La Banda degli Accoltellatori e degli Sparatori è stata un'organizzazione criminale, documentata a Messina dal 1850 alla fine del secolo.
Storia Secondo Giuseppe Borghetti, prefetto di Messina nel lontano 1875 «La maffia a Messina ebbe ed ha capi supremi e sapienti, in secondo rango i bravi in guanti gialli, in terzo gli accoltellatori e i sicari, in ultima linea i ladri». L'organizzazione criminale più celebre nella Messina ottocentesca è sicuramente la Società degli Accoltellatori e degli Sparatori. Una "cosca" di oltre un centinaio di cospiratori provenienti da ogni ceto sociale, che ricorrendo alle intimidazioni e talvolta all'omicidio, mirava a controllare la città sotto il profilo politico ed imprenditoriale, secondo alcuni venendo alimentata dal pensiero repubblicano mazziniano, molto radicato in città come dimostra l'elezione di Mazzini per ben tre volte al collegio di Messina.
In una lettera del 17 luglio 1868 pubblicata nel giornale "La Riforma" di Firenze, si fa riferimento a tale società, la cui fondazione si fa risalire al 1850, ed il cui scopo originario si rintracciava nel controllo delle dogane. Nel 1871 fu istruito un processo contro tale organizzazione, a causa dell'omicidio di Pasquale Bensaia avvenuto il 25 settembre 1870. Prima di morire Bensaia aveva dichiarato informazioni cruciali che portarono a 30 arresti. Anche "L'Aquila Latina" giornale di Michelangero Bottari (ex capitano garibaldino e e deputato nel 1867), raccontava di tale organizzazione. Proprio per questo motivo il Bottari fu vittima di un agguato dal quale si salvò per miracolo. Il questore Sborni mise agli atti parecchie informazioni in un rapporto del 2 luglio 1868. Furono trovati nelle case di due soggetti sospetti di nome Curaro e Quartarone, dei ferrotipi (foto dell'epoca) ritraenti gruppi di persone armate di pistole. Nel 1871 venne istituito un processo, eseguito poi a Trapani (per ragioni di ordine pubblico) nel 1873 su 22 imputati (altri 9 si erano dati alla fuga). Nel frattempo un'altra decina di omicidi era avvenuta nell'anno 1872. Il processo si concluse con l'assoluzione degli imputati, a causa delle numerose negazioni dei potenziali testimoni, incluso il direttore della Gazzetta di Messina Stefano Ribera. Lo stesso Bottari si mostrò molto vago e timido nell'accusa... Fatto sta che negli anni a seguire continuarono a Messina ferimenti e omicidi caduti nel mistero.
Non è assolutamente rintracciabile un collegamento diretto tra quella associazione e gli attuali clan mafiosi.
Contemporaneamente nel resto della Sicilia agivano altre bande, tra cui gli Stuppagghieri di Monreale, i Fratuzzi di Bagheria, la Fratellanza di Favara.
Note
Bibliografia
Categoria:Storia di Messina