L'impero dei segni (L'Empire des signes) è un saggio dello scrittore, critico letterario e semiologo francese Roland Barthes, pubblicato per la prima volta nel 1970 da Albert Skira, a Ginevra.

Il libro nasce dall'esperienza di alcuni viaggi di Barthes in Giappone, ma non si presenta come una descrizione sistematica della cultura giapponese. Il Giappone vi è piuttosto assunto come spazio immaginario e semiotico, nel quale l'autore osserva gesti, oggetti, pratiche quotidiane e forme culturali come sistemi di segni.

Contenuto e temi L'opera è composta da brevi frammenti dedicati a diversi aspetti della vita e della cultura giapponese, fra cui la città, i negozi, il cibo, la scrittura, la cortesia, i giardini, il bunraku, l'haiku, il pachinko, il volto e i gesti quotidiani. Questi elementi non sono trattati come documenti etnografici, ma come figure di un sistema di segni diverso da quello occidentale.

Il Giappone descritto da Barthes è dichiaratamente una costruzione testuale e immaginaria, non una rappresentazione complessiva della società giapponese. L'estraneità linguistica e culturale consente all'autore di sospendere la ricerca di un significato ultimo e di soffermarsi sui suoni, sulle superfici, sulle forme e sui gesti. Il libro sviluppa così l'idea di un segno intenso ma «vuoto», non riconducibile a un fondamento religioso, morale o metafisico.

La contrapposizione fra superficie e profondità attraversa numerosi frammenti. Le confezioni, le forme della cortesia, l'uso delle bacchette, l'organizzazione del pasto, il teatro e la poesia haiku sono interpretati come pratiche nelle quali la forma non nasconde necessariamente un contenuto più autentico. Allo stesso modo, la disposizione urbana di Tokyo e l'assenza di un centro dominante divengono immagini di un sistema privo di un nucleo stabile di verità o di significato.

Secondo Winders, sebbene Barthes neghi di voler contrapporre due essenze culturali, il Giappone finisce anche per funzionare come controcampo critico dell'Occidente: alle sue esigenze di profondità, decifrazione e autenticità l'autore oppone il valore della forma, del rituale, del vuoto e del decentramento.

Interpretazioni critiche La lettura barthesiana del Giappone è stata oggetto di interpretazioni divergenti. Da un lato, l'opera è stata considerata una delle formulazioni più originali della semiotica di Barthes, fondata su un Giappone dichiaratamente costruito come spazio testuale e non come oggetto di descrizione etnografica. Dall'altro, alcuni studi hanno sottolineato il rischio di una rappresentazione occidentale fortemente soggettiva del Giappone, vicina ad alcune forme di orientalismo.

Secondo Yukari Kobayashi, il Giappone incontrato da Barthes nell'«Impero dei segni» non costituisce né un'immagine accurata né un'analisi organica della cultura giapponese, ma piuttosto un Giappone superficiale e comune, costruito per frammenti e osservato dall'esterno da un intellettuale straniero.

Altre letture hanno invece sostenuto che l'esplicita soggettività del libro e il suo rifiuto di presentarsi come sapere oggettivo sul Giappone attenuino l'accusa di orientalismo, spostando l'opera verso una forma di scrittura saggistica e immaginaria sul rapporto fra segno, desiderio e alterità.

Pubblicazione L'Empire des signes fu pubblicato per la prima volta nel 1970 a Ginevra da Albert Skira e venne successivamente riproposto in Francia dalle Éditions du Seuil.

La prima edizione italiana uscì presso Einaudi nel 1984, nella collana «Gli struzzi», con traduzione di Marco Vallora. L'opera è stata poi ripubblicata nella collana «Piccola Biblioteca Einaudi. Nuova serie».

Edizioni Roland Barthes, L'Empire des signes, Ginevra, Albert Skira, 1970. Roland Barthes, Empire of Signs, traduzione di Richard Howard, New York, Hill and Wang, 1982. Roland Barthes, L'impero dei segni [L'Empire des signes], collana «Gli struzzi», traduzione di Marco Vallora, Torino, Einaudi, 1984, ISBN 8806056891. Roland Barthes, L'impero dei segni [L'Empire des signes], collana «Piccola Biblioteca Einaudi. Nuova serie», traduzione di Marco Vallora, Torino, Einaudi, 2002, ISBN 9788806162603.

Note

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Collegamenti esterni

Scheda dell'opera, su Éditions du Seuil. L'Empire des signes, su WorldCat.

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