La chiesa di San Bartolomeo, o oratorio di San Bartolomeo, è un luogo di culto cattolico a Ottone, in provincia di Piacenza e diocesi di Piacenza-Bobbio.
Storia
La chiesa è eretta su un'antica pieve monastica della diocesi di Tortona, costruita su una cella monastica bobbiese del VII secolo.
L'attuale chiesa cimiteriale fu costruita tra il 1598 e gli inizi del XVIII secolo. La chiesa di San Bartolomeo nasce dalla fusione di tre chiese. La prima, precedente all'Anno Mille, è ascrivibile all'espansione del Monastero di San Colombano a Bobbio, i cui estimi annoverano l'"Oraculum Sancti Bartolomei" tra le maggiori e più antiche chiese della Val Trebbia; di essa, nulla sopravvive. La seconda è una chiesa romanica a tre navate del XIII secolo, di cui è pervenuto solo il campanile in pietra a torre mozza. La terza chiesa è stata edificata a cavallo tra il XVI e il XVII secolo.
Fino al XVI secolo l'oratorio di San Bartolomeo era la chiesa di riferimento della comunità ottonese, visto anche la vicinanza al cimitero. Tuttavia, lo sviluppo demografico e crescente centralità economica di Ottone spinse gli abitanti a costruire una nuova chiesa, che, al contrario di San Bartolomeo, fosse facilmente raggiungibile per le funzioni religiose. Ciò portò alla fondazione della chiesa di San Marziano nel 1690. Solo nel 1744 il vescovo di Bobbio Giuseppe Luigi de Andujar autorizzò il trasporto del titolo di chiesa matrice da San Bartolomeo a San Marziano.
Un primo restauro della facciata avvenne nel 1738, mentre tra il 1998 e il 2000 l'intera chiesa fu ristrutturata.
Descrizione
Esterni Mentre la chiesa presenta parenti esterni di pietra a vista, la facciata è stata decorata in stucco rosa e bianco durante il XX secolo.
Interni L'edificio, di impianto romanico, è a pianta rettangolare a tre navate, separate da archi a tutto sesto in pietra. Il pavimento dell'intera chiesa è realizzato in ardesia.
Il presbiterio, rialzato di tre gradini, è cintato da una balaustra in legno del XV secolo. A differenza del resto della chiesa, l'altare, in marmo e articolato intorno a una nicchia in cui originariamente era collocata la statua del santo mattire, è in stile rococò.
L'altare principale è affiancato da due altari minori, uno per ciascuna navata laterale: quello nel lato dell'epistola è dedicato agli angeli custodi, mentre quello nel lato del vangelo commemora la visitazione della Beata Vergine Maria.
La sacrestia si trova diedo l'altare del latto dell'epistola e, intorno al 1750, furono costruite sopra di esse due piccole stanze, usate presumibilmente come canonica fino al 1830.
Note
Voci correlate Regione ecclesiastica Emilia-Romagna
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