Agiografia Le poche note biografiche di questo santo sono contenute nei sinassari bizantini. Arrestato e condotto davanti a un giudice, mantenne ferma la sua fede cristiana e per questo fu condannato al rogo. Quest'episodio avvenne all'epoca dell'imperatore Settimio Severo e del governatore (praeses) Aquila. I sinassari non riportano ulteriori indicazioni né topografiche né cronologiche.Bibliotheca sanctorum, XI, col. 856.

Dal punto di vista storico un governatore di nome Aquila è documentato in Egitto nel decimo anno di Settimio Severo, ossia attorno al 203/204.Delehaye, Les martyrs d'Egypte, p. 27. La localizzazione del martirio di Serapione ad Alessandria d'Egitto è documentato dal martirologio geronimiano.Delehaye, Les martyrs d'Egypte, p. 75.

Culto Il culto a san Serapione è molto antico, ed è già attestato dal martirologio geronimiano alla data del 13 luglio: In Alexandria Serapionis. Nelle tradizioni agiografiche bizantine il suo nome appare nei sinassari e menologi antichi, che non indicano tuttavia il luogo del martirio.Delehaye, Les martyrs d'Egypte, p. 90.

Nella Chiesa latina il culto di san Serapione fu introdotto da Cesare Baronio nel XVI secolo nel Martirologio Romano alla stessa data indicata dal geronimiano, ossia il 13 luglio, ma senza precisazioni topografiche.

Il martirologio romano riformato dopo il concilio Vaticano II ha introdotto nell'elogio del santo il luogo del martirio:Martirologio romano, 2004, p. 539.

Questo santo non va confuso con l'omonimo san Serapione di Alessandria, martirizzato all'epoca di Decio e la cui memoria liturgica cade il 20 febbraio.

Note

Bibliografia

Collegamenti esterni

Categoria:Martiri cristiani Categoria:Santi del III secolo Categoria:Santi per nome