Il palazzo Municipale, già villa Vescovile, è un edificio del comune italiano di Genivolta, in provincia di Cremona, posto nelle vicinanze della parrocchiale di San Lorenzo.

Storia L'esistenza di un palazzo di proprietà dei vescovi di Cremona posto in Genivolta è attestata per la prima volta in un documento dell'11 marzo 993. Esso, posto più a nord dell'edificio attuale era dotato di una sala maiore e di una camera dormitoria, nonché di una torre difensiva.

Nel 1197 il vescovo Sicardo ne volle la ricostruzione, nel luogo dove sorge l'attuale struttura. Il palazzo del XII secolo era concepito come un luogo di residenza, dotato di un salotto e di una camera con camino al piano inferiore, tre ambienti in quello superiore, un sottotetto e un granaio; nondimeno, non mancavano elementi difensivi, tra cui un fossato ed una torre, poi demolita nel 1455. Attorno al palazzo sorgevano edifici di servizio per la servitù, un laghetto, una colombaia e degli orti.

Nel 1581 il palazzo, ormai inabitato da molti anni, versava in condizioni di degrado, per cui se ne decise la demolizione: il materiale fu quindi impiegato per la ricostruzione della parrocchiale di Genivolta.

Nel 1686 il vescovo Ludovico Settala fece costruire un nuovo palazzo, come attestato da un'epigrafe ancora oggi riportata sulla facciata, ma morì prima di vederne il completamento: alla sua morte, si interruppero i lavori, e il palazzo rimase incompiuto fino all'Ottocento. Nel 1843 Bartolomeo Casati, desiderando un luogo da adibire a propria residenza estiva, fece predisporre progetti di restauro dell'edificio di Genivolta, dove tra l'altro la Mensa vescovile disponeva di un vasto latifondo.

Dopo la morte del Casati, i lavori si interruppero nuovamente, in quanto i suoi successori scelsero altri luoghi come residenze estive. Nel 1881 Geremia Bonomelli affittò la vila all'Istituto Santa Dorotea di Cremona, che nel 1887 vi fondò un asilo ed una scuola elementare. In seguito, Giovanni Cazzani, essendosi reso sempre più gravoso il mantenimento del palazzo, ne decise la vendita a don Vittorio Formaggia, che vi aprì un orfanatrofio.

Nel 1948 l'edificio fu acquisito dal comune di Genivolta, che avviò corposi lavori di completamento per adibire la struttura a sede municipale. Tra il 1956 e il 1957, su disegno di Giulio Carotti, fu realizzata la nuova facciata, secondo canoni neoclassici.

Descrizione

La facciata si presenta secondo schemi neoclassici: al centro si trova un doppio ordine di quattro semicolonne ioniche, inferiormente intervallate dalle arcate a tutto sesto del portico, mentre superiormente è posto un frontone triangolare.

Note

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