La chiesa di San Salvatore extra moenia o extra muros era un edificio religioso cattolico di Brescia, situato presso il Rebuffone, all'esterno della cinta muraria medievale orientale della città. Fondata intorno all'840 e annessa a un monastero dei Canonici regolari lateranensi, svolse per secoli funzioni religiose e assistenziali, condividendo con il vicino ospedale di San Matteo l'assistenza ai feriti e agli appestati.

Fu demolita nel 1517, insieme alle altre chiese suburbane, nell'ambito della realizzazione della spianata voluta dalla Repubblica di Venezia per il potenziamento delle difese cittadine.

Storia La chiesa sorgeva nella pianura esterna alle mura medievali orientali di Brescia. La sua ubicazione è ricostruibile grazie alla planimetria della Brescia medievale e trova ulteriore conferma in una veduta prospettica della città contenuta nel Liber fontium, manoscritto del 1561 conservato presso l'Archivio storico civico di Brescia. In tale raffigurazione, nel punto in cui le mura cittadine formano un angolo acuto tra la porta Torlonga e la strada che, nel prolungamento dell'odierna via Musei, usciva dalla città verso est, è rappresentata una piccola chiesa indicata con il nome di S. Salvadoor, denominazione che, per la sua posizione esterna alla cerchia muraria, aveva assunto nel tempo l'appellativo di extra muros o extra moenia. L'ubicazione dell'edificio è confermata anche dalla planimetria della "Storia di Brescia", coincidente con quella proposta da altri studi sulla città longobarda...

Secondo una cronaca manoscritta ricordata da Paolo Brognoli, il monastero di San Salvatore extra muros fu edificato e dotato intorno all'840 da Villando, governatore di Brescia non meglio conosciuto. . Bernardino Faino, scrivendo oltre un secolo dopo la scomparsa della chiesa, ricorda che presso il Rebuffone esisteva un'antica sorgente già nota ai tempi dei santi Faustino e Giovita. Secondo la tradizione, proprio in quel luogo sant'Apollonio avrebbe battezzato il popolo bresciano con l'acqua della fonte, che per questo motivo fu detta e continuò a essere chiamata "fontana di San Salvatore". In memoria di tale evento ritenuto miracoloso, il popolo bresciano avrebbe deciso di edificare la chiesa dedicandola al Salvatore.

Alcune vicende del monastero sono documentate negli atti pontifici di Onorio III (1212-1227) e nell'"Inventario" di Calimero Cristoni. Intorno al 1380 Cosima de Salis cedette il monastero ai canonici regolari della Congregazione Lateranense di Sant'Agostino dell'Osservanza, prima apparizione di questo ordine a Brescia. Nel 1424 risulta dipendente dalla prepositura di Sant'Afra. Le fonti ricordano inoltre che da qui uscirono il vescovo Azzone e la monaca agostiniana Richelda, attestata nel 1387 insieme alla sorella presso l'ospedale dei Santi Apostoli Simone e Taddeo..

Quando nel 1418 Francesco Marerio fu eletto vescovo di Brescia, era il Comune ad avere la cura della chiesa annessa al monastero dei canonici regolari lateranensi, i quali avevano mantenuto la loro sede presso il Rebuffone fino al trasferimento entro la città, avvenuto verso il 1389. I religiosi si sostenevano con le rendite delle proprietà loro lasciate dai fedeli e con le elemosine, trattenendo soltanto quanto necessario al proprio sostentamento e destinando il resto ai poveri. Per questa intensa attività assistenziale Pandolfo III Malatesta concesse loro ulteriori benefici..

Le fonti ricordano inoltre l'espulsione dei religiosi dal convento e la confisca dei loro beni dopo la consegna di Brescia a Venezia nel 1426. Il ritorno della comunità nel monastero avvenne il 9 giugno 1429. Nel 1441 è inoltre documentata l'unione del priorato di Santa Maria Maddalena sul Monte Denno con quello di San Salvatore, cui probabilmente seguì anche quella del priorato dei Santi Simone e Giuda.

Per la sua posizione appena fuori dalle mura, la chiesa fu interessata anche dagli avvenimenti che coinvolsero il settore orientale della città. In particolare, nel 1438 le truppe di Niccolò Piccinino tentarono di espugnare Brescia assediando proprio dal lato est, ma furono respinte dopo un violento combattimento. Non è dato sapere l'entità dei danni arrecati alle strutture religiose fuori le mura in questo settore della città, ma certo non furono esigui..

Nel 1422 vi giunse la predicazione di san Bernardino da Siena. Nel 1492 anche Bernardino da Feltre predicò in questi luoghi contro l'usura, favorendo l'opera del Monte di Pietà e ottenendo il sostegno di numerosi benefattori. La chiesa condivise inoltre con il vicino ospedale di San Matteo l'assistenza ai feriti delle battaglie e agli appestati, svolgendo un'importante funzione caritativa e sanitaria a favore della popolazione.

Distruzione Dopo le vicende politiche e militari che interessarono Brescia agli inizi del XVI secolo, la Repubblica di Venezia avviò un vasto programma di rafforzamento delle difese cittadine. Nel 1517 deliberò la realizzazione della cosiddetta spianata, imponendo la demolizione degli edifici religiosi e civili sorti all'esterno delle mura entro un raggio di circa 500 metri, così da eliminare qualsiasi possibile punto d'appoggio per un esercito assediante.

Anche la chiesa di San Salvatore extra moenia, insieme al vicino ospedale di San Matteo e alle altre antiche chiese suburbane della plaga orientale, fu demolita in esecuzione di tale provvedimento, scomparendo definitivamente dal paesaggio cittadino.

Note

Bibliografia

Voci correlate Chiese di Brescia

Salvatore Brescia