutturale della facciata.
Le aperture seguono la distribuzione funzionale degli ambienti interni, con le facciate degli uffici che presentano delle finestre sovrapposte, con una inferiore più ampia e una più piccola a filo del tetto, per valorizzare l'ingresso della luce naturale, mentre al centro del prospetto, in corrispondenza dell'atrio monumentale e della sala consiliare, si trovano grandi vetrate a doppia altezza affiancate da un balcone di rappresentanza.
Dal punto di vista dell'impianto interno, l'edificio si sviluppa attorno a un corridoio centrale di distribuzione che percorre l'intera lunghezza della manica principale; l'elemento principale di rappresentanza è la sala consiliare, con le sue ampie finestrature, caratterizzandosi per un ambiente a doppia altezza la cui struttura è a grandi telai in cemento armato e che presenta i laterizi del solaio lasciati a vista.
Al 2019 l'edificio presenta un buono stato di conservazione avendo mantenuto sostanzialmente inalterate le proprie caratteristiche originarie. Note
Bibliografia
Categoria:Palazzi di Asti Categoria:Architetture di Mario Passanti