Gli Aswārān (singolare aswār), scritti anche Asbārān e Savaran, erano la forza di cavalleria che costituiva la spina dorsale dell'esercito sasanide. Forniti dall'aristocrazia feudale sasanide, erano pesantemente corazzati (catafratti) e disimpegnavano servizio sia di lancieri sia di arcieri a cavallo....
Etimologia Aswārān deriva dalla parola di lingua persiana antica asabāra, composto di asa- e bar, termine tecnico militare achemenide di uso frequente. Le varie altre traduzioni della parola sono: in lingua partica asabāra (scritto spbr o SWSYN); aswār (scritto ʼswbʼl o SWSYA) in lingua pahlavi; in lingua farsi suwār (سوار), uswār/iswār (اسوار), in lingua persiana savār (سوار). La parola di lingua araba asāwira (أساورة), usato per riferirsi ai disertori sasanidi Asawira, è una forma plurale spezzata del pahlavi aswār..
Tuttavia, la parola aswār significa "cavaliere" solo nella letteratura pahlavi ed è solo il termine arabo tardo ad avere un significato più specializzato. Nelle iscrizioni sasanidi, la formula asp ud mard (SWSYA W GBRA in pahlavi e SWSYN W GBRYN in lingua partica; letteralmente "cavallo e uomo") era usata per indicare collettivamente le forze di cavalleria e fanteria dell'esercito sasanide.
In generale, una revisione degli errori di traduzione/interpretazione dei termini pahlavi correlati agli aswārān ed all'esercito sasanide in generale è stato pubblicato da Kaveh Farrokh nel suo The Armies of Ancient Persia: The Sassanians (2014)..
Storia
Origini e primi sviluppi (III-IV secolo)
Ardashir I (r. 224-241), fondatore dell'impero sasanide e Re dei Re (Shāhānshāh in pahalavi), restaurò le organizzazioni militari degli Achemenidi per costruirsi un esercito in grado di sconfiggere i Parti, integrando al contempo nelle sue forze la nuova cavalleria pesante dei lancieri catafratti in forza presso questi ultimi. – oltre a nuove tipologie di armature e armi d'assedio..
Il nuovo esercito persiano, l'esercito sasanide, impostato sul modello professionistico dell'esercito romano, mantenne quale spina dorsale la cavalleria pesante degli aswārān: una leva di guerrieri appartenenti alla nobiltà feudale dell'impero (l'aristocrazia iranica dei wuzurgan e degli azadan). coperti d'acciaio ed armati di lancia, spada, mazza d'arme ed arco composito. La cavalleria leggera, anzitutto arcieri a cavallo, era invece fornita dalle popolazioni vassalle o di tipo mercenario.
Sapore II (r. 309-379) riformò l'esercito per meglio fronteggiare la coeva ristrutturazione dell'impero romano avvita da Diocleziano e proseguita da Costantino I.. Per impulso dello Shāhānshāh, la cavalleria divenne ancor più "pesante" e maggiormente efficiente. Gli aswārān di Sapore II indossavano ormai armature di spesse placche di ferro che ne ricoprivano l'intero corpo. Ciò le rendeva assai simili a statue di ferro che si muovevano. Alcuni cavalieri erano armati di lancia ed altri di spada o mazza.. Il limite strutturale della cavalleria feudale non venne però, allora, intaccato: il numero degli aswārān che i wuzurgan potevano/dovevano schierare agli ordini del Re dei Re o del suo generalissimo, lo Ērān Spāhbod,. restava ridotto.
Dalla metà del IV secolo, la presenza a nord delle terre dei sasanidi – e dei romani – dell'impero nomade degli Unni e delle altre popolazioni della steppa eurasiatica ad essi correlate costrinse gli aswārān a mantenersi una forza bellica agile e manovrabile, non focalizzandosi solo sulla forza d'urto dei lancieri corazzati (com'era invece stato per i Parti)A titolo di esempio, si consideri che nella celebre battaglia di Carrae (53 a.C.), i Parti schierarono contro l'esercito romano di Marco Licinio Crasso un'armata di lancieri ed arcieri a cavallo in ratio 10/1. ma riscoprendo l'importanza tattica dell'arciere montato...
Apogeo e declino (VI-VII secolo)
Dopo due secoli di torbidi politici, lo Shāhānshāh Cosroe I (r. 531-579) promulgò una riforma dell'esercito – anzitutto degli aswārān – per debellare la minaccia degli Unni bianchi. combattendo i quali era perito suo nonno Peroz I (r. 459-484).... Le modifiche apportate alle forze armate sasanidi le resero capici di resistere a combattimenti prolungati, impegnarsi su più fronti e dispiegarsi più velocemente..
La riforma permise allo Shāhānshāh (supportato nell'impresa dalla semi-mitica figura di un ministro/sacerdote, Bābak) di contendere il primato politico e militare dei wuzurgan che avevano minato il potere della dinastia sasanide dalla morte di Sapore II,. permettendo anche ai semplici proprietari terrieri/capi-villaggio, i dehqan, di fornire all'esercito degli aswārān, con l'immediato risultato di aumentare significativamente gli effettivi della cavalleria pesante. La riforma militare si concentrò sull'organizzazione (fu per esempio fissato lo standard minimo per l'equipaggiamento degli aswārān. – che approfondiremo nel seguito – e fu di conseguenza regolamentata la rassegna obbligatoria delle truppe) e sull'addestramento delle truppe ma non minò certo il primato tattico della cavalleria nel modus bellandi persiano-sasanide..
Cosroe I divise inoltre l'impero e la sua vasta armata in quattro macro-aree (la Mesopotamia a ovest, il Caucaso a nord, il Golfo Persico nella regione centrale e sud-occidentale e l'Asia centrale ad est) affidate da un ufficiale plenipotenziario con autorità civile, militare e diplomatica, lo Spāhbod.. I quattro Spāhbod controllavano i governatori locali e affidavano il comando delle loro armate ai marzban,. marescialli di campo reclutati tra i wuzurgan il cui titolo era ereditario... Questa nuova quadripartizione dell'impero non solo creò un sistema militare più efficiente, ma rese pure più agevole l'amministrazione «di un impero vasto, multiculturale e multietnico».
La riforma di Cosroe I permise all'impero sasanide di raggiungere il suo zenit ma non fu risolutiva delle problematiche intrinseche che l'avevano innescata. Basti su tutto considerare che Cosroe II (r. 590-628), nipote di Cosroe I, fu deposto da una rivolta dei wuzurgan,. preludio alla guerra civile sasanide (628-632). che disintegrò il potere centrale trasformando l'impero in una confederazione di principotti semi-indipendenti poi fagocitati dalla giovane umma arabo-musulmana...
Dopo il VII secolo La maggior parte degli aswārān si dissolse dopo la conquista islamica della Persia nel VII secolo: gli aswaran del Ērān Spāhbod Rostam Farrokhzād perirono con lui nella battaglia di al-Qadisiyya (636/637); ciò che restava degli aswaran dello Spāhbod Piruz Cosroe furono massacrati nella battaglia di Nihavand (642); ecc. Alcune fazioni di aswārān, invece, passarono dalla parte degli arabi per preservare il loro status e le loro ricchezze. Queste fazioni aswaran si stabilirono in varie località dei territori musulmani appena fondati, dove divennero note con diversi nomi; la più conosciuta e importante fu quella degli Asawira che, sotto la guida di Siyah, dopo aver contrastato la conquista islamica del Khuzestan,. risolsero di allearsi ai Banu Tamim (restando fedeli allo zoroastrismo) e si stabilirono nel neonato insediamento califfale di Bassora..
Con la creazione dell'impero Ghaznavide a cavallo tra l'Asia centrale ed il subcontinente indiano nel X secolo, il termine Aswar (poi Sawar/Sowar) passò in India e fu poi utilizzato per indicare il grado delle truppe di cavalleria del Sultanato di Delhi, dell'impero Moghul, dell'impero anglo-indiano e, attualmente, delle truppe di cavalleria di India e Pakistan.
Organizzazione Gli aswārān sono stati spesso intesi dagli studiosi occidentali come un esempio dell'esistenza in Iran di un feudalesimo simil-europeo. e, di conseguenza, indicati genericamente come "cavalieri" o "ritter".. Gli iranisti d'inizio XX secolo Arthur Christensen. e Geo Widengren, per esempio, equiparavano un aswār ad un cavaliere dell'Europa medievale. Tuttavia, sebbene una similitudine sussista, il ruolo socio-economico del cavaliere europeo era molto diverso rispetto da quello di un aswār sasanide..
Reclutamento ed addestramento
Gli aswārān erano inizialmente reclutati tra la sola alta aristocrazia iranica. (wuzurgan e azadan).. con gli alti ufficiali, come visto, reclutati tra i soli wuzurgan,. cioè la medesima classe sociale che definiva le dispute ereditarie in seno alla dinastia regnante sasanide. Ognuna di queste casate (tra le quali primeggiano nelle fonti il Casato di Mehrān, il Casato di Suren e il Casato di Spandiyadh) aveva il compito di fornire il proprio esercito privato allo Shāhānshāh quando questi lo richiedeva, In ragione di un tale sistema, inoltre, il numero di aswārān disponibili per la chiamata alle armi era notevolmente ridotto.
Vero e proprio simbolo dell'epica guerresca sasanide, un aswār doveva essere perfettamente addestrato nell'equitazione, nel tiro con l'arco e nella mischia con le armi bianche. Lo stesso , parlando degli aswārān di Sapore II, lodò la loro maestria con l'arco e la spada.. Doveva inoltre essere un esempio di galanteria e buone maniere,.. seppur ciò sia da ricondursi alla sua appartenenza all'alta classe sociale sasanide di nota vocazione politica. L'addestramento dei cavalieri era ovviamente un processo lungo che cominciava in tenera età, si appoggiava a specifiche figure di istruttori professionisti (gli andarzbad-i aswārān per quanto concerne le arti marziali) e si articolava nella pratica sistematica di talune attività propedeutiche quali la Varzesh-e Pahlavani (l'arte marziale storica della Persia), il gioco del polo, utile per addestrare gli uomini tanto quanto i loro cavalli, e la caccia, attività simbolo della cultura stessa sasanide che era spesso orientata all'abbattimento di prede pericolose come leoni, orsi o cinghiali.
Grazie alle riforme di Cosroe I, furono arruolati anche guerrieri della piccolo nobiltà terriera, i dehqan,. innescando così un significativo aumento nel numero di cavalieri pesanti disponibili per l'armata imperiale. Gli aswārān dei dehqan erano pagati (con stipendio massimo fissato a dirham) ed equipaggiati dal governo centrale.
Corpi d'élite Le fonti greco-romane, rifacendosi ad una tradizione storiografica più antica, identificarono all'interno dell'armata sasanide il rifondato corpo degli Immortali già parte dell'esercito achemenide. Il nome sasanide del corpo, Zhayedan, non è però riconducibile alla parola "immortali". Si trattava di una vera e propria armata di cavalieri che veniva solo occasionalmente schierata in battaglia, come occorse alla battaglia del ponte (634) contro gli arabi. Un'altra unità d'élite degli aswārān era la guardia reale o Pushtigbān, una chiliarchia di cavalieri il cui compito era proteggere lo Shāhānshāh in battaglia. Lo Shāhānshāh stesso e che per questo riceveva uno stipendio, simbolicamente aumentato di un dirham rispetto a quello degli altri cavalieri..Circa il distinguo tra Pushtigbān e Zhayedan si rimanda a laddove, invece, intese i due corpi come equivalenti – v.si . Altre unità speciali furono create nel corso dei secoli, come i Cosroegeti (i "compagni di Cosroe) fondati da Cosroe II..
Ufficiali
Dai documenti sasanidi, estrapoliamo i gradi di specifici ufficiali di cavalleria: Aswārān-sardār, anche aswārān-sālār, letteralmente "Comandante degli aswaran" ma i cui compiti sono ad oggi poco chiari. Aspbed, altro "Comandate della cavalleria", probabilmente variante in lingua partica del titolo sasanide di aswārān-sārdār/sālār. Andarzbad-i aswārān, il "Capo istruttore degli aswārān". Pushtigbān-sālār, comandate dalla cavalleria d'élite dei Pushtigbān.