È stato uno dei principali capi di guerra indiani e ha combattuto al fianco di Cavallo Pazzo sia nella guerra di Nuvola Rossa (1866–1868) che nella grande guerra Sioux del 1876.
Biografia Primi anni Cavallo Americano, soprannominato "il Vecchio" (in inglese American Horse the Elder) per distinguerlo dal suo omonimo nato nel 1840,È stato lo storico George E. Hyde il primo a fare la distinzione tra i due capi Lakota che portavano lo stesso nome e ciò per evitare errori di confusione che spesso in precedenza si erano registrati tra gli storici. Egli perciò distinse tra "American Horse" (1830 ca. – 1876) figlio di Capo Vecchio Fumo e cugino di Nuvola Rossa definendolo “the Elder” (il Vecchio) e "American Horse " (1840 – 1908) figlio di Orso Seduto e genero di Nuvola Rossa definendolo “the Younger” (il Giovane). è stato un nativo americano, capo tribù degli Oglala settentrionali. Dei primi anni della sua vita poco si conosce e incerta è anche la data di nascita che gli storici generalmente collocano intorno al 1830. La sua era una delle famiglie di maggior prestigio tra gli Oglala Lakota e il padre era un influente e rispettato portatore di casacca.
Figlio del Capo Vecchio Fumo (Old Chief Smoke) e cugino di Nuvola Rossa (Red Cloud), Cavallo Americano viene descritto come “un Sioux di bell'aspetto, dal petto ampio, con un bel viso e un collo come un toro”.John F. Finerty, War-Path and Bivouac, Donohue & Henneberry Press, 1890, p. 255 Per coraggio e determinazione veniva solitamente chiamato Scudo di Ferro (Iron Shield) dalla sua gente. Grazie a queste sue qualità, nel 1868, con Cavallo Pazzo diventò un "Ogle Tanka Un" ("Portatore di casacca" ovvero "Capo di guerra").Edward Kadlecek, To Kill an Eagle: Indian Views on the Last Days of Crazy Horse, Johnson Books, 1981, p.14. Come per Cavallo Pazzo, non esistono fotografie o disegni di Cavallo Americano il VecchioGeorge E. Hyde, Red Cloud's Folk: A History of the Oglala Sioux Indians, (1984). p. 318 che, al pari del suo amico, anche dopo il trattato di Fort Laramie del 1868 continuò a opporsi fieramente all'insediamento dei coloni bianchi nella terra dei Lakota.
Battaglia di Hayfield Al termine della danza del Sole del 1867, Nuvola Rossa e i capi delle tribù alleate cominciarono a pianificare un attacco congiunto contro la guarnigione di Fort C. F. Smith nella regione del fiume Powder che si estendeva nell'allora Territorio del Montana.George E. Hyde, Red Cloud’s Folk, University of Oklahoma Press, 1937, pp. 158-159 Il 1 agosto, un'orda di circa 500 guerrieri, la maggior parte Cheyenne settentrionali affiancati da guerrieri Lakota guidati da Cavallo Americano e da alcuni Arapaho, attaccarono un gruppo di 21 soldati e 9 raccoglitori di fieno che erano usciti dal forte per approvvigionarsi di foraggio per gli animali. Malgrado fossero stati colti di sorpresa, i soldati e gli operai riuscirono a trovar riparo in un corral e da quell'improvvisato riparo essi respinsero i ripetuti assalti degli indiani in quanto erano dotati dei nuovi fucili a retrocarica Springfield Model 1866J. W. Vaughn, Indian Fights: New Facts on Seven Encounters, University of Oklahoma Press, 2002, p. 98 che erano in grado di erogare un elevato volume di fuoco. Sebbene all'interno del forte si potesse sentire il rumore della battaglia, non fu inviato alcun supporto agli assediati nel corral. Dopo sei ore di combattimento, visti vani i loro tentativi di entrare nel corral, gli indiani appiccarono il fuoco all'erba e protetti dal fumo recuperarono i corpi dei loro caduti e si ritirarono.Dee Brown, Seppellite il mio cuore a Wounded Knee, Oscar Mondatori, 1989, pp. 154-155
Battaglia delle Slim Buttes
Dopo la battaglia del Little Bighorn le varie tribù di indiani che avevano contribuito alla sconfitta di George A. Custer si separarono e presero direzioni diverse. I vertici dell'esercito americano, sull'onda emotiva di quella sconfitta, pianificarono una grande operazione militare punitiva contro i Sioux. Il compito di scovare e colpire gli indiani fu affidato al generale George Crook che, ai primi di agosto del 1876, iniziò la campagna con un contingente di oltre duemila soldati di cavalleria e fanteria supportati da numerosi scout indiani.Charles M. Robinson, General Crook and the Western Frontier, University of Oklahoma Press, 2001, p. 164
Intanto, dopo aver lasciato il giorno prima il gruppo di Cavallo Pazzo, Cavallo Americano, con il suo seguito di circa 260 persone di cui solo 30 o 40 erano guerrieri stava procedendo pacificamente verso sud attraverso il territorio garantito dal trattato di Fort Laramie del 1868. Lo scopo era quello di raggiungere una riserva nel Nebraska dove intendeva fermarsi con la sua gente.Stephen E. Ambrose, Cavallo Pazzo e Custer, Rizzoli Editore, 1978, p. 497 Durante la loro marcia di trasferimento, gli indiani si accamparono con 41 tende in una località chiamata Slim ButtesButte è un piccolo monte o una collina isolata con i lati fortemente inclinati e la cima piatta John F. Finerty, op. cit., p. 249, nei pressi dell'attuale città di Reva, nell’angolo nord occidentale del Sud Dakota.Jerome A. Greene, Battles and Skirmishes of the Great Sioux War, 1876-1877: the Military View, University of Oklahoma Press, 1993, p. XXI
All'alba del 9 settembre, l'accampamento di Cavallo Americano fu individuato e attaccato da un distaccamento di 150 cavalleggeri comandati dal capitano Anson Mills che era diretto a Deadwood, nella parte settentrionale delle Black Hills, in cerca di rifornimenti per il contingente di Crook .Anson Mills, My Story, Stackpole Books, 2003, p. 170 Benché colti alla sprovvista, Cavallo Americano, quattro guerrieri e 15 donne riuscirono a rifugiarsi in una grotta nascosta tra i rovi e da quel covo cominciarono a sparare per impedire ai soldati di avvicinarsi.
Nella tarda mattinata sul posto giunse anche il generale Crook con il grosso della sua colonna. Esasperato per il protrarsi della situazione e per le perdite subite, Crook ordinò ai suoi soldati di scaricare una “pioggia di fuoco” sulla grotta.John F. Finerty, op. cit., p. 254 Durante il combattimento Cavallo Americano fu ferito da un colpo di fucile che gli squarciò l'addome e fu costretto ad arrendersi. La ferita si rivelò subito fatale e, malgrado l'intervento dei medici dell'esercito che cercarono in tutti i modi di salvargli la vita, Cavallo Americano morì durante quella notte.John F. Finerty, op. cit., p. 256 Secondo Mari SandozMari Susette Sandoz (11 maggio 1896 – 10 marzo 1966) è stata una insegnante, biografa e conferenziera statunitense. Viene considerata una delle scrittrici più importanti del West americano e i suoi libri sulla vita dei pionieri e sui nativi americani delle Grandi pianure sono apprezzati sia per la meticolosa ricerca dei dettagli che per la rigorosa ricerca storica. le sue ultime parole furono «Sono sempre quelli amichevoli che vengono colpiti».Mari Sandoz, Crazy Horse: The Strange Man of the Oglalas, University of Nebraska Press, 2004, p. 341 Cavallo Americano morì dignitosamente come aveva sempre vissuto, da uomo libero e combattendo per proteggere la sua terra e la sua gente dagli invasori. Come forma di rispetto per il leader Oglala, il suo cadavere non fu sottoposto all’atroce processo di rimozione dello scalpo,John F. Finerty, op. cit., p. 265 cosa che invece gli scout indiani praticarono sui corpi di tutti gli altri guerrieri morti in quella battaglia.John F. Finerty, op. cit., p. 257
Quella di Slim Buttes fu, tutto sommato, una battaglia di proporzioni limitate. Tuttavia essa è importante dal punto di vista storico perché rappresenta l'atto conclusivo della grande guerra Sioux del 1876-77 e soprattutto perché fu l'unica vittoria dell'esercito americano in quella guerra.Jerome a Greene, Slim Buttes: 1876 An Episode of the Great Sioux War, University of Oklahoma Press, p. 114
Sul sito della battaglia, nel 1920 è stato inaugurato un monumento che ricorda quell'evento. Ai piedi del monumento tre lapidi indicano il luogo di sepoltura dei due soldati di cavalleria e del civile che persero la vita nel combattimento. Poco distante, una targa storica riporta i dettagli di quello storico evento con l’intento di perpetuarne il ricordo.
Note
Bibliografia Jerome A. Greene, Slim Buttes, 1876: An Episode of the Great Sioux War, University of Oklahoma Press, 1982 Anson Mills, My Story, Forgotten Books, 2018 Ruthe M. Edwards, American Indians of Yesterday, Naylor Co., 1948
Voci correlate Guerre indiane Cavallo Pazzo Cavallo Americano Sioux Lakota Oglala Nativi americani George Crook Anson Mills
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