Il Palazzo Pretorio, noto anche come Palazzo della Ragione, è un edificio storico situato in piazza Campello a Sondrio, attuale sede del comune. Tra i principali monumenti civili della città, ha rivestito per secoli il ruolo di centro del potere amministrativo e giudiziario della Valtellina.
Storia
Le origini e l'acquisto da parte del Consiglio di Valle (1552) Il palazzo era originariamente di proprietà della famiglia Peregrini. Nel 1552 venne acquistato dal Consiglio di Valle — organo rappresentativo dei tre Terzieri in cui era allora divisa la Valtellina — affinché divenisse la sede del Governo Grigione in Valtellina. La spesa fu sostenuta congiuntamente dai tre Terzieri, i quali erano tenuti a fornire i locali necessari per il Governatore, il Giudice e il Cancelliere.
Ampliamenti sotto la dominazione grigionese (1552–1643) Tra il 1552 e il 1594, come risulta da vari documenti conservati nell'archivio storico comunale, l'edificio venne ampliato e adattato alle esigenze dei nuovi dominatori della Valtellina. Il palazzo doveva infatti ospitare, oltre alla residenza del Governatore e del Vicario, anche il Tribunale provinciale, le prigioni e gli edifici militari e burocratici.
Nel 1643, per meglio soddisfare le esigenze burocratiche, venne acquistato il vicino palazzo Martinengo, destinato ad ospitare la residenza del Vicario e dei suoi uffici.
La dominazione austriaca e l'apertura di Corso Italia (1815–1820) Anche successivamente alla dominazione grigionese, il palazzo venne sempre scelto per ospitare la residenza e gli uffici dei Governatori, come avvenne durante il dominio austriaco.
Tra il 1815 e il 1820, durante tale dominazione, parte del lato sud dell'edificio venne demolita per fare spazio alla via Regia (l'odierno Corso Italia), un'arteria più ampia e rettilinea che congiungeva piazza Campello a piazza Nuova (l'odierna piazza Garibaldi). Lungo questa nuova via si affacciò l'edificio che ospitava il Tribunale.
I restauri del 1917 e il nuovo aspetto della facciata Fino agli inizi del Novecento il palazzo si presentava come un edificio severo e privo di decorazioni, come testimonia una fotografia dell'epoca.
La facciata subì un radicale cambiamento nel 1917, quando l'ingegner Giussani, incaricato della sistemazione dell'edificio, volle riprodurre le caratteristiche del Palazzo Besta di Teglio, affrescando sulla facciata gli stemmi dei Visconti che dominarono la Valle nel basso medioevo.
L'ingegner Giussani modificò anche le finestre del secondo piano, ingrandendole e allineandole a quelle del primo piano, e aggiunse altri elementi decorativi, tra cui il balcone che coprì la cimasa sopra il portone e la grande finestra corrispondente all'attuale ufficio del sindaco.
Sotto il tetto, nelle varie lunette unghiate, sono riportati gli stemmi di alcuni comuni valtellinesi, probabilmente quelli ritenuti all'epoca i più importanti della Valle: Sondrio, Castione, Chiavenna, Morbegno, Dazio, Traona, Teglio, Tresivio, Bormio, Tirano e Colorina.
L'ulteriore decorazione della facciata fu realizzata da Giovanni Vanini, che dipinse dei cartigli con l'effige di alcune personalità che diedero lustro alla Valtellina, tra cui: lo storico Giovan Battista di Crollalanza, il diplomatico Diego Guicciardi, Giovanni Guicciardi, la naturalista Candida Lena Perpenti, il pittore Pietro Ligari, l'astronomo Giuseppe Piazzi, l'arciprete Nicolò Rusca, Stefano Quadrio, Giacomo Robustelli e il pittore Cipriano Valorsa.
Della facciata originale rimangono le tre finestre cinquecentesche del primo piano, quelle del pianterreno e l'elegante portale a bugnato recante la data 1553 con l'iscrizione "Invictæ Unitati", in ricordo dell'alleanza tra la Valtellina e le Tre Leghe dei Grigioni.
Sempre nel 1917, a seguito di questi interventi, la sede del comune di Sondrio fu trasferita da Palazzo Paribelli di piazza Quadrivio a Palazzo Pretorio.
Descrizione
La facciata La facciata attuale è frutto della ristrutturazione del 1917 ad opera dell'ingegner Giussani. Gli elementi superstiti dell'aspetto originale cinquecentesco sono le tre finestre del primo piano, quelle del pianterreno e il portale a bugnato datato 1553 con l'iscrizione "Invictæ Unitati".
Il cortile interno Entrando nel palazzo si accede a un cortile interno di forma quadrilatero imperfetto. Sui lati più antichi dell'edificio si affaccia un portico con un doppio ordine di loggette, mentre le facciate che danno sul cortile dell'ex tribunale sono decorate con motivi ornamentali risalenti alla ristrutturazione del 1917.
La sala degli affreschi e la Giustizia di Cesare Ligari Appena dopo l'ingresso, sulla sinistra, si accede a una sala con numerosi affreschi. Al centro della volta domina un affresco di Cesare Ligari raffigurante la Giustizia: questo ambiente era in origine un portico all'aperto destinato all'amministrazione della giustizia. Lungo le pareti si trovano gli stemmi di alcune famiglie nobili grigionesi i cui esponenti ricoprirono la carica di Governatore della Valle: i Salis, il cui simbolo era un salice affiancato da una donna alata; i Planta, il cui simbolo era una zampa di leone; i Buol, che avevano come stemma la Giustizia.
La stanza del fisco Tra le sale di interesse storico vi è l'antico locale dove venivano custodite le tasse pagate dai cittadini. La stanza è caratterizzata da un sistema di rinforzo ottenuto ponendo assi di legno orizzontalmente e sbarre di ferro verticalmente, al fine di scongiurare furti attraverso le pareti.
L'ala del palazzo di giustizia L'ala dell'edificio che ospitava il palazzo di giustizia venne edificata, nelle forme attuali, a partire dal 1915 e si affaccia su Corso Italia. Al pianterreno si trovano lo Sportello del Cittadino e gli uffici della polizia locale; al piano superiore è collocata la sala del Consiglio Comunale, risalente ai primi anni novanta e decorata con affreschi moderni riferiti alla storia e alle tradizioni della Valle. Annessa al tribunale vi era una torre, demolita nel 1917, che ospitava le prigioni.
La stüa dell'ufficio del sindaco Gli uffici del comune non presentano grandi particolarità, con l'eccezione della tipica stüa conservata nell'ufficio del sindaco: splendido esempio di stüa realizzata a intarsio, fu acquistata nel 1961 e trasferita da palazzo Carbonera a Palazzo Pretorio. Dai documenti conservati nell'archivio storico del comune emerge che il palazzo era dotato in origine di altre stüe, volute dai vari governatori grigioni, andate perdute nel corso dei secoli.
I cannoni risorgimentali Palazzo Pretorio custodisce quattro esemplari di cannoni risorgimentali, pezzi piuttosto rari da trovare ancora in buono stato di conservazione.
Restauri recenti Il palazzo ha subito in anni recenti diversi interventi di restauro, volti a conservare le opere che esso custodisce, in particolare gli affreschi. Da tali interventi sono emerse nuove tracce di affreschi, decorazioni e strutture preesistenti a quelle attuali, che testimoniano l'antichità e il ruolo di primo piano rivestito dall'edificio non solo per la città di Sondrio, ma per l'intera Valtellina.
Note
Bibliografia
Voci correlate Sondrio Valtellina Grigioni Pietro Ligari Cesare Ligari Palazzo Besta
Altri progetti
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