Il combattimento di Dellmensingen fu uno scontro avvenuto il 22 maggio 1800 tra le forze francesi del generale Sainte-Suzanne e le truppe austriache sotto il comando dell'arciduca Ferdinando. Il combattimento può essere contestualizzato come uno scontro minore avvenuto durante la fase di osservazione tra le truppe austriache e francesi nei pressi di Ulma.

Contesto storico

Due anni dopo la firma della pace di Campoformio, la guerra tornò a imperversare in Europa: la Francia e le sue repubbliche sorelle ingaggiarono guerra contro una nuova coalizione, comprendente Regno Unito, Russia ed Austria. L'anno 1799 fu alquanto difficile per i francesi: in Germania, dopo la devastante sconfitta di Stockach, i repubblicani avevano trovato rifugio dietro al Reno e non avevano preso ulteriori iniziative mentre in Italia le forze austro-russe erano riuscite a scacciare i loro nemici dalla Pianura Padana, lasciando loro solo il possesso della Liguria. Solo dei successi in Olanda e in Svizzera salvarono i francesi dal tracollo. Comunque, la guerra era ancora ben lontana dal terminare: Bonaparte, appena tornato dall'Egitto, prese il potere con un colpo di Stato e si mise all'opera per rovesciare il più rapidamente possibile le sorti del conflitto.

I progetti di Bonaparte e dello stato maggiore francese prevedevano una manovra decisiva sul fronte italiano: un'armata repubblicana sarebbe dovuta scendere lungo la Val d'Aosta, sbucare alle spalle degli austriaci e tagliare le loro vie di comunicazione, intrappolandoli tra Piemonte e Liguria. Per fare ciò, Napoleone aveva assolutamente bisogno che le forze imperiali in Germania non lo colpissero alle spalle: una seconda armata, affidata al generale Moreau, doveva farsi strada sul territorio tedesco, respingendo gli imperiali il più rapidamente possibile.. Le operazioni sul fronte tedesco iniziarono verso la fine di aprile, quando l'esercito del generale Moreau attraverso in più punti il Reno: la manovra francese riuscì alla perfezione ed un disorientato Kray fu sconfitto una prima volta a Stockach il 3 maggio. L'avanzata francese fu inarrestabile: le forze di Moreau trovarono altre tre vittorie nei successivi tre scontri con gli asburgici a Messkirch, a Biberach e a Memmingen..

Antefatti

Dopo le sconfitte patite, Kray decise di ritirarsi nella fortezza di Ulma con il proprio esercito e concentrare i suoi sforzi nel difendere tale posizione. Infatti, Ulma non era solamente una solida piazzaforte, ma era anche una doppia testa di ponte sul Danubio, dalla quale era possibile bloccare ogni eventuale avanzata francese lungo il corso del fiume. Lo stesso Consiglio aulico di Vienna aveva esortato Kray a mantenere un atteggiamento difensivo e a tenere il controllo della città.. Lo schieramento francese, invece, era afflitto da problemi di diversa natura: Bonaparte aveva chiesto a Moreau già prima dell'inizio della campagna, che un distaccamento di uomini venisse inviato verso l'Italia una volta che la campagna in Germania avesse dato risultati positivi. Pur non entusiasta dell'idea, Moreau acconsentì, prelevando i soldati dall'ala di Lecourbe ed inviandoli in Italia sotto la guida del generale Moncey.. Con la sua ala destra praticamente dimezzata, Moreau si prese un paio di giorni per riorganizzare le sue forze, dopodiché si posizionò a qualche chilometro da Ulma..

Nonostante i suoi sottoposti, in primis il generale Saint-Cyr, premessero per un assalto alla fortezza tedesca, Moreau non si lanciò in tale impresa. Le motivazioni dietro a tale decisione si possono ridurre a due elementi: non vi era una certezza nell'impresa e un attacco massiccio su Ulma avrebbe potuto indirettamente danneggiare la spedizione in Italia di Bonaparte. Moreau era consapevole che Kray aveva radunato un cospicuo numero di soldati ad Ulma e aveva compreso che attaccando in forze avrebbe rischiato di scoprire un passaggio verso la Svizzera, potenzialmente scoprendo le retrovie dell'Armata di riserva. Non potendo agire direttamente, Moreau manovrò le sue truppe per attirare Kray al di fuori di Ulma: il piano di Moreau fallì miseramente, anzi, approfittando del divario creatosi tra il centro e l'ala sinistra francese, Kray tentò di isolare e distruggere quest'ultima il 16 maggio, fallendo solo per via dell'efficienza dei comandanti repubblicani, che riuscirono a montare un'ottima resistenza prima dell'arrivo dei rinforzi...

Il comandante francese, riconoscendo il proprio errore, decise di riavvicinare le sue divisioni, pur tenendo sotto stretto controllo la città di Ulma. Iniziò quindi una fase di stallo: i francesi non attaccavano e gli austriaci non intendevano abbandonare la roccaforte. Dopo aver fatto ispezionare attentamente le opere difensive nemiche,. Moreau decise di tornare sulla sponda destra del Danubio il 20 maggio. La decisione sorprese sia i suoi uomini, che si preparavano all'assalto, sia gli austriaci, ugualmente pronti all'attacco. L'idea del comandante francese era di fingere un attacco verso la Baviera, rimasta sostanzialmente sguarnita, nella rinnovata speranza di allontanare Kray da Ulma e dalla Svevia.. Le manovre iniziarono il 20 maggio e proseguirono nei giorni seguenti, venendo accompagnate da alcune dimostrazioni degli uomini di Lecourbe su Augusta.

Lo scontro

Informato della partenza dei repubblicani, Kray inviò l'arciduca Ferdinando a effettuare una ricognizione nei pressi del Danubio, autorizzandolo ad attaccare i francesi se si fosse presentata una buona occasione. Il giovane militare lasciò Ulma la mattina del 22 maggio con una forza di circa unità, almeno metà delle quali di cavalleria. Tale forza si divise in due colonne: la prima, composta sia da cavalleria sia da fanteria, si diresse verso Erbach mentre la seconda risalì il Danubio e scacciò gli avamposti francesi dai ponti di Donaurieden e Öpfingen... Nel frattempo, l'ala di Sainte-Suzanne era piuttosto esposta: la divisione Souham era di stanza a Dellmensingen; la divisione Legrand era ferma ad Achstetten, esattamente a metà strada tra i ponti di Donaurieden e Öpfingen, mentre la riserva era in una posizione più arretrata, equidistante dalle altre due divisioni..

Il generale austriaco, giunto nei pressi di Erbach, si accontentò inizialmente di tre ore di dimostrazioni tra Donaustetten e Donaurieden.. Dopo aver piazzato una batteria di 11 cannoni a coprire la sua avanzata, la prima delle sue due colonne investì la posizione di Dellmensingen, costringendo i francesi ad abbandonare il villaggio. Durante la ritirata, Souham cambiò direzione di marcia, muovendosi verso la sua sinistra ed ancorò il proprio fianco destro al Danubio poco prima del villaggio di Donaustetten, riuscendo a mantenere tale posizione.. Il generale Decaen ebbe gran merito in ciò.. La seconda colonna austriaca attaccò la posizione di Legrand ma riuscì solamente a mettere in fuga i suoi avamposti. Sainte-Suzanne, il comandante dell'ala sinistra francese, dopo aver visto lo stato dei combattimenti, ritenne di avere forze sufficienti a riprendere l'offensiva e ordinò al generale Colaud di marciare su Dellmensingen con la sua riserva. Souham lo seguì. La ferocia dell'attacco fu tale che il villaggio fu ripreso immediatamente e gli austriaci, troppo pressati per ritarsi oltre al Danubio immediatamente, dovettero risalire il fiume sino al successivo ponte di Donaurieden, subendo pesanti perdite a causa delle ripetute cariche dei reggimenti di cavalleria di Colaud. Le forze di Legrand riuscirono a respingere la seconda colonna austriaca, ritiratasi attraverso il ponte di Öpfingen.

Conseguenze Le perdite complessive del combattimento non sono riportate, sebbene sia segnalato che i francesi fecero oltre 400 prigionieri austriaci.

Lo scontro non ebbe alcuna conseguenza dal punto di vista strategico e le due parti tornarono ad una fase di reciproca osservazione. La mancanza di iniziativa assunta da Moreau logorò i rapporti con i suoi ufficiali, ancora convinti di riuscire a strappare Ulma al nemico con la forza: Saint-Cyr, dopo una serie di diverbi con Moreau, causata dalle posizioni divergenti dei due militari su varie questioni organizzative, abbandonò il comando del centro. Anche il generale Sainte-Suzanne lasciò il comando dell'ala sinistra dell'esercito. I due furono sostituiti da Paul Grenier e Antoine Richepanse..

Note

Bibliografia

Categoria:Guerra nel 1800 Categoria:Battaglie della Seconda coalizione Categoria:Battaglie che coinvolgono la Francia Categoria:Battaglie che coinvolgono il Sacro Romano Impero