Combattente durante la prima guerra mondiale, passò alla storia per un notevole atto di coraggio. Durante la battaglia di Loos del 1915, in segno di sfida verso il nemico tedesco e l'ottusità dei comandi britannici, inaugurò un assalto di fanteria lanciando in avanti un pallone da calcio. La sua azione fece rialzare il morale delle truppe britanniche e lo rese estremamente noto, tanto da essere imitata numerose volte durante la guerra.
Biografia
Nacque e crebbe nel quartiere londinese di Chelsea, in una famiglia di operai. Sposatosi giovanissimo, perse sia la moglie sia il figlio durante il parto nel 1913. Destabilizzato dal traumatico evento, allo scoppio della prima guerra mondiale l'anno successivo si arruolò subito volontario nell'esercito britannico. Fu inquadrato nel reggimento dei Fucilieri Irlandesi perché il reparto in quel momento si trovava proprio a Chelsea. Permase in Inghilterra per alcuni mesi al fine di completare l'addestramento, e si distinse subito nei tornei militari come capace calciatore, conducendo la squadra del suo reggimento a numerose vittorie.
Nel marzo 1915 fu inviato sul fronte occidentale, e col suo reggimento si trovò nel settore del villaggio francese di Loos, caposaldo allora in mano ai tedeschi. Pochi mesi prima il fronte era stato interessato dalla tregua di Natale, un insieme di episodi di fraternizzazioni spontanee tra truppe inglesi e tedesche, durante la quale c'erano state numerose partite di calcio amichevoli. I generali alleati, ferocemente ostili a iniziative di questo genere, da allora avevano cercato di evitarne la ripetizione con ogni mezzo, dichiarando anche illegali le partite di calcio al fronte e passibili di corte marziale i giocatori colti sul fatto. Gli ufficiali al fronte, cercando di far rispettare tali regole, ricercavano sistematicamente i palloni da calcio per distruggerli o comunque renderli inservibili ed evitare così "insubordinazioni".
Il 25 settembre 1915 fu previsto un grande assalto di fanteria sul fronte, che sarebbe sfociato nella battaglia di Loos. Edwards, conscio dei rischi che correva, decise in segno di sfida sia ai tedeschi sia alle autorità alleate, di caricare calciando contemporaneamente il proprio pallone. Era convinto, così, di terrorizzare i nemici mettendo in mostra con quanta disinvoltura i soldati inglesi si passavano la palla mentre avanzavano. La notte precedente l'assalto gli ufficiali del suo reggimento, avuto sentore dell'impresa, spararono a tutti i palloni che riuscirono a trovare ai soldati, ma Edwards riuscì a nascondersene uno sgonfio addosso, rigonfiandolo subito prima che fosse ordinato l'attacco.
La battaglia di Loos cominciò alle 6:30 del mattino del 25 settembre 1915, quando i fischietti degli ufficiali inglesi inaugurarono il massiccio attacco contro le trincee tedesche. Edwards saltò fuori per primo dalla trincea britannica e calciò in avanti il suo pallone. Già avvisati delle sue intenzioni, numerosi commilitoni raccolsero la sfida e continuarono a calciare la palla in avanti finché non si perse nel caos della battaglia. Spinti anche dallo spettacolare gesto, i britannici riuscirono ad acquisire grande impeto e a conquistare ben tre linee di difesa tedesche, giungendo quasi al villaggio di Loos. Il giorno successivo tuttavia un contrattacco tedesco li ricacciò indietro, ristabilendo lo status quo anteriore allo scoppio della battaglia. Il gesto di Edwards servì comunque da esempio e fu imitato numerose volte in seguito; il caso più noto accadde l'anno successivo, durante la battaglia della Somme, quando il capitano Wilfred Nevill, per incoraggiare i propri uomini, inaugurò il primo assalto inglese calciando un pallone verso le trincee tedesche (a differenza di Edwards, non sopravvisse).
Frank Edwards era rimasto ferito praticamente subito dopo aver lanciato il pallone, colpito sia da una pallottola tedesca sia dagli effetti del gas tossico che gli inglesi avevano rilasciato poco prima sulla terra di nessuno per agevolare l'avanzata delle truppe. Raccolto gravemente ferito sul campo di battaglia, era stato mandato in convalescenza in Inghilterra. Rientrò in servizio attivo un anno più tardi, rimanendo nell'esercito fino al 1919 e venendo poi trasferito alla Royal Military Police. Il suo gesto nel frattempo era divenuto leggendario, tanto da farlo soprannominare "il Calciatore di Loos" e "il Calciatore Pazzo", e nel dopoguerra lo rievocò numerose volte durante le commemorazioni ufficiali del conflitto.
Dopo aver abbandonato la polizia, divenne un ispettore per i servizi sociali britannici. Tornato ad abitare a Londra, vi morì nel 1964. In suo onore, a Londra fu inaugurato un pub. Il suo pallone, rinvenuto incastrato nel filo spinato a ridosso delle trincee tedesche, era divenuto un cimelio del museo del reggimento di Fanteria Irlandese di Londra. Infine dimenticato dopo la morte del Calciatore di Loos, rimase in un magazzino del museo fino al 2011, quando fu riscoperto all'interno di una scatola da scarpe in pessime condizioni. Restaurato con urgenza, fu poi rimesso in mostra nello stesso museo. Per il suo valore storico, il prezzo stimato del pallone di Edwards è di sterline.
Note