Palazzo Caisotti di Verduno (o Caissotti), poi Peyretti di Condove e Ricardi di Netro, è un palazzo storico di Torino costruito nel 1730 circa in stile barocco piemontese dall'architetto Giovanni Battista Borra in via Bligny angolo via del Carmine nel Quadrilatero Romano, quartiere Centro.
È vincolato dalla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio.
Storia Il palazzo venne commissionato da Carlo Luigi Caissotti, gran cancelliere del Regno di Sardegna discendente della famiglia di origine nizzarda Caissotti che il 10 agosto 1730 fu nominato dal re Vittorio Amedeo II di Savoia primo presidente del Senato del Piemonte, nonché insignito dei titoli di conte di Santa Maria Assunta d'Asti (nel 1734) e di marchese di Verduno (nel 1739) .
La prima parte dell'edificio è attribuita all'architetto Giovanni Battista Borra, che era stato appena abilitato alla professione dall'Università di Torino. Il cancelliere la fece unire con l'adiacente Casa dei baroni di San Martino, che la usavano da reddito.
Alla morte di Carlo Luigi nel 1779 subentrò nell'eredita il figlio, Carlo Giuseppe Casimiro, cavaliere di Gran Croce e vice tesoriere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, che morendo senza prole nel 1799, estinse la linea e lasciò eredi dei beni immobili (compreso il castello di Verduno) gli ospedali di Carità (ora Palazzo degli Stemmi, in Via Po) e di San Giovanni di Torino.
Il palazzo fu poi acquistato da Lodovico Peyretti conte di Condove (1767 - 1848) , Cavaliere di Gran Croce decorato del Gran Cordone, Gran Cancelliere e Consigliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro , primo presidente del senato di Nizza e presidente del consiglio supremo di Sardegna .
Passò quindi alla famiglia Ricardi (o Riccardi) di Netro nel periodo in cui un suo esponente, Alessandro, era Arcivescovo di Torino. L'ultima discendente della famiglia, Flaminia Ricardi di Netro, in assenza di eredi diretti, dona al Museo Civico di Torino una collezione di 234 gemme (molte di epoca romana e rinascimentale) costituita dal nonno materno, Giuseppe Antonio Gatino (1802-1853), avvocato e senatore del Regno sabaudo, conservate nel palazzo di famiglia a Torino e nella casa di Meugliano, nel Canavese. Incisioni, disegni, sculture e dipinti vengono invece lasciati all’Istituto Cottolengo di Torino .
Descrizione
Il palazzo è il risultato di un abbinamento settecentesco di due case adiacenti, mediante spazio comune di un cortile. Il palazzo verso sud (quello dei Caisotti attribuito al Borra) presenta un androne porticato e una scala angolare con colonne ; la parte rustica del cortile era separata da un muro con arco e possedeva un secondo androne che consentiva l'ingresso a senso unico delle carrozze durante i ricevimenti. La casa dei baroni San Martino verso nord riporta in tono minore la distribuzione a porticato e a scala angolare con colonne. Le due case gemelle adiacenti verso Est, presentano analogo abbinamento degli spazi di cortile .
Note
Voci correlate
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