Biografia

Giuseppe Tortato nasce a Venezia nel 1967 e studia al Politecnico di Milano.

Dopo la laurea si reca negli Stati Uniti, ad Amherst, dove lavora nello studio di Tullio Inglese, allievo di Paolo Soleri, impegnato nella progettazione di residenze e piccoli edifici pubblici secondo i principi dell'architettura bioclimatica e con impiego prevalente di materiali naturali. Secondo Luigi Prestinenza Puglisi è l'episodio più rilevante della sua formazione e ne orienta stabilmente l'approccio, fondato sull'idea dell'edificio come parte del paesaggio.

Rientrato a Milano, lavora per circa due anni nello studio di Dante Oscar Benini, quindi si associa allo studio Milano Layout, di cui diventa co-titolare, dedicandosi ai principali progetti dello studio nell'ambito immobiliare. Nei primi anni duemiladieci fonda Polisfluxa S.r.l. e lo studio Giuseppe Tortato Architetti.

Ha insegnato progettazione alberghiera presso POLI.design del Politecnico di Milano e presso la Sapienza Università di Roma.

Nel giugno 2026 è intervenuto come relatore alla quindicesima edizione del convegno Tall Buildings — Rigenerazione urbana, tenutasi nel Salone d'Onore della Triennale di Milano, presentando un progetto di torri residenziali a Lagos.

Linguaggio progettuale

Nel profilo critico pubblicato su IoArch, Prestinenza Puglisi osserva che Tortato non persegue l'unità di linguaggio attraverso la ripetizione di segni ricorrenti: le forme, squadrate od organiche, variano in funzione del programma e del contesto, e la coerenza risiede nel metodo anziché nella geometria.

La sua attività si è concentrata in particolare sulla rigenerazione di aree ed edifici che hanno perso la funzione originaria, con interventi che accostano la memoria industriale delle preesistenze a forme e materiali contemporanei.

Il critico individua quattro costanti: l'esigenza di unità, con edifici che nascono da un'idea di paesaggio anziché da ripetizioni modulari; una poetica della luce fondata sull'alternanza di grandi vetrate e ampie pareti opache; l'impiego del verde come materiale da costruzione; una semplicità formale che rifiuta la complessità ricercata. Definisce l'insieme una strategia high touch, distinta tanto dall'ecologismo che riveste di verde l'edificio quanto dall'immaginario high tech. Sulla formazione del linguaggio incide inoltre l'opera di Richard Serra, da cui deriva l'attenzione a uno spazio esperito attraverso il corpo.

Opere principali

Architettura e rigenerazione urbana

Morimondo 23, Milano (2009). Riqualificazione dell'area ex Fluid-o-tech su circa 10.000 m² per il fondo immobiliare Duemme SGR, con edifici organizzati attorno a corti e patii. La richiesta comunale di mantenere geometrie e skyline della fabbrica preesistente ha condizionato il disegno del fronte su via Morimondo.

La Forgiatura, Milano, quartiere Certosa (2010-2023). Rigenerazione di un'area industriale dismessa per RealStep Property Management, avviata negli anni di Milano Layout. L'intervento ha aperto alla città un isolato industriale precluso mediante una piazza semipubblica e spazi verdi tridimensionali, con 14.000 m² di superficie riqualificata e 13.000 m² di nuova costruzione. Il decimo edificio del complesso, sede di Sandvik, poggia su un volume autoportante costituito da una cupola a maglia diamantata celata da una collina artificiale; i livelli superiori sono appesi a una travatura reticolare che consente piani di 1.500 m² privi di colonne. La prima fase, di circa 24.000 m², è stata completata nel 2013.

Verdemare, Trieste (2015). Complesso residenziale realizzato nell'area precedentemente occupata da una succursale FIAT, in prossimità di via Campo Marzio. La ricerca cromatica delle facciate deriva dal rilievo dei fronti storici di piazza dell'Unità d'Italia; le aree verdi sono state sviluppate con Margherita Brianza.

AB Medica Headquarter, Cerro Maggiore (2010-2015). Sede di 9.000 m² dell'azienda attiva nella robotica medicale. Il volume, scolpito alla base da setti inclinati di facciate ventilate, si alleggerisce al livello superiore; la copertura triangolare aggettante è ruotata rispetto al volume sottostante per mitigare il surriscaldamento e favorire l'illuminazione naturale diffusa. Space planning e interior design con DEGW.

Arcadia Center, Milano, via Grosio (2018-2021). Ristrutturazione integrale di un edificio terziario degli anni settanta nel quartiere Gallaratese, di 23.000 m², per InvestiRE SGR, destinato agli uffici finanziari del gruppo Volkswagen. Su richiesta della committenza il progetto è stato sviluppato in BIM con un modello federato condiviso fra lo studio, Tekser e F&M Ingegneria; il progetto ha preservato la riconoscibilità dei due volumi preesistenti. L'edificio ha conseguito la certificazione LEED Gold secondo il protocollo LEED v4 BD+C Core & Shell, con 63 punti su 110.

Villa urbana, Rho (2020 circa). Residenza unifamiliare bioclimatica di 300 m² concepita come una domus romana: chiusa verso l'esterno da murature con sole fessure vetrate, si apre su una corte-patio interna che porta luce agli ambienti fuori terra e interrati. Frangisole e recinzione in acciaio Corten definiscono un filtro visivo tra spazio pubblico e corte. L'impianto riprende la struttura introversa della domus romana e dei tulou cinesi.

Varesina 204 — Campo Base, Milano (2023). Riqualificazione dell'area ex Sandvik nel Certosa District per RealStep, con recupero delle coperture a volta a botte degli edifici industriali preesistenti.

SIT Headquarters, Padova (2024). Campus aziendale su un'area di circa 20.000 m², di cui circa 10.000 m² di edifici preesistenti riqualificati, con il nuovo edificio SIT Lab destinato a ricerca e sviluppo.

Via Tantardini 1-3, Milano (2024). Riqualificazione di due edifici di inizio Novecento in un complesso residenziale di 18 unità su circa 1.000 m², per LETA S.r.l.

Complesso residenziale in via Watt 22/24, Milano. Intervento residenziale nell'ex area industriale Richard Ginori lungo il Naviglio Grande, composto da due edifici bassi e articolati attorno a spazi esterni comuni, in continuità con gli interventi condotti dallo studio nella stessa area a partire dai primi anni duemila.

Corso Europa 11, Milano (2025). Riqualificazione del blocco minore del complesso per uffici progettato da Luigi Caccia Dominioni con Agostino Agostini fra il 1963 e il 1966, caratterizzato dal rivestimento in clinker grigio scuro e dagli elementi in ghisa. L'intervento, per InvestiRE SGR, ha restaurato l'involucro, completato porzioni vetrate previste nel progetto originario ma non realizzate, rifatto gli interni e aggiunto un volume vetrato di copertura con terrazza.

Interior design

Showroom Bonaveri, Milano, via Morimondo 25 (2014). Showroom di 350 m² per l'azienda produttrice di manichini per la moda, con spazio espositivo, lounge, biblioteca e terrazza. Visual design di Chameleon Visual.

Loft Milano (2010-2011 circa). Interior design di un'abitazione privata su due livelli, organizzata attorno a un soggiorno a doppia altezza con accesso dal piano soppalcato. Il progetto comprende una scala sospesa, elementi e passaggi a scomparsa, libreria e cabine armadio in essenza di eucalipto, una cantina in vetro fumé e volumi rivestiti in travertino rosso e porfido viola, oltre a un lampadario disegnato su misura per Catellani & Smith.

Attico Eremitani, Padova (2018). Ristrutturazione di un attico su tre livelli in un palazzo settecentesco del centro storico, presso la chiesa degli Eremitani e la Cappella degli Scrovegni. L'intervento valorizza le strutture lignee preesistenti e introduce nuovi volumi vetrati, doppie altezze e piattaforme sospese.

Il Refettorio, Venezia (2022). Interior design del ristorante del gruppo Majer nel sestiere di San Polo, presso la chiesa di San Rocco. Il progetto comprende arredi e corpi illuminanti disegnati su misura, un bancone in peltro ed ebano, pavimentazioni in cotto azzurro, una scala in cemento a vista e grate che richiamano l'opera di Carlo Scarpa; le quote storiche dell'acqua alta sono riportate sulle pareti.

Design e installazioni

Luci·Fero (2025). Lampada da tavolo in plastica riciclata, con Dixpari. Designers: Giuseppe Tortato, Roberto Candelo

Sciara (2018). Pralina in cioccolato fondente e foglia d'oro progettata con il maestro cioccolatiere Davide Comaschi, realizzata con uno stampo su misura prodotto da Pavoni Italia e presentata al Salone del Mobile 2018. Il progetto è stato selezionato nell'ADI Design Index 2019 e ammesso a concorrere per il Compasso d'Oro ADI 2020.

Fibercloud (2019). Scultura luminosa realizzata per il quartier generale di Fastweb in piazza Adriano Olivetti a Milano, sviluppata con software parametrico e composta da circa 200 metri di tubo LED che attraversano verticalmente l'edificio dalla hall alla board room. Lighting design di Marco Pollice.

Embrasse Moi (2022). Scultura luminosa sospesa in ottone brunito, progettata con Riccardo Puglielli per l'edificio di via Negri 4 a Milano; la geometria riprende l'andamento del filamento del DNA.

Riconoscimenti

2017 — Premio internazionale Dedalo Minosse, segnalazione, per AB Medica Headquarter. 2019 — Selezione nell'ADI Design Index per il progetto Sciara. 2019 — The Plan Award, honorable mention nella categoria Office & Business, per Arcadia Center. 2021 — The Plan Award Real Estate Special Contest, winner completed nella categoria Investment and Asset Management, per Arcadia Center. 2022 — German Design Award, due special mention nel concorso Excellent Architecture: per Arcadia Center nella categoria Architecture e per l'installazione Fibercloud nella categoria Fair and Exhibition. 2025 — The Plan Real Estate Award, menzione d'onore nella categoria Investment and Asset Management – Completed, per Corso Europa 11. 2026 — Big See Architecture Award, winner nella categoria Residential – renovation, per Via Tantardini 1-3.

Pubblicazioni

Bibliografia

Galleria

Note

Collegamenti esterni

Categoria:Studenti del Politecnico di Milano