Sulla malattia (On Being Ill) è un saggio di Virginia Woolf, pubblicato per la prima volta nel 1926 su The Criterion e apparso in volume nel 1930 presso la Hogarth Press. Nel testo Woolf riflette sulla scarsa presenza della malattia fra i grandi temi della letteratura e sulla difficoltà di trovare una lingua adeguata all'esperienza del corpo malato.
Storia editoriale Il saggio fu scritto dopo un periodo di malattia che colpì Woolf nell'estate del 1925, mentre era impegnata nella composizione di Gita al faro. Fu pubblicato nel gennaio 1926 sulla rivista letteraria The Criterion, diretta da T. S. Eliot.
Nel 1930 On Being Ill uscì come volume autonomo presso la Hogarth Press, in una tiratura limitata di 250 copie. Il testo fu composto e stampato da Virginia e Leonard Woolf; la sovraccoperta fu disegnata da Vanessa Bell. Il saggio fu poi incluso nella raccolta postuma The Moment and Other Essays del 1947.
Nel 2002 il testo fu ripubblicato da Paris Press, con un'introduzione di Hermione Lee, contribuendo a una nuova attenzione critica per il saggio.
Contenuto Nel saggio Woolf si domanda perché la malattia, pur essendo un'esperienza comune e capace di trasformare profondamente la percezione di sé e del mondo, non abbia avuto in letteratura un ruolo paragonabile a temi come l'amore, la gelosia o la guerra. La riflessione procede attraverso immagini, digressioni e osservazioni sul corpo, sulla solitudine, sulla lettura e sulla difficoltà di comunicare il dolore fisico.
Uno dei nuclei centrali del testo è il rapporto fra corpo e linguaggio. Woolf osserva che la tradizione letteraria ha spesso privilegiato le attività della mente, lasciando in ombra l'esperienza corporea della malattia e la sua resistenza alla formulazione verbale.
Critica La critica ha letto On Being Ill come uno dei testi più significativi di Woolf sul rapporto fra corpo, percezione e scrittura. Hermione Lee ha sottolineato come negli scritti woolfiani sulla malattia convivano la sofferenza fisica e mentale e l'idea che la malattia possa produrre effetti creativi e liberatori.
Kimberly Engdahl Coates ha interpretato il saggio in rapporto alla tradizione della cura e della stanza del malato, sostenendo che Woolf vi sostituisca all'«arte dell'assistenza» una vera e propria «arte dell'essere malati».
Il saggio è stato inoltre ripreso nel campo delle medical humanities e della narrative medicine, per la sua attenzione alla difficoltà di esprimere il dolore e alla povertà del linguaggio ordinario di fronte alla malattia.
Il critico irlandese Brian Dillon ha dedicato al periodo iniziale di On Being Ill uno dei saggi del suo Suppose a Sentence, soffermandosi sulla struttura sintattica della lunga frase d'apertura e sul modo in cui essa mima l'andamento instabile dell'esperienza della malattia.
Edizioni italiane Sulla malattia, a cura di Nicola Gardini, Torino, Bollati Boringhieri, 2006.
Note
Bibliografia
Voci correlate Virginia Woolf Hogarth Press Gita al faro Brian Dillon
Categoria:Saggi di autori britannici Categoria:Saggi del 1926 Categoria:Opere di Virginia Woolf