La guerra civile colombiana del 1884-1885 fu un conflitto che si svolse negli Stati Uniti di Colombia (che corrispondono agli Stati odierni di Colombia e Panama). Fu causato dalla sollevazione del Partito Liberale, che era in disaccordo con la politica centralista dell'epoca della Regeneración del presidente Rafael Núñez, un liberale moderato che era appoggiato dal Partito Conservatore.

Antefatto I liberali radicali dello Stato sovrano di Santander, uno degli Stati federati della Colombia, accusavano il presidente Rafael Núñez di interferire negli affari interni degli Stati federati con la sua politica centralista e il suo progetto della Regeneración. Núñez ricevette quindi sostegno dai conservatori e il risultato fu la formazione del Partito Nazionale, che un anno dopo avrebbe proclamato la Costituzione centralista del 1886.

Sviluppo

I combattimenti ebbero inizio nello Stato di Santander nell'agosto del 1884, contro il presidente dello Stato, Solón Wilches. Nello Stato di Cauca la guerra cominciò con una sollevazione l'11 gennaio 1885 nella città di Tuluá, che fu soffocata dal generale Juan Evangelista Ulloa, lo stesso generale che combatté e vinse nella battaglia di Sonso contro il generale Francisco Escobar e il colonnello Guillermo Márquez. Quest'ultimo era passato alla fazione rivoluzionaria nel porto di Buenaventura con tutte le sue truppe quando seppe che il presidente Núñez, eletto con i voti dei liberali e dei conservatori, aveva affidato a questi ultimi tutto l'armamento moderno di cui disponeva il paese.

Come in precedenti occasioni, il controllo del fiume Magdalena fu fondamentale per garantire i movimenti delle truppe ribelli. Le prese di Honda e di Barranquilla al comando di Ricardo Gaitán Obeso, garantivano il controllo della situazione. Tuttavia, errori tattici, in particolare l'ostinazione di Gaitán Obeso nell'assedio di Cartagena da cui uscì sconfitto, furono la rovina dei radicali, e l'alleanza di Núñez con i conservatori mutò gli equilibri della guerra in favore del governo.

Nel frattempo il generale Avelino Rosas organizzò forze ribelli che occuparono Santander de Quilichao, il che rendeva difficile le comunicazioni fra Popayán e il Valle, ovvero tra il generale Ulloa ed Eliseo Payán, presidente dello Stato di Cauca che si manteneva fedele all'unione.

Il 30 gennaio ebbero luogo combattimenti nell'Alto de Hatoviejo, e il 7 febbraio a Vijes, ove il generale Ulloa sconfisse di nuovo il colonnello Márquez. A Roldanillo il colonnello Rafael Reyes privò Márquez di quasi tutto il suo armamento, ma il colonnello riuscì a riparare a Cartago con solo 25 uomini. A Cartago Márquez si unì alle forze rivoluzionarie dei generali Valentín Deaza e Manuel Antonio Ángel che contavano più di uomini. Queste truppe provenivano da Antioquia, organizzate dal governatore dello stato Luciano Restrepo, che si era sollevato in armi contro Núñez.

Luciano Restrepo aveva disobbedito agli ordini di Rafael Núñez di consegnare le armi al conservatore di Manizales Marceliano Arango, anche perché questi aveva nominato comandante Luis Eduardo Villegas, che non era un militare attivo. Villegas fu sconfitto nella battaglia dell'Alto de la Palma a Salamina il 19 febbraio 1885 dai generali Marco Aurelio Piñeros e Manuel Briceño. Villegas poi si arrese a Neira. Negli stessi giorni il generale Casabianca, governativo, sconfigge presso Anaime (Cajamarca) cento guerriglieri che bloccavano la strada per Quindío, comandati dallo scrittore Jorge Isaacs.

Il 23 febbraio si svolse la battaglia di Santa Bárbara de Cartago, che durò circa dieci ore: le forze governative comandate da Rafael Reyes, Eliseo Payán e Carlos Albán, sbaragliarono i rivoluzionari, che subirono la perdita di circa cinquecento soldati oltre a più di mille feriti. Gli sconfitti si ritirarono a Pereira e qui si arresero ai generali Mateus e Briceño.

Successivamente Rafael Uribe continuò la guerra nello stato di Antioquia, sconfiggendo il capo conservatore dello stato Benigno Gutiérrez, e insieme con Ricardo Mejía e pochi uomini attaccò il villaggio di Santa Bárbara. Senza essere riuscito a prendere l'abitato fuggì a El Retiro, ove fu catturato e inviato al carcere di Medellín. Nel frattempo nel paese si registravano innumerevoli scontri con alte perdite di vite umane, specialmente nella battaglia de La Humareda (17 giugno 1885). Quando a Bogotà si conobbe l'esito della sanguinosa battaglia de La Humareda, Rafael Núñez esclamò: "Signori: la Costituzione del 1863 ha cessato di esistere". La guerra terminò nel novembre del 1885, con la resa dei generali Foción Soto e Siervo Sarmiento.

Conseguenze La vittoria delle forze governative servì come pretesto perché il presidente Núñez annunciasse la fine della Costituzione del 1863, ispirata al radicalismo liberale. Lanciò una profonda riforma costituzionale che si concluse con l'adozione della Costituzione del 1886.

Note

Bibliografia

Categoria:Guerre che coinvolgono la Colombia Categoria:Guerre civili dell'era contemporanea Categoria:Storia della Colombia