Il 1º luglio 2026 i membri della Fraternità sacerdotale San Pio X (FSSPX) riunitisi a Écône, in Svizzera, hanno consacrato quattro vescovi in violazione dell'ordine impartito da papa Leone XIV, sostenendo che vi fosse uno stato di necessità della Chiesa cattolica e inducendo il papa a dichiarare uno scisma tra la FSSPX e la Chiesa romana.
La FSSPX nega di essere in tale stato canonico. Il consacrante principale è stato mons. Alfonso de Galarreta, assistito dal vescovo Bernard Fellay. I quattro nuovi vescovi consacrati sono stati: Michael Goldade, Marc Hanappier, Michel Poinsinet de Sivry e Pascal Schreiber.
La FSSPX era stata fondata in opposizione al modernismo e alle innovazioni del Concilio Vaticano II, tra cui l'uso della lingua vernacolare al posto del latino durante la Messa. Il suo fondatore, l'arcivescovo Marcel Lefebvre, aveva già consacrato vescovi senza il consenso papale nel 1988. Ciò aveva portato i partecipanti all'epoca a essere scomunicati dalla chiesa; tali scomuniche erano state revocate nel 2009. La Santa Sede aveva avvertito in anticipo che le consacrazioni del 2026 avrebbero costituito un "atto scismatico" secondo il diritto canonico. La Santa Sede ha dichiarato che i vescovi coinvolti nelle consacrazioni, i sacerdoti della FSSPX, e tutti i laici che "aderivano formalmente" alla FSSPX erano scomunicati: ai sensi del canone 1364 §1 del Codice di diritto canonico del 1983, il delitto di scisma comporta la scomunica in automatico. Per i fedeli laici, questo vale solo per coloro che "aderiscono formalmente" alla FSSPX, secondo un test del 1996 con due elementi (interno ed esterno): quello interno è scegliere liberamente la lealtà al movimento lefebvrista rispetto all'obbedienza al Papa, e quello esterno è dimostrato frequentando esclusivamente le liturgie della FSSPX piuttosto che quelle della Chiesa cattolica. La sola frequenza occasionale "non" soddisfa questo standard. Si ritiene che tutto il clero della FSSPX soddisfi automaticamente entrambi gli elementi attraverso il proprio ministero all'interno dell'organizzazione. La FSSPX ha contestato queste scomuniche e presentato appello presso il Dicastero per la dottrina della fede.
Contesto La Società di San Pio X (SSPX) è stata fondata nel 1970 dall'arcivescovo Marcel Lefebvre. La FSSPX si oppose alle riforme liturgiche e dottrinali del Concilio Vaticano II, come l'abbandono della Messa tridentina in latino a favore della Messa di Paolo VI.
Il 30 giugno 1988 Lefebvre consacrò quattro vescovi senza l'approvazione di papa Giovanni Paolo II, citando uno "stato di necessità" (canone 144 CIC) a giustificazione di tale atto. Furono così consacrati S.E.R. Bernard Fellay, Bernard Tissier de Mallerais, Richard Williamson e Alfonso de Galarreta; Lefebvre fu assistito anche dal vescovo Antônio de Castro Mayer. Due ore dopo la cerimonia, la Santa Sede dichiarò che Lefebvre, de Castro Mayer e i quattro vescovi consacrati erano incorsi nella scomunica latae sententiae. Successivamente il Papa emanò il motu proprio Ecclesia Dei, in cui descrisse formalmente l'atto come scismatico.
Nel gennaio 2009 papa Benedetto XVI revocò le scomuniche del 1988 per i quattro vescovi consacrati, sebbene la FSSPX non avesse ottenuto il riconoscimento canonico e continuasse a operare in modo irregolare. Nel decennio successivo, papa Francesco tentò di migliorare i rapporti consentendo ai suoi sacerdoti di amministrare la confessione e assistere nei matrimoni cattolici. Tuttavia, nel 2021, Francesco ha introdotto nuove restrizioni alla Messa tridentina, esacerbando le tensioni con la Fraternità.
Prima delle consacrazioni del luglio 2026, la FSSPX aveva solo due vescovi attivi, Bernard Fellay e Alfonso de Galarreta, entrambi quasi settantenni. Dei vescovi consacrati nel 1988, Tissier de Mallerais era morto nell'ottobre 2024 dopo una caduta nel seminario di Ecône, mentre Richard Williamson, espulso dalla FSSPX nel 2012, era morto nel gennaio 2025.
Secondo la FSSPX, i loro due vescovi viventi avevano giurisdizione su 751 sacerdoti, 264 seminaristi, 145 religiosi, 88 oblati e 250 suore di 50 nazionalità.
Annuncio delle consacrazioni Il 2 febbraio 2026 il superiore generale della FSSPX, padre Davide Pagliarani, ha annunciato la conferma dell'intenzione di procedere alla consacrazione dei vescovi in data 1º luglio 2026. La decisione era stata assunta con il parere unanime del suo consiglio, ed annunciata pubblicamente nella festa della Purificazione della Beata Vergine Maria durante una cerimonia da lui presieduta presso il Seminario Internazionale di Saint-Curé d'Ars a Flavigny-sur-Ozerain, in Francia. Pagliarani ha affermato che la decisione faceva seguito alle lettere inviate al Vaticano nell'agosto e nel novembre 2025, rimaste senza risposta.
Il 12 febbraio 2026 Pagliarani ha incontrato a Roma il cardinale Víctor Manuel Fernández, prefetto del Dicastero per la dottrina della fede. L'organismo della Curia Romana si era dichiarato disponibile ad avviare nuovi colloqui dottrinali con la FSSPX, avvertendo tuttavia che le consacrazioni previste avrebbero posto fine a ogni prospettiva di dialogo. Il 18 febbraio 2026, la FSSPX ha pubblicato una lettera di Pagliarani a Fernández in cui si confermava la data del 1º luglio, citando un disaccordo irrisolto sul Concilio Vaticano II.
Il 16 marzo 2026 il distretto italiano della FSSPX ha consegnato a ciascuno dei vescovi italiani un volume intitolato Al servizio della Chiesa, in cui venivano esposte le motivazioni addotte dalla società per le consacrazioni episcopali previste.
Avvertimenti della Santa Sede Il 13 maggio 2026 il cardinale Víctor Manuel Fernández ha rilasciato una dichiarazione a nome del Dicastero per la dottrina della fede, in cui avvertiva che le consacrazioni previste avrebbero costituito "un atto scismatico" e che "l'adesione formale allo scisma costituisce una grave offesa contro Dio e comporta la scomunica stabilita dalla legge della Chiesa", citando la lettera Ecclesia Dei del 1988. Il giorno seguente, la FSSPX pubblicò una "Dichiarazione di fede cattolica", descrivendola come contenente il "minimo necessario per essere in comunione" con la Chiesa romana e ribadendo le proprie critiche all'insegnamento post–conciliare.
Il 16 giugno 2026, parlando ai giornalisti a Castel Gandolfo, papa Leone XIV ha affermato che, mentre si preparava un ultimo appello alla società, la decisione di procedere restava "una loro scelta", e ha aggiunto: "Se fanno questa scelta, mi dispiace, ma dobbiamo andare avanti". Il 24 giugno la FSSPX ha inviato una lettera aperta al Papa e al Collegio cardinalizio riaffermando la propria posizione e confermando che avrebbe proceduto alle consacrazioni.
Ultimo appello del Papa Il 30 giugno 2026, alla vigilia della prevista cerimonia di consacrazione, il Papa ha pubblicato una lettera diretta a Pagliarani in cui lanciava un ultimo appello perché le consacrazioni fossero annullate, descrivendole come un "peccato di estrema gravità" e scrivendo: "Ti supplico e ti chiedo con tutto il cuore: per favore torna indietro!" Il Papa avvertì che le consacrazioni avrebbero privato i fedeli della FSSPX «della lecita, e in alcuni casi, anche valida ricezione dei sacramenti», riferendosi alla Penitenza e al Matrimonio che richiedono la giurisdizione ecclesiastica.
Pagliarani ha risposto lo stesso pomeriggio, ringraziando il Papa per la sua preoccupazione e sostenendo che le consacrazioni non avrebbero costituito uno scisma:
Messa di consacrazione episcopale La cerimonia di consacrazione si è tenuta il 1º luglio 2026 nel prato dell'Écône dove avevano avuto luogo le consacrazioni del 1988. Il trono su cui sedeva consacratore principale era quello utilizzato da Mons. Lefebvre nel 1988, mentre i quattro nuovi paramenti vescovili erano identici a quelli utilizzati dai vescovi ordinati nel 1988 e approntati dalle suore della Fraternità. La cerimonia ha avuto luogo esattamente 38 anni dopo che la Santa Sede aveva dichiarato illegittime le consacrazioni del 1988.
Il vescovo Alfonso de Galarreta è stato il consacrante principale, mentre mons. Bernard Fellay ne è stato l'unico co-consacrante; de Galarreta e Fellay erano gli ultimi due vescovi rimasti in vita dei quattro consacrati originariamente nel 1988.
Durante la liturgia di ordinazione che ordinariamente richiede un mandato papale, Pagliarani ha invocato lo stesso argomento dello "stato di necessità" utilizzato da Lefebvre nel 1988 e ne ha chiesto la canonizzazione; ha affermato inoltre che le autorità della Chiesa a partire dal Concilio Vaticano II erano state "imbevute di uno spirito contrario alla fede" e avevano "agito contro la santa tradizione".La Santa Sede aveva già respinto tale argomentazione: in una nota esplicativa del 1996, il Pontificio consiglio per i testi legislativi affermava che "non è mai necessario ordinare Vescovi contrariamente alla volontà del Romano Pontefice". Cfr. Durante la Comunione del consacrante principale, un acquazzone si è abbattuto sulla folla, accompagnato da tuoni e fulmini; la pioggia si è placata dopo circa 20 minuti. La Comunione non è stata distribuita immediatamente: Il clero e i laici hanno cantato insieme il Rosario in attesa che cessasse la pioggia.
Si stima che la consacrazione abbia attirato circa 15.000 fedeli e 1.300 sacerdoti e religiosi da tutto il mondo; la registrazione è stata resa obbligatoria per coloro che hanno partecipato agli eventi del seminario tra il 29 giugno e il 2 luglio 2026. La Fraternità ha trasmesso la cerimonia in diretta con commento audio in sei lingue.
Una solenne processione verso un altare eretto sotto una tenda ha aperto la cerimonia, con sacerdoti e suore della società seduti nelle prime file e molte famiglie presenti, alcune delle quali hanno seguito il rito su grandi schermi video.
I partecipanti hanno potuto acquistare dei prodotti in ricordo dell'evento, tra cui un cofanetto di vini etichettati Cuvée des Sacres. Tra gli ospiti c'erano membri di Forza Nuova e Futuro Nazionale.
Vescovi consacrati I vescovi consacrati per le necessità della FSPPX e dei suoi fedeli erano privi di giurisdizione territoriale su qualsiasi diocesi. Sono stati appunto qualificati come vescovi ausiliari. Essi sono: Pascal Schreiber di Argovia, Svizzera, rettore del seminario Herz Jesu; Michael Goldade del Nord Dakota, Stati Uniti, rettore del Seminario San Tommaso d'Aquino; Michel Poinsinet de Sivry di Francia, superiore del distretto del Benelux; Marc Hanappier di Francia, professore al Seminario San Tommaso d'Aquino.
Dichiarazione di scisma e scomuniche Il giorno dopo la consacrazione, il Dicastero per la dottrina della fede decretò formalmente la scomunica dei due vescovi-consacranti (de Galarreta e Fellay), dei quattro vescovi appena ordinati, di tutti i sacerdoti della FSSPX e di tutti i laici cattolici che avessero aderito formalmente alla FSSPX. Inoltre, il Dicastero ha dichiarato che i sacramenti che dovessero essere amministrati dai ministri della Fraternità sarebbero stati illeciti, mentre il sacramento della Riconciliazione e del Matrimonio sarebbero stati anche invalidi.
Ai sensi del canone 1382 del Codice di Diritto Canonico del 1983, un vescovo che consacra un altro vescovo senza mandato papale e la persona che riceve tale consacrazione incorrono nella scomunica automatica (latae sententiae).
Nei giorni successivi, diversi vescovi diocesani negli Stati Uniti hanno rilasciato dichiarazioni nei confronti dei laici della FSSPX ricordando loro che l'adesione formale allo scisma è una questione grave e assicurando loro che sarebbero stati accolti se fossero tornati in comunione con la Chiesa cattolica.
Sviluppi successivi
I commentatori cattolici hanno definito le consacrazioni come un rinnovato atto di scisma, paragonabile a quelli del 1988, osservando che i sei vescovi coinvolti erano scomunicati in base alla stessa disposizione allora applicata.