Agiografia Tutto ciò che si conosce di questo santo è contenuto nella lettera che Dionisio di Alessandria scrisse a Fabio di Antiochia per fare un resoconto delle persecuzioni nella sua città all'epoca dell'imperatore Decio (249-251). Lunghi estratti di questa lettera sono noti grazie a Eusebio di Cesarea, che li inserì nella sua Historia Ecclesiastica.Bibliotheca sanctorum, III, col. 140.
Soldato di Alessandria, il martirio di Besas è strettamente legato a quello dei due cittadini alessandrini Giuliano ed Euno. Mentre questi venivano flagellati per le vie della città, Besas prese le loro difese, rimproverando coloro che approvavano i supplizi a cui i due erano sottoposti. Denunciato e arrestato, Besas professò la propria fede cristiana. Fu perciò condannato alla decapitazione.Eusebio di Cesarea, Storia ecclesiastica /2 (Libri VI-X), a cura di F. Migliore, Città Nuova, Roma, 2001, p. 67.
Culto Con nomi diversi e in date diverse, il culto di questo soldato è attestato dal martirologio siriaco, dal martirologio geronimiano, e nei sinassari bizantini e alessandrini.
Nella Chiesa latina il nome di san Besas fu inserito nei vari martirologi altomedievali e da qui passò nel Martirologio Romano, in cui si legge l'elogio alla data del 27 febbraio:Martirologio romano, 2004, pp. 226-227.
Note
Bibliografia
Collegamenti esterni
Categoria:Martiri cristiani Categoria:Santi per nome Categoria:Santi del III secolo