Le miniere di Traversella sono delle miniere situate nel comune di Traversella, in Valchiusella, in Piemonte. Sfruttate per l'estrazione di minerali di ferro hanno costituito per secoli la principale risorsa economica della valle, fino alla loro chiusura definitiva nel 1971.
Geologia I giacimenti di Traversella devono la loro origine al plutone di Traversella, una massa magmatica di composizione granitoide che durante l'Oligocene (circa 39-33 milioni di anni fa) si è insinuata all'interno delle rocce dell'unità Sesia-Lanzo, prevalentemente costituite da gneiss e micascisti con intercalazioni calcareo-dolomitiche.
L'elevato calore generato dall'intrusione magmatica ha determinato una profonda trasformazione delle rocce preesistenti: i calcari si sono metamorfosati in marmi saccaroidi e in cornubianiti, all'interno delle quali si sono sviluppate diverse mineralizzazioni metalliche.
Storia I primi a sfruttare le miniere furono i Salassi, una tribù celtica che abitava la Valle d'Aosta e il Canavese, come suggeriscono le tracce di antichi cunicoli di estrazione rinvenuti sullo sperone roccioso della Balma Bianca, a nord dell’abitato di Traversella.
Secondo lo storico romano Tito Livio, il console Appio Claudio si impadronì delle miniere dei Salassi, tra cui quelle di Brosso e di Phornellus-Proelim (l'odierna Traversella). Il ferro e il rame estratti vennero poi impiegati per armare i presidi romani di Eporedia e Augusta Praetoria, corrispondenti alle attuali città di Ivrea e Aosta.
Risale al 1716 la scoperta della principale vena ferrifera delle miniere in località Pian del Gallo, segnando l'inizio di una fase di intensa attività estrattiva, che si protrasse fino alla metà del XIX secolo. In questo periodo l'attività mineraria divenne il principale motore economico della valle e la popolazione di Traversella raddoppiò, passando da circa 1.000 a 2.000 abitanti, un livello che non è più stato raggiunto in seguito.
Tuttavia, in un contesto di crescente concorrenza del ferro importato dall'estero e di conseguente perdita di competitività del settore estrattivo italiano, dal 1850 le miniere di Traversella cessarono la loro attività principale e rimasero attivi solo alcuni scavi limitati nella zona di Riondello, da cui si estraeva il minerale di ferro destinato all'alimentazione dell'altoforno di Pont-Saint-Martin.
Nonostante alcuni tentativi di ripresa dell'estrazione del rame, l'abbandono delle attività si protrasse fino al 1900, quando venne costituita la Società Anonima delle Miniere di Traversella, che riunì tutte le concessioni esistenti. I proprietari, il barone de Watteville, E. T. Read e l'ingegner Alcide Froment, che ricopriva anche il ruolo di direttore delle miniere, avviarono importanti interventi per la riattivazione delle gallerie.
Dopo vari passaggi di proprietà, nel 1914 la società concessionaria venne incorporata nella FIAT.
Negli anni 1960 la produzione si ridusse considerevolmente, portando alla sospensione delle attività nel 1969 e, dopo lo smantellamento delle officine, alla chiusura definitiva delle miniere nel 1971.
Note
Altri progetti
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