Il baio scuro del Pagliai è stato un cavallo dal manto baio oscuro. È anche il cavallo più vittorioso della storia del Palio di Siena, grazie ai suoi nove successi in altrettante carriere corse.
Carriera Esordi con Ciccina (1814-1815) Di proprietà del macellaio Stanislao Pagliai detto Laino, il baio scuro del Pagliai esordisce a Siena il 17 agosto 1814 assegnato alla Contrada della Torre e montato da Giuseppe Bini detto Ciccina, ancora senza vittorie personali. La corsa fu molto competitiva, che vide una lotta serrata alle sue spalle dopo che prese il comando, non senza difficoltà, al secondo giro.
Il berbero venne scelto nuovamente per correre il Palio seguente, quello del 2 luglio 1815, questa volta andando in sorte alla Nobile Contrada dell'Aquila, sempre montato dal Ciccina. La corsa fu ancora complessa, ma riuscì a centrare la seconda vittoria con un sorpasso all'ultimo San Martino.
Corse con Caino e cappotto (1816 - 1818) Dopo aver saltato il Palio di agosto 1815, fu selezionato per il 2 luglio 1816 ed assegnato alla Nobile Contrada del Bruco; data l'assenza del Ciccina fu l'esperto e vincente Niccolò Chiarini detto Caino a guidarlo. Uscito in testa alla mossa, ci rimase fino al termine della corsa vincendo il proprio terzo Palio.
Ancora una volta non corse il Palio di agosto e tornò in pista il 2 luglio 1817. Fu assegnato questa volta alla Contrada della Tartuca, ma fu Caino a montarlo come l'anno passato. La carriera fu vinta nuovamente senza discussioni, la quarta affermazione, essendo arrivato in testa e rimastoci sin dal primo San Martino, in un Palio maggiormente ricordato per le innovazioni ed i disordini ai canapi.
Nonostante i successi consecutivi, ad agosto fu nuovamente escluso e tornò il 2 luglio 1818. In sorte al Bruco per la seconda volta e montato da Caino per la terza ed ultima volta, il Palio risultò ancora una volta "bruttissimo", essendo stato comandato sin dalle prime battute e senza avvicendamenti nemmeno nelle retrovie.
Per la prima volta, il baio scuro del Pagliai fu selezionato anche alla carriera di agosto e corse per la prima (ed unica) volta due volte nello stesso anno. Questa volta fu assegnato alla Contrada del Leocorno ma, nonostante la sua presenza, non fu montato da Caino bensì da Luigi Menghetti detto Piaccina, altro fantino piuttosto vincente. Tuttavia, la situazione fu differente e fu proprio Caino, montante nel Nicchio, a mettere in discussione il risultato fino all'ultimo; ancora una volta, però, fu il Piaccina a spuntarla. Con questa vittoria, la sesta su altrettanti Palii e la seconda nell'anno in corso, completò il suo unico cappotto.
Pausa e le ultime carriere (1818 - 1823) Nonostante, o forse per, i successi ed il cappotto ottenuto, per rivederlo in Piazza del Campo si dovettero attendere altri tre anni.
Il 2 luglio 1821 il cavallo fu assegnato per la seconda volta alla Contrada dell'Aquila, che si accordò col suo primo storico fantino, il Ciccina, per provare a ripetere la corsa del 1815. La carriera questa volta risultò dominata a partire dal primo San Martino, complice anche la cadute dei tre principali inseguitori. Dunque il risultato fu lo stesso di sei anni prima, e le vittorie salirono a sette.
Fu poi scelto nuovamente più di un anno dopo per il Palio del 18 agosto 1822, in cui il sorteggio tenutosi il 15 alle 19:00 lo riportò nella Contrada d'esordio, la Torre. Per la prima volta fu l'esordiente Giovan Battista Lanini detto Mugnaino a condurlo in pista. Dopo una "bellissima" mossa, furono Valdimontone e Pantera a contendersi il primato tra una trattenuta e l'altra; allo scoppio del mortaretto che, come solito, avviene qualche istante prima dell'arrivo (in tal caso straordinariamente posizionato al Casino dei Nobili), le due accoppiate rallentarono l'andatura e la spuntò la Torre, in agguato sin dall'inizio. La vicinanza all'arrivo fu tale da far pensare al Montone di aver vinto fino al momento della consegna del drappellone.
La sua carriera si concluse col Palio del 2 luglio 1823. Durante le assegnazioni la sorte lo condusse alla stalla della Contrada della Chiocciola, ed a montarlo fu l'esordiente Francesco Santini detto Gobbo Saragiolo. A causa del fantino esordiente descritto "ragazzo di anni 14 di una piccolissima e scontraffatta figura" su un "vecchissimo" cavallo, la vittoria giunse "inaspettatamente". La corsa risultò avvincente, con la Chiocciola che prese la testa al secondo San Martino. Vince così la sua nona carriera su altrettante disputate.
Si conclude così la carriera del baio scuro di Stanislao Pagliai con un Palio che, caso vuole, fu l'ultima del cavallo più vincente della storia del Palio di Siena e la prima del fantino che detiene lo stesso record, seppur a pari merito con Bastiancino, in accoppiata tra loro.
Presenze al Palio di Siena Le vittorie sono evidenziate ed indicate in neretto.È possibile che abbia corso altri 9 palii senza vincerli, in quanto nello stesso periodo è indicato un certo baio del Pagliai che non corse mai le stesse carriere del baio scuro e fu spesso montato dagli stessi fantini.
PalioContradaFantino 17 agosto 1814 Giuseppe Bini detto Ciccina 2 luglio 1815 Giuseppe Bini detto Ciccina 2 luglio 1816 Niccolò Chiarini detto Caino|-style="background-color:#ffdead" | 2 luglio 1817 || || Niccolò Chiarini detto Caino 2 luglio 1818 Niccolò Chiarini detto Caino|-style="background-color:#ffdead" | 16 agosto 1818|| || Luigi Menghetti detto Piaccina'' 2 luglio 1821 Giuseppe Bini detto Ciccina 18 agosto 1822 Giovan Battista Lanini detto Mugnaino 2 luglio 1823 Francesco Santini detto Gobbo Saragiolo
Note
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