Biografia François de Lyrot nacque in una famiglia originaria della zona tra l'Angiò e la Pittavia la cui condizione nobiliare era stata confermata da un regio decreto del 1695 (successivamente riconfermato tramite un'altra disposizione nel 1777). A seguito del decreto del 1695, la famiglia, che ormai da tempo si era stabilita a Nantes, acquistò una casa padronale a Le Loroux-Bottereau, all'epoca piccolo paese non distante da Nantes.
Nato il 26 agosto 1732, era figlio di François de Lyrot, consigliere presso il tribunale presidiale (antica istituzione giuridica fondata nel 1551 da Enrico II di Francia) di Nantes, e di sua moglie Marie de Lisle de la Nicollière, discendente di un'importante famiglia della città. L'11 febbraio 1760, François de Lyrot sposò nella chiesa di Saint-Germain-sur-Moine Agathe-Marie Joubert de La Jarrie, donna appartenente alla piccola nobiltà e con la quale si trasferì nel castello di famiglia nei pressi del paese in cui si erano sposati. A seguito della morte della moglie, avvenuta il 25 settembre 1768, François de Lyrot divenne signore di La Jarrie, di Montigné e di Saint-Jean-de-Montfaucon.
Fin da ragazzo, François de Lyrot era stato avviato alla carriera militare. A seguito dell'apertura degli stati generali e della nomina dell'Assemblea nazionale costituente, il 14 dicembre 1789, tramite una legge emanata proprio da quest'ultima istituzione, venne istituita la figura del sindaco, eleggibile direttamente dal popolo in ogni comune della Francia rivoluzionaria. Fu proprio in questo contesto che nel 1790 François de Lyrot fu eletto in qualità di primo sindaco della città di Saint-Sébastien-sur-Loire, carica che mantenne fino all'anno successivo. Nonostante tale riconoscimento, François de Lyrot si mostrò fin da subito molto diffidente degli ideali della rivoluzione francese, arrivando col passare degli eventi storici ad avversare completamente il radicalismo che l'insurrezione stava prendendo.
Nel 1792, si rese il portavoce degli scontenti che il radicalismo rivoluzionario aveva generato nella sua regione e organizzò un'insurrezione contro la guardia nazionale presente a Nantes. Nello stesso periodo, altri ufficiali della zona avevano organizzato un esercito controrivoluzionario di fede legittimista e François de Lyrot decise di unirsi ad esso diventando un ufficiale del generale Charles Melchior Artus de Bonchamps.
Nel 1793, gli fu affidato il comando delle milizie realiste nelle città di Le Loroux-Bottereau, Vertou, Vallet, Clisson e Aigrefeuille-sur-Maine e, nello stesso anno, riunì le proprie truppe con quelle provenienti dalla regione di Pays de Retz e comandate dal generale François de Charette, il quale gli affidò il comando di un contingente composto da circa 3.000 uomini.
Ruolo nella battaglia di Nantes
Dopo aver dunque radunato le proprie forze, l'esercito controrivoluzionario lanciò la prima offensiva contro le truppe repubblicane con l'obiettivo di conquistare la città di Nantes. François de Lyrot decise allora di spostare i 3.000 uomini al suo servizio tra Haute-Goulaine e Saint-Julien, unendovi i mille uomini di Gabriel Blondin d'Esigny, tenente che aveva già dislocato le proprie milizie nella zona. Pochi giorni dopo, arrivò l'ordine per de Lyrot di unirsi con le truppe di Charette. Il piano militare che era stato elaborato era infatti quello di attaccare le forze repubblicane sulla riva sinistra della Loira, bloccandole tramite l'uso dell'artiglieria presso i quartieri di Pont-Rousseau e Saint-Jacques. Nel frattempo, un'altra armata più numerosa proveniente da Rennes e Vannes avrebbe dovuto conquistare la città penetrando da nord e da est.
Tuttavia, il , François de Lyrot attaccò, di propria iniziativa e senza che gli fosse stato ordinato, le truppe del generale repubblicano Beysser nel tentativo di catturarlo. Nonostante la cattura fosse fallita, la cavalleria riuscì a infliggere un'importante sconfitta all'esercito repubblicano e a occupare la città di La Haie-Fouassière.
Otto giorni dopo, Charette e de Lyrot ricevettero l'ordine di attaccare. A quest'ultimo fu affidato il compito di occupare il quartiere di Saint-Jacques, nel quale l'ufficiale francese riuscì a penetrare alle quattro del mattino del giorno dopo. Poco dopo, anche Charette riuscì a conquistare Pont-Rousseau, tuttavia, quando ormai erano le sette del mattino, i due comandanti non avevano ancora ricevuto notizie del resto dell'armata e non avevano udito alcun colpo di cannone nella zona nord ed est della città. Di comune accordo, decisero di interrompere temporaneamente il fuoco sulle truppe nemiche.
Poche ore dopo, 8.000 uomini capitanati dal generale Bonchamps e appartenenti a una delle divisioni dell'armata legittimista arrivarono a Nantes, pronti ad occupare il quartiere di Saint-Donatien. Dopo lunghi e aspri combattimenti, le truppe di Bonchamps riuscirono a penetrare fino alla cattedrale della città. Benché l'attacco fosse riuscito, anche Bonchamps fu costretto a sospendere il fuoco sull'esercito nemico, in quanto non aveva ricevuto da ore notizie dei generali d'Elbée e Cathelineau, incaricati di comandare il resto dell'armata.
L'assenza di gran parte dell'armata e la geografia fluviale della stessa Nantes decretarono la sconfitta delle truppe realiste. Infatti, la Loira e i suoi due affluenti, la Sèvre Nantaise e l'Erdre, contribuirono in maniera determinante a impedire che le varie divisioni dell'esercito cattolico comunicassero l'una con l'altra. Verso il sud della città, la Sèvre Nantaise impedì a Charette di comunicare celermente con de Lyrot, mentre la Loira precluse a entrambi gli ufficiali di conoscere i reali progressi realizzati dagli uomini di Bonchamps. Resosi conto che la conquista di Nantes era ormai impossibile, François de Lyrot diede l'ordine, come gli altri comandanti, di ritirarsi dalla città, stanziando le sue truppe presso Ancenis.
Ruolo nella campagna di Virée de Galerne
Tre mesi dopo la sconfitta a Nantes, François de Lyrot, che si era unito con i suoi uomini alle truppe di d'Elbée e Bonchamps, attaccò con un contingente le truppe del generale repubblicano Canclaux vicino alla città di Clisson. L'offensiva fu un successo e i soldati realisti, che catturarono molti militari dell'esercito nemico, giustiziarono sommariamente i prigionieri.
Il 17 ottobre 1793, François de Lyrot partecipò alla seconda battaglia di Cholet, durante la quale le truppe controrivoluzionarie furono pesantemente sconfitte dall'esercito repubblicano. La disfatta fu tale che furono gravemente feriti anche d'Elbée e Bonchamps, i due generali più autorevoli delle armate realiste. Difatti, costoro furono salvati da morte certa soltanto dallo stesso François de Lyrot, che riuscì con i suoi uomini a sbaragliare le truppe nemiche che circondavano i due ufficiali trasportandoli lontano dal campo di battaglia.
Ormai completamente privo di risorse militari e di vettovagliamenti, l'esercito realista tentò una disperata ritirata verso la Normandia, con la speranza di raggiungere e occupare Granville, città sulla Manica dalla quale i Vandeani avrebbero potuto riaprire un nuovo fronte di guerra grazie ai rifornimenti britannici. Il compito di guidare questa imponente e caotica ritirata spettava al generale più autorevole dell'esercito, Maurice d'Elbée. Tuttavia, questi era stato gravemente ferito durante la battaglia di Cholet e non era dunque in grado di comandare un'operazione tanto complessa. Fu deciso allora di sostituirlo con un giovanissimo ufficiale, Henri de La Rochejaquelein, il quale, a soli 21 anni, si era già distinto sul campo di battaglia. Al fine di gestire la disperata ritirata, Henri de La Rochejaquelein decise di dividere l'esercito realista in più reparti e affidarlo a ufficiali quali Stofflet, Talmont, Fleuriot, Bernard de Marigny e lo stesso de Lyrot. L'esercito in ritirata, a causa della sua eterogeneità, rimaneva tuttavia estremamente arduo da comandare. Infatti, oltre alle 40.000 truppe regolari, vi erano circa 30.000-60.000 civili tra feriti, anziani, sacerdoti, donne e bambini. Inoltre, verso la fine di ottobre, si aggiunsero all'esercito cattolico circa 10.000 Chouans guidati dal generale Georges Cadoudal.
Durante la lunga ritirata, il reparto di François de Lyrot, il quale era stato nominato generale da Henri de La Rochejaquelein, si occupò di difendere il resto dell'esercito realista dai continui attacchi delle truppe rivoluzionarie. Tuttavia, nonostante gli sforzi, le armate repubblicane riuscirono a occupare Granville prima dell'arrivo dei Vandeani. Dopo aver tentato di prendere la città con la forza, l'esercito legittimista ripiegò verso la Loira, occupando il 22 dicembre 1793 la città di Savenay.
Ruolo nella battaglia di Savenay e morte
Non appena l'esercito controrivoluzionario giunse a Savenay, François de Lyrot si occupò di supervisionare personalmente le operazioni di fortificazione della città. La notte tra il 22 e il 23 dicembre i repubblicani avevano già posto Savenay sotto assedio.
Gli scontri ebbero tuttavia inizio soltanto all'alba, quando i Vandeani attaccarono le truppe rivoluzionarie nel tentativo di rompere l'assedio e conquistare il bosco di Touchelais, un punto strategico proprio al di fuori delle mura della città. Tale offensiva fu guidata dallo stesso François de Lyrot e inizialmente ebbe successo. Infatti, il reparto dei rivoluzionari attaccato fu costretto alla fuga abbandonando due cannoni e lasciando quaranta soldati nelle mani dei Vandeani. Tuttavia, nonostante il buon esito iniziale, il generale repubblicano Kléber diede inizio a un violento contrattacco, che respinse le truppe di François de Lyrot nella città.
Dopo ore di duri scontri, i repubblicani riuscirono a penetrare nelle mura di Savenay, conquistando a poco a poco i quartieri della città. Nella piazza antistante la chiesa di Savenay, François de Lyrot e le sue truppe si scontrarono contro l'esercito rivoluzionario, che tuttavia, nonostante gli sforzi dei realisti, si impadronì della batteria dei Vandeani. Compreso che ormai la battaglia era perduta, l'esercito cattolico diede inizio alla ritirata, mentre François de Lyrot si impegnò a proteggere i soldati e i civili che fuggivano da Savenay. Fu proprio durante quest'operazione che François de Lyrot fu colpito mortalmente da un colpo di moschetto, morendo sul posto.
La sconfitta fu seguita dal massacro di gran parte dell'esercito controrivoluzionario, dal quale soltanto pochi generali e ufficiali riuscirono a fuggire.
Onorificenze
Note
Bibliografia
Altri progetti
Categoria:Persone delle guerre di Vandea Categoria:Personalità contro-rivoluzionarie