Particolarmente venerati a Benevento, Calvi, Capua, Gaeta ed in altre città della Campania e del Lazio, la loro festività si colloca il 22 maggio, in concomitanza con quella di Casto ed Emilio.
Si ritiene che Casto fosse vescovo di Calvi mentre Cassio di Sinuessa. Sono menzionati in un'antica iscrizione rinvenuta nel sito della concattedrale di Calvi Risorta che li definisce martiri, oltre a fare riferimento al loro potere di compiere miracoli per i malati ed a chiamare Casto "il prediletto di Dio".
Storia Secondo il loro martirologio i sacerdoti pagani temevano che Casto potesse distruggere la loro religione, e perciò lo accusarono davanti a Messalino, prefetto di Campania. Questi ordinò che il vescovo fosse picchiato con verghe e bastoni vicino ad Acquaviva delle Fonti e poi bruciato vivo insieme a Cassio. Tuttavia, entrambi scamparono miracolosamente alle fiamme, cosa che Messalino attribuì alla magia, tanto che li fece condurre quindi in un tempio di Apollo, forse per offrire incenso al dio. Lì si radunò una folla, ma il tempio crollò, uccidendo il funzionario e tutta l'assembramento generatosi tranne i due condannati. I vescovi furono poi portati a Sinuessa, ove furono lapidati e infine trafitti da una spada. Il corpo di Casto venne sepolto nella cattedrale di Calvi.
Fonti I due vescovi sono oggetto di una leggendaria passio, che sopravvive per le letture della loro festa a Capua, a sua volta forse derivante da uno scritto perduto di Pietro il Diacono, scritto nell'abbazia di Montecassino da Gregorio di Terracina in gioventù e collocato verso la fine dell'XI secolo, quasi esattamente contemporaneo alla data di costruzione della prima cattedrale di Calvi, dedicata a Casto. Le due vite sono entrambe citate anche negli Acta Sanctorum dei Bollandisti.
Entrambi i martiri sono anche il soggetto del libro Vita e passione Delli Gloriosi Martiri Santo Casto vescovo di Calvi, e Santo Cassio Vescovo di Sinuessa. Con alcune notizie della Città di Calvi, e de suoi Vescovi, & altre antiche memorie, testo del sacerdote e studioso Giuseppe Cerbone, protonotario apostolico, teologo ed esaminatore sinodico del Tribunale episcopale della diocesi di Calvi. L'opera fu dedicata a Vincenzo De Silva vescovo di Calvi e pubblicata da Francesco Mollo nel 1685.
Nell'arte
Cassio e Casto sono rappresentati nei mosaici del Duomo di Monreale.
Note
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