Ufficiale carrista dell'Armata Rossa, di origine ebraica, si distinse, alla testa di reparti di carri armati come comandante delle 55ª Brigata corazzata delle guardie, appartenente alla famosa 3ª Armata corazzata delle guardie, durante la Seconda guerra mondiale sul Fronte orientale.
Dragunskij guidò con abilità e valore la 55ª Brigata corazzata delle guardie negli anni 1943-1945 prima nella battaglia per la liberazione di Kiev, poi, dopo essersi ripreso da una grave ferita, nell'offensiva fino alla Vistola, e nel gennaio 1945 nell'avanzata sull'Oder e in Slesia. Dragunskij soprattutto partecipò alla battaglia di Berlino e i suoi carri armati entrarono nella città da sud e si avvicinarono al Tiergarten prima di essere fermati il 28 aprile 1945 da ordini superiori per evitare incidenti di fuoco amico con le unità del 1º Fronte bielorusso impegnati nella battaglia nell'area urbana centrale.
Per la sua brillante azione di comando della 55ª Brigata corazzata delle guardie, David Dragunskij ricevette per due volte la massima decorazione al valore di Eroe dell'Unione Sovietica, il 23 settembre 1944 e il 31 maggio 1945.
Biografia
I primi anni David Dragunskij nacque il 15 febbraio 1910 in una grande famiglia ebrea russa di sarti, a Svjatsk, all'epoca appartenente al Governatorato di Černigov; dopo aver completato le scuole a Novozybkov, divenne operaio dal 1928 al 1931 nel settore delle costruzioni di un consorzio di Mosca e dal febbraio 1931, come membro del Komsomol divenne capo di un consiglio del Molokovskij rajon, nell'oblast' di Tver'. Dopo essere entrato a far parte del PCUS, nel febbraio 1933 si arruolò nell'Armata Rossa.
Dopo aver frequentato la scuola reggimentale per ufficiali inferiori alla 2ª Divisione fucilieri del "Distretto militare bielorusso" a Minsk, nel novembre nel 1936, dopo essere passato alle truppe corazzate, uscì con il grado di tenente dai corsi per ufficiali della Scuola per le truppe corazzate di Saratov e subito dopo venne assegnato, prima come comandante di plotone carri armati e poi come comandante di compagnia carri armati, al 32° Battaglione corazzato autonomo della 32ª Divisione fucilieri, schierata nell'Estremo Oriente sovietico nel Territorio del Litorale alle dipendenze della "Armata indipendente Bandiera rossa dell'Estremo Oriente" per fronteggiare la minaccia del Giappone. Dragunskij ebbe il battesimo del fuoco nell'agosto 1938 quando, come tenente comandante di plotone carri del 32° Battaglione corazzato, prese parte alla battaglia del lago Chasan dove i sovietici al comando del maresciallo Vasilij Konstantinovič Bljucher, riuscirono a fermare e respingere l'incursione giapponese.
Nella Seconda guerra mondiale
Alla vigilia dell'inizio dell'operazione Barbarossa, il 22 giugno 1941, Dragunskij stava frequentando i corsi dell'Accademia militare "M.V. Frunze", da cui uscì anticipatamente con il grado di capitano a luglio 1941 e immediatamente immesso in servizio al comando di un battaglione carri armati della 242ª Divisione fucilieri con il quale prese parte alla battaglia di Smolensk dove fu leggermente ferito il 30 luglio 1941. Passato ad un incarico di stato maggiore nella 220ª Divisione fucilieri, il suo reparto rimase accerchiato nella sacca di Vjazma nell'ottobre 1941, all'inizio della battaglia di Mosca, ma fortunatamente una parte delle truppe riuscirono a fuggire dalla sacca e rientrare nelle linee sovietiche.
L'anno seguente, nell'aprile 1942, Dragunskij, promosso maggiore nel dicembre 1941, venne assegnato al fronte del Caucaso che era minacciato dalla nuova offensiva tedesca. Fino ad ottobre 1942 Dragunskij mantenne incarichi di stato maggiore nei vari comandi sovietici attivati durante la difficile battaglia del Caucaso mentre a novembre 1942 venne trasferito al fronte di Mosca ritornando ad incarichi operativi con le truppe corazzate prima nel quartier generale del 3° Corpo meccanizzato dell'esperto generale Michail Katukov, e in seguito, con il grado di tenente colonnello, come vice-comandante della 1ª Brigata corazzata del 3° Corpo meccanizzato con cui prese parte alle sanguinose e accanite operazioni sul fronte occidentale, tra cui la fallimentare operazione Marte.
Nell'estate 1943 Dragunskij rimase in combattimento nella 1ª Brigata corazzata del 3° Corpo meccanizzato che fu al centro dell'azione nella battaglia di Kursk a luglio e nella successiva quarta battaglia di Char'kov in agosto; l'11 agosto 1943 venne gravemente ferito durante i violenti scontri tra mezzi corazzati a Bogoduchov e dovette essere evacuato nelle retrovie rimanendo in convalescenza fino a ottobre 1943.
Il periodo più importante della carriera militare di David Dragunskij ebbe inizio a ottobre 1943 quando ricevette il comando della 55ª Brigata corazzata delle guardie, una delle formazioni del 7º Corpo corazzato delle guardie, inserito nella famosa 3ª Armata corazzata delle guardie, una delle migliori unità meccanizzate dell'Armata Rossa, guidata dal capace e combattivo generale Pavel Rybalko. All'inizio di novembre l'armata corazzata del generale Rybalko riuscì con un'abile manovra ad aggirare le posizioni tedesche nella regione di Kiev e i carri armati della 55ª Brigata corazzata delle guardie parteciparono alla veloce avanzata, manovrando in profondità e raggiungendo l'importante nodo di comunicazioni di Fastov. Dragunskij guidò con successo questa audace avanzata che permise di disgregare le difese nemiche che furono costrette ad abbandonare Kiev entro il 6 novembre 1943; nei giorni seguenti Dragunskij riuscì a controllare il contrattacco tedesco a Fastov, mantenne il possesso della città e respinse la 25. Panzer-Division che subì pesanti perdite contro i carri armati della 55ª Brigata corazzata delle guardie.R.N. Armstrong, Red Army tank commanders, pp. 203-205. Dopo questa serie di importanti successi per i quali ricevette l'onorificenza dell'Ordine della Bandiera Rossa, Dragunskij dovette affrontare, insieme alle altre formazioni della 3ª Armata corazzata delle guardie, la pericolosa controffensiva tedesca in direzione di Žitomir che mise in difficoltà i sovietici; il 9 dicembre 1943, nel corso dei sanguinosi combattimenti difensivi, Dragunskij venne di nuovo ferito, dovette cedere il comando della 55ª Brigata corazzata delle guardie e non rientrò in sevizio attivo fino alla primavera 1944.
Nel giugno 1944 Dragunskij rientrò in servzio al comando della 55ª Brigata corazzata delle guardie e prese parte dal 13 luglio, insieme alle altre unità dell'armata del generale Rybalko, alla difficile ma vittoriosa offensiva Leopoli-Sandomierz; mentre il 6º Corpo corazzato delle guardie combatteva per Leopoli, i carri armati del 7º Corpo corazzato delle guardie, compresa la 55ª Brigata corazzata delle guardie, avanzarono rapidamente verso ovest e raggiunsero la Vistola dove conquistarono subito una preziosa testa di ponte a Sandomierz. La brigata di Dragunskij si distinse nel corso di questa riuscita manovra e l'ufficiale ricevette il 23 settembre 1944 il massimo riconoscimento al valore di Eroe dell'Unione Sovietica per "l'esemplare esecuzione delle missioni di comando in prima linea...e per il coraggio e l'eroismo". Nell'inverno 1944-45, a partire dal 12 gennaio 1945, la 55ª Brigata corazzata delle guardie fu di nuovo impegnata in azione con la 3ª Armata corazzata delle guardie nella gigantesca offensiva Vistola-Oder che travolse il fronte tedesco e aprì all'Armata Rossa le porte della Germania. Dragunskij, promosso colonnello, guidò i suoi carri armati fino alla linea del Oder, in una nuova serie di violente battaglie in Polonia e Slesia che si prolungarono fino a marzo 1945.
La battaglia di Berlino ebbe inizio il 16 aprile 1945 e, a causa dell'accanita resistenza tedesca che rallentò l'avanzata del 1° Fronte bielorusso, la 3ª Armata corazzata delle guardie del generale Rybalko, assegnata al 1º Fronte ucraino del maresciallo Ivan Konev, ricevette l'ordine di deviare la sua direttrice di avanzata ed entrare a Berlino da sud. In questa battaglia decisiva la 55ª Brigata corazzata delle guardie sotto il comando di Dragunskij fu sempre all'avanguardia del 7° Corpo corazzato delle guardie che riuscì a superare il canale Teltow e ad avanzare con successo nei quartieri meridionali di Berlino. Il 28 aprile 1945 la 55ª Brigata corazzata delle guardie si trovava ormai vicino al Tiergarten; i carri armati di Dragunskij avanzarono lungo la Kantstraße in direzione dello zoo.A. Read-D. Fisher, La caduta di Berlino, p. 609. A questo punto però sorsero gravi rischi di scontri per errore tra reparti sovietici con episodi di fuoco amico a causa della contemporanea presenza di reparti vicinissimi del 1° Fronte ucraino e del 1° Fronte bielorusso; lo Stavka intervenne e ordinò alla 3ª Armata corazzata delle guardie di interrompere l'attacco verso il centro della capitale nemica e deviare la sua avanzata verso ovest e nord-ovestA. Read-D. Fisher, La caduta di Berlino, pp. 609-610.. La 55ª Brigata corazzata delle guardie quindi non potè raggiungere il Tiergarten e la cittadella di Berlino. La brigata sotto il comando di Dragunskij distrusse nella battaglia di Berlino nove carri armati e tre cannoni d'assalto nemici, sette cingolati e 37 mezzi motorizzati, furono uccisi oltre 700 soldati tedeschi e furono catturati 2.700 prigionieri. I carri armati della 55ª Brigata terminarono la guerra partecipando anche all'offensiva finale su Praga che si concluse vittoriosamente l'11 maggio 1945.
Per l'attività di comando dal fronte e i successi raggiunti alla testa di unità corazzate nelle ultime campagne della guerra il 31 maggio 1945 David Dragunskij ricevette per la seconda volta l'onorificenza di Eroe dell'Unione Sovietica.
Il dopoguerra e gli ultimi anni
Dopo la guerra, Dragunskij continuò la carriera militare salendo fino al grado di colonnello generale delle truppe corazzate, frequentando corsi avanzati di stato maggiore e comandando grandi unità dell'esercito sovietico, tra cui la 5ª Divisione corazzata delle guardie, la 6ª Armata meccanizzata delle guardie e la 7ª Armata delle guardie. Membro del PCUS dal 1931, Dragunskij entrò a far parte del Comitato Ebraico Antifascista e durante la guerra e l'immediato dopoguerra espresse liberamente la sua origine ebraica, la sua vicinanza alle sofferenze del popolo ebraico e a favore di un nuovo stato ebraico in Palestina. Nella seconda parte della sua vita tuttavia promosse l'inserimento degli ebrei nella compagine multinazionale dell'Unione Sovietica in polemica con le politiche di emigrazione e combatté le posizioni del sionismo; dal 1983 divenne presidente del "Comitato antisionista del popolo sovietico". Dopo aver fatto parte dal 1985 del gruppo degli ispettori generali del Ministero della difesa dell'Unione Sovietica, si ritirò dal servizio nel 1987.
David Dragunskij è deceduto il 12 ottobre 1992 ed è sepolto nel Cimitero di Novodevičij, a Mosca.
In ricordo e per onorare Dragunskij sono stati eretti alcuni monumenti commemorativi, tra cui una busto a Novozybkov e un altro monumento a Solnečnogorsk.
Onorificenze
Onorificenze sovietiche
Onorificenze straniere
Note
Voci correlate Battaglia di Berlino Fronte orientale (1941-1945) Eroe dell'Unione Sovietica
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