Te Haeata (in lituano: L'Alba) era un giornale wesleyano pubblicato in lingua maori. Diretto dal missionario wesleyano Thomas Buddle, Te Haeata fu il primo giornale confessionale della Nuova Zelanda. Fu pubblicato per la prima volta nell'aprile del 1859 e cessò le pubblicazioni nel marzo del 1862.
Storia La Wesleyan Missionary Society (WMS) fondò la sua prima missione in Nuova Zelanda a Whangaroa nel 1823, concentrandosi sulla diffusione del cristianesimo e dell’alfabetizzazione. Nel 1859 un comitato di ministri wesleyani sotto la guida di Thomas Buddle decise di pubblicare un periodico in lingua maori per «fornire alla nostra gente qualche lettura adatta a promuovere il loro progresso religioso e sociale». Il primo numero di Te Haeata uscì il 1° aprile 1859.
Te Haeata dovette affrontare circostanze difficili, tra cui la minore disponibilità della WMS a sostenere la missione maori, la crescente necessità di soddisfare le esigenze spirituali dei coloni europei giunti in Nuova Zelanda e le guerre nel Waikato e nel Taranaki. Per questi motivi, Te Haeata pubblicò il suo ultimo numero il 1° marzo 1862.
Pubblicazioni
Nei suoi tre anni di vita, il giornale pubblicò 36 numeri distribuiti su tre volumi. Te Haeata era impaginato su tre colonne separate da linee verticali. Il giornale veniva stampato nella tipografia di W.C. Wilson in Shortland Street. Tutti i numeri erano composti da quattro pagine e il costo dell’abbonamento annuale era di 2 scellini e 6 penny, oppure 3 penny a numero.
Te Haeata trattava una vasta gamma di argomenti, tra cui lezioni sulle Scritture, incontri organizzati dai missionari wesleyani, racconti morali e la Conferenza di Kohimarama. Il messaggio principale trasmesso da Te Haeata era l’inadeguatezza della Chiesa wesleyana maori. Il Mākutu veniva spesso denunciato come una minaccia per il cristianesimo maori e i lettori venivano incoraggiati ad abbandonare queste «opere delle tenebre».
Sebbene il giornale non fosse apertamente wesleyano nei suoi temi religiosi, tracciava una chiara distinzione tra protestantesimo e cattolicesimo romano. Te Haeata descriveva il protestantesimo come la «Vera Chiesa» e criticava pratiche quali l’adorazione degli idoli, la preghiera a Maria e quelli che definiva «errori» all’interno del cattolicesimo.
Note
Bibliografia
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