Il passaggio del Rubicone fu l'evento storico, avvenuto nella notte tra il 10 e l'11 gennaio del 49 a.C., in cui Giulio Cesare attraversò il fiume Rubicone alla testa della Legio XIII Gemina, segnando l'inizio della guerra civile romana.

Da allora, nel linguaggio comune, l'espressione «passare il Rubicone» è diventata una frase idiomatica che indica il superamento di un «punto di non ritorno», ovvero il compimento di un'azione rischiosa e irrevocabile.

Contesto storico

Durante la tarda Repubblica romana, il fiume Rubicone, situato nell'odierna Romagna, segnava il confine politico, giuridico e militare tra la provincia romana della Gallia Cisalpina e il territorio d'Italia controllato direttamente dal Senato romano.

Sotto il profilo del diritto romano, questo confine rivestiva un'importanza sacrale. In seguito alle riforme del dittatore Lucio Cornelio Silla (risalenti all'81 a.C.), il principio del pomerium, cioè il confine sacro e inviolabile, originariamente limitato alla sola città di Roma, era stato virtualmente esteso a tutta l'Italia continentale, fissandone i limiti settentrionali proprio lungo i corsi dei fiumi Magra e Rubicone.

La legge specificava rigorosamente che nessun governatore provinciale potesse varcare questo limite alla testa delle proprie truppe. Oltrepassare il Rubicone in armi significava violare la sacralità del territorio italico, determinando l'automatica perdita dellimperium, ossia il diritto di comando militare, e configurando il reato di alto tradimento, punibile con la morte.

Per questa ragione, sia il generale sia i suoi soldati venivano immediatamente dichiarati nemici pubblici (hostes publici).

Il passaggio di Cesare

Nel gennaio del 49 a.C., al termine del suo mandato in Gallia, il Senato ordinò a Cesare di congedare il suo esercito e di rientrare a Roma come privato cittadino. Cesare, temendo di essere processato dai suoi oppositori politici (tra cui Pompeo), decise di sfidare l'autorità senatoriale.

Giunto al corso del fiume, secondo il racconto dello storico Svetonio, Cesare esitò a lungo prima di prendere la decisione definitiva. In quella circostanza pronunciò la celebre frase Alea iacta est («il dado è tratto»).

L'attraversamento avvenne nel massimo segreto, nelle ore notturne e utilizzando un comune carro trainato da animali, mentre le avanguardie della legione avevano già occupato la vicina città di Ariminum il giorno precedente.

Il superamento del corso d'acqua costrinse Pompeo e gran parte del Senato a fuggire da Roma, dando inizio alla guerra civile che avrebbe portato Cesare alla dittatura a vita.

Nell'arte e nella cultura di massa L'evento ha ispirato nei secoli numerose rappresentazioni artistiche, letterarie, teatrali, che spesso ne hanno enfatizzato la drammaticità in chiave epica o trionfale.

Note

Voci correlate Alea iacta est Guerra civile romana (49-45 a.C.) Localizzazione dell'antico Rubicone Pomerium Rubicone

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